Dallo scorso 27 ottobre e fino al 27 marzo 2022 il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospiterà la mostra “Klimt. La Secessione e l’Italia”, promossa da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, co-prodotta da Arthemisia che ne cura anche l’organizzazione con Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con il Belvedere Museum e in cooperazione con Klimt Foundation, a cura di Franz Smola, curatore del Belvedere, Maria Vittoria Marini Clarelli, sovrintendente Capitolina ai Beni Culturali e Sandra Tretter, vicedirettrice della Klimt Foundation di Vienna. Gustav Klimt, tra i più significativi artisti a cavallo fra Ottocento e Novecento e protagonista della Secessione viennese, torna in Italia con alcuni dei suoi capolavori provenienti dal Museo Belvedere di Vienna e dalla Klimt Foundation, in particolare la celebre opera “Ritratto di Signora”, trafugata dalla Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza nel 1997 e recuperata nel 2019. La mostra ripercorre la vita e la produzione artistica del pittore austriaco, con un focus inedito sulla sua esperienza in Italia, attraverso oltre 200 opere tra dipinti, disegni, manifesti d’epoca e sculture, tra i quali si trovano anche opere di Josef Hoffmann, Koloman Moser, Carl Moll, Johann Victor Kramer, Josef Maria Auchentaller, Wilhelm List, Franz von Matsch e molti altri. Inoltre, grazie alla collaborazione tra Google Arts & Culture Lab Team e il Belvedere di Vienna, tornano in vita tre celebri dipinti conosciuti come Quadri delle Facoltà, "La Medicina", "La Giurisprudenza" e "La Filosofia", allegorie realizzate da Klimt tra il 1899 e il 1907 per il soffitto dell’aula magna dell’Università di Vienna e rifiutate da quest’ultima perché ritenute scandalose. Ciò che rimane di queste opere, andate perdute nel 1945 durante un incendio scoppiato al castello di Immendorf in Austria, sono solo alcune immagini fotografiche in bianco e nero e articoli di giornale. Google Arts & Culture per l'occasione ha ricostruito digitalmente i pannelli a colori, attraverso l'intelligenza artificiale e con la consulenza di Franz Smola, curatore della mostra e tra i maggiori esperti di Klimt al mondo. (gci)
CITTA' DI CASTELLO (PG): RAFFAELLO E IL SUO ESORDIO DA PITTORE
Dal 30 ottobre al 9 gennaio 2022 si svolgerà alla Pinacoteca di Città di Castello (PG) la mostra "Raffaello giovane a Città di castello e il suo sguardo", a cura di Laura Teza. L'obiettivo dell'esposizione è quello di ricostruire, attraverso l’arte, le esperienze e la cultura del giovane Raffaello Sanzio negli anni del suo esordio come pittore in una Città di Castello ricca di fermenti. L’iniziativa, che rientra nell’ambito delle celebrazioni per il cinquecentenario della morte del pittore, è stata illustrata a Palazzo Donini nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, il sindaco di Città di Castello Luca Secondi, la professoressa Laura Teza, curatrice della mostra, e il professor Daniele Parbuono, delegato per il rettore dell'Università degli Studi di Perugia. Cuore dell'esposizione è il gonfalone della Santissima Trinità di Raffaello, unica opera mobile dell’artista rimasta in Umbria, conservata nella Pinacoteca e sottoposta ad un importante intervento di restauro. “La cultura rappresenta un fattore importante di sviluppo e crescita per l’Umbria e per l’intera comunità su cui come Giunta regionale stiamo lavorando e continueremo a lavorare e questa mostra, di grande attrazione, si colloca esattamente dentro al percorso che ci siamo dati - ha dichiarato la presidente della regione Umbria, Donatella Tesei - cultura e beni culturali giocano infatti un ruolo fondamentale per l’intera economia regionale, come hanno dimostrato anche gli ottimi dati registrati per presenze turistiche nella nostra regione durante la stagione estiva”. “La mostra testimonia la capacità di resistere, di risollevarsi dopo un periodo difficile. Possiamo dire che tra i temi di questa iniziativa - ha aggiunto il sindaco di Città di Castello, Luca Secondi - c’è quello della resilienza. Abbiamo sin da subito, come amministrazione comunale, creduto in questo evento che è di alto valore culturale, sia a livello nazionale che internazionale vista la caratura dell’artista”. (gci)
MONTE VERITA': FIRENZE CELEBRA LA COLLINA DELL’UTOPIA
Dal 19 novembre al 10 aprile 2022 al Museo Novecento di Firenze si svolgerà la mostra "Monte Verità. Back to nature", organizzata dal MUS.E e presentata in collaborazione con la Fondazione Monte Verità (Ascona Canton Ticino), a cura del direttore del Museo Novecento Sergio Risaliti, Nicoletta Mongini e Chiara Gatti. Si tratta della prima mostra in Italia dedicata alla celebre collina dell'utopia, ai suoi fondatori e agli ospiti illustri che la frequentarono: dall'anarchico Bakunin al coreografo ungherese Rudolf von Laban, dal dadaista Hugo Ball all'architetto del Bauhaus Walter Gropius, dall'artista Hans Arp a Paul Klee, dal grande scrittore Hermann Hesse a Carl Gustav Jung. Per l'occasione saranno esposte immagini d'epoca, testimonianze, ricostruzioni virtuali, abiti e oggetti simbolo di circa cento anni di utopia e ideali, incontri virtuosi e ricerche estetiche. La mostra è arricchita da un programma con proiezioni di film, conferenze e presentazioni di libri e da un catalogo dedicato alla storia di Monte Verità con contributi di Sergio Risaliti, Nicoletta Mongini, Chiara Gatti e Luca Scarlini, completo di un apparato iconografico che comprende numerose immagini storiche, ricostruzioni, progetti e un regesto di tutte le personalità che hanno abitato, popolato, animato, descritto, conosciuto o studiato Monte Verità. (gci)
A ROMA "ETTORE SPALLETTI. IL CIELO IN UNA STANZA"
Dallo scorso 26 ottobre e fino al 27 febbraio 2022 la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma ospiterà la mostra "Ettore Spalletti. Il cielo in una stanza", in collaborazione con lo Studio Ettore Spalletti e a cura di Éric de Chassey, direttore dell’Istitute National d’Histoire de l’Art (INHA) di Parigi e professore di Storia dell’Arte moderna e contemporanea all'École normale supérieure di Lione. L'esposizione celebra il maestro dell’arte contemporanea a pochi anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 2019, attraverso un corpus selezionato di opere, tra pittura e scultura, che riscrivono gli spazi del Salone Centrale. In mostra, le opere provenienti dallo Studio Ettore Spalletti si affiancano ad altre opere appartenenti alla collezione permanente della Galleria Nazionale, esposte come inserti nell'esposizione "Time is Out of Joint". “Ho curato questa mostra - dichiara Éric de Chassey - con l’obiettivo di permettere ai visitatori della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di sperimentare quella gioia profonda, quell’esperienza improvvisa che ho provato visitando le mostre ideate da Ettore Spalletti quando era in vita, anche se so bene che si tratterà ora di una gioia diversa”. (gci)





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