Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Napoli: Dante
a Palazzo Reale

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Napoli: Dante <br> a Palazzo Reale

In occasione del settimo centenario della morte di Dante Alighieri il Palazzo Reale di Napoli celebra il Sommo Poeta inaugurando una mostra incentrata su tre tele raffiguranti episodi della Divina Commedia, eseguite dal pittore Tommaso De Vivo, allestita negli spazi della cosiddetta “Galleria del Genovese”, dal 3 dicembre 2021 al 1° marzo 2022, curata Mario Epifani e da Andrea Mazzucchi. I tre dipinti di De Vivo, realizzati per il re d'Italia Vittorio Emanuele II, in vista il sesto centenario della nascita del Ghibellin fuggiasco (1865), successivamente sono stati divisi tra il Palazzo Reale, la Biblioteca Nazionale e la Reggia di Caserta. Eccezionalmente riunito nella sede originaria dopo un accurato restauro, il ciclo di De Vivo è esposto a confronto con altre testimonianze della fortuna di Dante nell'arte napoletana intorno alla metà dell'Ottocento, dal celebre dipinto di Domenico Morelli raffigurante Dante e Virgilio nel Purgatorio (1844), all'album di litografie di Antonio Manganaro che illustra in tono satirico L'Esposizione marittima visitata da Dante e Virgilio (1871). Il percorso di visita, allestito dall'architetto Lucianna Iovieno, è arricchito dalle proiezioni multimediali, realizzati da Stefano Gargiulo (Kaos Produzioni) che illustrano, attraverso immagini tratte da codici miniati, il viaggio di Dante nell'aldilà. “Questa mostra inaugura l'attività espositiva del nuovo museo autonomo del Palazzo Reale di Napoli in ambienti appositamente allestiti in prossimità dell'Appartamento Storico - ha dichiarato il direttore di Palazzo Reale Mario Epifani - Con questo affondo sulle collezioni del Palazzo nel periodo del Regno d'Italia ha inizio il lavoro di indagine preliminare a un intervento di revisione dell'allestimento dell'Appartamento, basato sugli inventari storici, che unisca la possibilità di valorizzare l'eccezionale patrimonio storico-artistico del Palazzo con la volontà di illustrare al visitatore le sue stratificazioni storiche, i personaggi che lo abitarono e le vicende di cui fu teatro”. La mostra, presentata in uno spazio espositivo per la prima volta aperto al pubblico, nell’area della cosiddetta "Galleria del Genovese", collegamento ottocentesco tra il Palazzo Reale e il Teatro di San Carlo, riaperto perc la prima volta al pubblico grazie al progetto dell’architetto Almerinda Padricelli, è organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, la Biblioteca Nazionale di Napoli, l'Archivio di Stato e la Reggia di Caserta. Il catalogo, pubblicato da Editori Paparo, inaugura la nuova serie dei “Quaderni di Palazzo Reale”, dedicata all'approfondimento di specifici temi legati alla storia del Palazzo e delle sue collezioni.

FOTOGRAFIA, AD ABANO TERME (PD) I REPORTAGE MENO CONOSCIUTI DI ROBERT CAPA

Dal 15 gennaio al 5 giugno 2022 si svolgerà la mostra "Robert Capa. Fotografie oltre la guerra", curata da Marco Minuz, promossa dal comune di Abano Terme (PD) nella sua Villa Bassi Rathgeb, prodotta e organizzata da Suazes con il supporto organizzativo di Coopculture. Lo scopo dell'esibizione è di porre l’attenzione sui reportage poco noti del fotografo, lontani dai temi della guerra che l'hanno reso il “miglior fotoreporter di guerra del mondo”, come venne definito nel 1938 dalla prestigiosa rivista inglese Picture Post. Per l'occasione verranno esposte circa cento foto, tra le quali spiccano quelle dedicate ai suoi reportage sui film d’epoca. “Non vi è dubbio - dichiara il curatore - che l’esperienza bellica sia stata al centro della sua attività di fotografo: la guerra civile spagnola, la resistenza cinese di fronte all’invasione del Giappone, la seconda guerra mondiale e quella francese in Indocina (1954), durante il quale morì, ucciso da una mina antiuomo, a soli 40 anni. Acquisendo, in queste azioni, una fama che gli permise di pubblicare nelle più importanti riviste internazionali, fra le quali Life e Picture Post, con quello stile di fotografare potente e toccante allo stesso tempo, senza alcuna retorica e con un’urgenza tale da spingersi a scattare a pochi metri dai campi di battaglia, fin dentro il cuore dei conflitti; celebre, in tal senso, la sua dichiarazione: 'Se non hai fatto una buona fotografia, vuol dire che non ti sei avvicinato a sufficienza alla realtà'. Queste sue fotografie sono ormai patrimonio della cultura iconografica del secolo scorso”. (gci)

ARTE, A ROMA LA PERSONALE "IN METAMORFOSI" DI MARTA ROBERTI

La galleria z2o Sara Zanin di Roma ospiterà dall'11 dicembre al 5 febbraio 2022 la prima mostra personale in galleria di Marta Roberti, dal titolo "In metamorfosi", a cura di Cecilia Canziani e con opening prevista l'11 dicembre dalle ore 13.00 alle 20.00. La mostra raccoglie due serie di lavori dell’artista realizzate nell’ultimo anno e altre opere recenti che, come frequentemente accade nella ricerca di Marta Roberti, sono state riconfigurate per questa mostra. Il nucleo centrale della mostra ruota attorno a una serie di disegni intitolata "S’io mi intuassi come tu t’inmii" (titolo è un verso tratto dalla Commedia di Dante). I lavori sono realizzati su carta dello Yunnan per essere successivamente ricamati su stoffa con il tradizionale punto a catenella tipico del Kashmir e attualmente in corso di lavorazione in India con la supervisione di Paola Manfredi, esperta di tessitura indiana. Gli arazzi sono oggetto di una commissione dell’Istituto Italiano di Cultura di Delhi e, infatti, verranno esposti in una mostra presso l'Istituto Italiano di Cultura di New Delhi a febbraio del prossimo anno. Marta Roberti (Brescia, 1977) vive e lavora a Roma. Dopo la laurea in Filosofia a Verona, si è diplomata in Arte Multimediale presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Il disegno è il mezzo principale che declina in installazioni e video animati, attraverso i quali esplora le relazioni tra Oriente e Occidente studiando e rielaborando i miti e la loro rappresentazione. Nel 2020 ha vinto il bando "Cantica" del Maeci e MiBact e la sua opera è entrata nella collezione dell’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma. (gci)

ARTE, VARESE OSPITA "PAESAGGI IMPROBABILI" DI CIRO PALUMBO

Dal 4 dicembre e fino al 15 gennaio 2022 si svolgerà alla galleria Punto sull'Arte di Varese la mostra "Paesaggi Improbabili" di Ciro Palumbo, curata da Alessandra Redaelli. Per l'occasione sarà esposto un ciclo di 28 opere inedite ed una scultura, che si pongono come sintesi del suo percorso degli ultimi anni. Tutti i pezzi sono stati creati appositamente per il progetto varesino. Nella Project Room al piano superiore della galleria sarà inoltre allestita un’anteprima esclusiva della mostra "Cyan-IDE", doppia personale degli Artisti Jernej Forbici e Marika Vicari. Ciro Palumbo nasce a Zurigo nel 1965, vive e lavora a Torino. La sua formazione di grafico pubblicitario lo porta a esercitare per anni la professione di Art director in agenzie pubblicitarie torinesi. Successivamente, l’esperienza in una moderna bottega d’arte e la conoscenza di alcuni maestri contemporanei lo conducono ad approfondire la tecnica della pittura a olio con velatura. Inizia la sua attività espositiva nel 1994. Ha al proprio attivo un centinaio di mostre personali in gallerie private e spazi pubblici in tutta Italia. Le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Nel 2011 ha partecipato all'edizione 54 della Biennale di Venezia, padiglione Piemonte. (gci)

ARTE, A ROVIGO LA MOSTRA DEDICATA A GIOVANNI MIANI, LEONE BIANCO DEL NILO

Palazzo Roncale di Rovigo ospiterà dal 12 marzo 2022 al 26 giugno 2022 la mostra "Giovanni Miani. Il Leone Bianco del Nilo", a cura di Mauro Varotto, docente di Geografia del Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell'Antichità dell’Università di Padova e delegato della rettrice per i Musei e le collezioni dello stesso Ateneo, e Alessia Vedova, responsabile dell’Ufficio Patrimonio artistico ed eventi espositivi della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, la quale promuove l’esposizione nata dall'idea di Sergio Campagnolo. Per la prima volta ad essere soggetto di una mostra è la storia di Giovanni Miani, un "Indiana Jones" dell’Ottocento, un uomo che votò la sua vita alla scoperta delle sorgenti del Nilo. L'occasione è quella dei 150 anni dalla morte dell’esploratore. Tra storia, geografia ed etnografia, la mostra intende raccontare la vicenda di questo personaggio irrequieto e fuori dagli schemi, di indomito coraggio e volontà ferrea, amante del rischio e dell’avventura, sfortunato inseguitore di grandi ideali come di riscatto sociale. (gci)

A MODENA I PAESAGGI DI GIUSEPPE ZOLA DALL'ARCHIVIO BPER BANCA

"La Galleria. Collezione e Archivio Storico" di BPER Banca ospiterà, dal 10 dicembre al 13 marzo 2022, negli spazi espositivi della sua sede a Modena, la mostra dossier "Paesi vaghissimi. Giuseppe Zola e la pittura di paesaggio", a cura di Lucia Peruzzi. L'esposizione è dedicata a Giuseppe Zola (Brescia, 1672 - Ferrara, 1743), pittore originario di Brescia, giunto giovanissimo a Ferrara dove svolse tutta la sua attività. Considerato un maestro nella pittura di paesaggio, l'artista è in grado di ritagliarsi una posizione rilevante presso la borghesia e la nobiltà estense, per le quali produce una considerevole quantità di paesaggi destinati a impreziosire saloni e gallerie. Zola è una figura del tutto singolare nel contesto culturale e artistico ferrarese del XVIII secolo per la sua vastissima produzione di dipinti quasi interamente a carattere paesaggistico, in grado di soddisfare, con la piacevolezza del soggetto e della conduzione pittorica, la crescente richiesta di tele per arredare i palazzi della città. Il percorso della mostra si articola attraverso otto tele provenienti dalla nuova sede del Monte di Pietà di Ferrara, edificata nel 1756. A seguito della fusione per incorporazione della Cassa di Risparmio di Ferrara in BPER Banca, avvenuta nel 2017, queste opere ed altri 24 dipinti dello stesso autore sono entrati a fare parte della collezione d'arte del gruppo bancario, che ad oggi comprende oltre mille capolavori, dal Quattrocento al Novecento. "Ogni nostra azione - dichiara la presidente di BPER Banca Flavia Mazzarella - produce un impatto sul paesaggio che ci circonda e, più in generale, sull'ambiente. Per questo BPER Banca sta portando avanti iniziative per contribuire al raggiungimento dei Sustainable Development Goals (SDGs), obiettivi di sostenibilità non solo economica ed ambientale, ma anche sociale e culturale, dell'Agenda 2030, per il benessere futuro delle persone e dei territori. Questa nuova esposizione ha dunque un duplice obiettivo: presentare lo splendido nucleo di Giuseppe Zola, maestro della pittura del paesaggio, e sensibilizzare il pubblico sull'importanza di preservare le meraviglie del territorio". (gci)

(© 9Colonne - citare la fonte)