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direttore Paolo Pagliaro

Il sacro e la natura, Guido Reni a Roma

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Il sacro e la natura, Guido Reni a Roma

Guido Reni, Danza campestre, 1605-1606, olio su tela, 81 x 99 cm, Roma, Galleria Borghese, ph. Mauro Coen, © Galleria Borghese


Con “Guido Reni a Roma. Il Sacro e la Natura” – a cura di Francesca Cappelletti – dal 1 marzo al 22 maggio 2022 la Galleria Borghese inaugura, a più di trent’anni dall’ultima grande esposizione italiana, la prima di una serie di mostre internazionali dedicate al Maestro del Seicento italiano. La mostra ruota attorno al ritrovato dipinto di Reni Danza campestre (1605 circa), che da un anno è tornato a fare parte della collezione del museo. Appartenente alla collezione del cardinale Scipione Borghese, citato negli antichi inventari sin dall’inizio del Seicento, venduto nell’Ottocento, prima disperso, e poi ricomparso nel 2008 sul mercato antiquario londinese come anonimo bolognese, il quadro, dopo le opportune verifiche attributive, è stato riacquistato dalla Galleria nel 2020. Oltre a rappresentare un’importante integrazione storica del patrimonio del museo, la sua presenza nelle sale della pinacoteca accanto agli altri dipinti della collezione sottolinea la fondamentale importanza della committenza Borghese per Guido Reni e offre l’opportunità di riflettere sul rapporto del pittore con il soggetto campestre e la pittura di paesaggio, finora ritenuti “estranei” alla sua produzione. Guido Reni a Roma. Il Sacro e la Natura attraverso l’esposizione di oltre 30 opere, prova a ricostruire – partendo dall’interesse di Reni per la pittura di paesaggio in rapporto ad altri pittori operanti a Roma nel primo Seicento – i primi anni del soggiorno romano dell’artista, il suo studio appassionato dell’antico e del Rinascimento, lo stordimento rispetto alla pittura di Caravaggio da lui conosciuto e frequentato, e i rapporti con i suoi committenti.

PROROGATE AL 5 MARZO LE MOSTRE DEL MAC DI LISSONE (MB)
Prorogate fino al 5 marzo le mostre curate da Francesca Guerisoli in corso al MAC - Museo d’Arte Contemporanea di Lissone (MB), ovvero "Festival" di Francesco Lauretta, "Casematte" di Flavio Favelli e "The Cave (La grotta)" di Grossi Maglioni, prodotte e promosse dal comune di Lissone - Settore Cultura. La prima antologica in Italia di Francesco Lauretta, "Festival", mette in mostra 50 opere tra dipinti, disegni, sculture e installazioni realizzate dalla fine degli anni novanta fino ad oggi, che permettono di ripercorrere la carriera dell’artista esaminando le principali tappe del suo percorso creativo. L’installazione context-specific "Casematte" di Flavio Favelli, allestita nella Sala Gino Meloni al piano interrato del Museo, costituisce il primo episodio del ciclo "Replay", un format pensato per rinnovare l’attenzione nei confronti della collezione permanente del Premio Lissone e stimolare un dibattito sul futuro riallestimento degli spazi. "The Cave" è un’opera ambientale del duo di artiste Grossi Maglioni (Francesca Grossi e Vera Maglioni), esposta per la prima volta in Italia e legata al progetto di ricerca "Beast Mother", sostenuto dalla X Edizione dell’Italian Council, programma di promozione internazionale dell’arte italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. (gci)

PROROGATA AL 4 FEBBRAIO LA MOSTRA "IL TRITTICO DEL CENTENARIO" A ROMA
La chiusura della mostra "Il Trittico del Centenario. Leonardo 1919 Raffaello 1920 Dante 1921", ospitata a Villa Farnesina di Roma su organizzazione dell'Accademia dei Lincei e curata da Roberto Antonelli, Virginia Lapenta e Guicciardo Sassoli de' Bianchi Strozzi, è stata prorogata al 4 febbraio. Inoltre, l’esposizione sarà ospitata al Museo della Grafica di Palazzo Lanfranchi a Pisa dal 7 aprile nell’ambito delle celebrazioni dantesche. La mostra propone una rassegna sul gusto e l’estetica che hanno presieduto nel primo dopoguerra alle celebrazioni dei centenari di Leonardo (1919), Raffaello (1920) e Dante (1921). La mostra è suddivisa in tre sezioni nelle quali sono esposte, accanto a riviste, oggetti e libri d’epoca, opere dei protagonisti dell’arte del Novecento (provenienti da collezioni private) come Carlo Carrà, Giorgio de Chirico, Gino Severini, Mario Sironi, Anselmo Bucci, Achille Funi, Adolfo Wildt, Alberto Martini, Gerardo Dottori, Plinio Nomellini, Cesare Monti, Ottone Rosai e Lucio Fontana, oltre alla serie di cartoline disegnate da Ezio Anichini in vista del centenario dantesco del 1921. (gci)

FOTOGRAFIA, AL VIA DAL 25 MARZO IL MONFEST DI CASALE MONFERRATO (AL)
La prima edizione del MonFest, la nuova Biennale internazionale di fotografia che si svolgerà dal 25 marzo al 12 giugno con direzione artistica di Mariateresa Cerretelli, promossa dal comune di Casale Monferrato (AL), avrà come primo protagonista Francesco Negri (Tromello, 1841 - Casale Monferrato, 1924), che avrà una mostra-omaggio dedicata a cura di Luigi Mantovani e Elisa Costanzo. Nella mostra-omaggio sarà esposta una sequenza di sue immagini fotografiche, ritratti in particolare, insieme ad un album fotografico, curato da Gabriele Serrafero, con più di 300 riproduzioni di foto. Saranno in mostra anche i volumi di Samuel Butler e Henry Festing Jones, con dediche autografe degli autori a Francesco Negri, e il manoscritto con bozze di stampa, annotazioni autografe sul Santuario di Crea. Ma ad essere ricreato con reperti tutti originali sarà anche l’ambiente fisico e tecnico che fece da incubatore alla ricerca di Negri: una sua macchina fotografica, vetrini con sezioni sottili di diversi materiali, tricromie, un cavalletto di legno per il ritocco fotografico e la scrivania dotata di un apposito sistema di retroilluminazione per il ritocco delle lastre fotografiche. In mostra anche il frutto delle sue ricerche tecniche: il celebre teleobiettivo Negri-Koristka. Negri, che di professione faceva l’avvocato, negli anni '80 dell’Ottocento fu sindaco. Ma a farne un personaggio di notorietà internazionale fu la sua passione per la fotografia. Negri fu anche studioso di arte, in particolare degli artisti casalesi, ma si interessò anche agli artisti che operarono presso il Sacro Monte di Crea, in particolare ai fratelli de Wespin, autori delle statue delle cappelle del Sacro Monte. La sua ricerca artistica si concretizzò nel volume "Il santuario di Crea in Monferrato". Questo ambito di studi gli consentì di arrivare a stringere amicizia con Samuel Butler e Henry Festing Jones. "Il suo interesse per la fotografia - annota Mariateresa Cerretelli - nacque durante gli anni dell’università e si espresse nel corso di tutta la sua vita, grazie alla curiosità e alla voglia di sperimentare, che lo portarono a raggiungere livelli altissimi. I suoi esperimenti nel campo della microfotografia gli consentirono di fotografare, tra gli altri, il bacillo della tubercolosi e di entrare in contatto epistolare con Robert Koch. Mise a punto un teleobiettivo che brevettò ed entrò in produzione su scala industriale presso la ditta Koristka e dalla sua invenzione non trasse mai profitti". (gci)

PROROGATA AL 27 MARZO LA MOSTRA "HI WOMAN!" A PRATO
Roma, 28 gen - La mostra "Hi Woman! La notizia del futuro" a Palazzo Pretorio di Prato, promossa dal comune di Prato e curata da Francesco Bonami, è stata prorogata al 27 marzo. In mostra le opere di: Irma Blank, Huma Bhabha, Koo Donghee, Marlene Dumas, Isa Genzken, Jessie Homer Frenc, Roni Horn, Jutta Koether, Andrew LaMar Hopkins, Maria Lassnig, Babette Mangolte, Lucy McKenzie, Aleksandra Mir, Susan Philipsz, Paola Pivi, Maja Ruznic, Jenny Saville, Fiona Tan, Genesis Tramaine, Andra Ursuta, Marianne Vitale, Lynette Yiadom-Boakye. "Essere artista è esattamente la condizione opposta a quella della Madonna - si legge nella presentazione della mostra - E' una scelta, non un'imposizione. Non arriva un angelo che dice 'Tu! Da domani sarai un'artista!'. L'essere artista, a differenza della maternità, è una condizione che non ha nulla a che fare con la biologia o il destino. Gli artisti tutti, di qualsiasi orientamento sessuale siano, vorrebbero essere capaci di dare alla luce il loro redentore, ossia l'opera d'arte che può cambiare il mondo. È ciò che provano a fare le artiste in mostra. Le loro opere sono tentativi, embrioni, che fanno parte di un processo di trasformazione che accompagna l'artista tutta la vita. La vita di un artista, non importa quanto lunga sia, è una gravidanza infinita. A Palazzo Pretorio non è stato cercato un dialogo, inevitabilmente impari da una parte e dell'altra, con le opere del museo, ma la casualità di un incontro. Le opere del museo sono gli abitanti di un villaggio, radicati nel loro contesti e nelle loro abitudini. Le opere della mostra sono viandanti che arrivano e ripartono. Ma in questo arrivo, in questo soggiorno e in questa loro ripartenza trovano l'occasione di aggiungere qualcosa al villaggio e portarsi via qualcosa per il viaggio che continueranno a fare. L'arte è continuo scambio. L'arte antica che anela di essere liberata dalla storia e l'arte contemporanea costantemente alla ricerca di una dimora fissa e di una sua storia. 'Hi Woman!' è il saluto di chi arriva e di chi accoglie. Nel saluto c'è l'energia della scoperta e il germe della delusione, il timore di non trovare quello che uno cerca e il timore del dover ripartire. La mostra è stata pensata come un esercizio di ricerca di un'intimità perduta, quella stessa intimità che Gabriele toglie a Maria per sempre scaraventandola al centro del mondo in cambio di nulla. Nel saluto dell'Angelo c'è tutta la storia umana. L'uomo che impone la sua decisione senza possibilità di contraddittorio e la donna che viene beatificata con il dono della creazione ma privata della sua libertà di scelta. Le opere d'arte in mostra dimostrano tuttavia che libertà e creazione possono convivere assieme alla libertà di scegliere il modo e le modalità di come esprimersi al mondo. Attraverso il corpo, il gioco, la famiglia, la morte, il canto, la danza, la felicità e purtroppo anche il dolore". (gci)

FINO AL 12 GIUGNO A BRESCIA LA MOSTRA "DONNE NELL'ARTE"
Roma, 28 gen - Dallo scorso 22 gennaio e fino al 12 giugno sarà ospitata a Palazzo Martinengo di Brescia la mostra "Donne nell'arte. Da Tiziano a Boldini", curata da Davide Dotti, organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, col patrocinio della Provincia di Brescia, del comune di Brescia e della Fondazione Provincia di Brescia Eventi, in partnership con Fondazione Marcegaglia Onlus. L’esposizione presenta oltre 90 capolavori di artisti quali Tiziano, Guercino, Pitocchetto, Appiani, Hayez, Corcos, Zandomeneghi, De Nittis e Boldini, che testimoniano come la raffigurazione della donna abbia rivestito un ruolo di primo piano nella storia dell’arte italiana, dagli albori del Rinascimento alla Belle Époque. L’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, inoltre, devolverà l’1% del ricavato della biglietteria a Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro per sostenere la ricerca su prevenzione, diagnosi e cura dei tumori femminili. “Avevamo promesso di ritornare - afferma Roberta Bellino, presidente dell’Associazione Amici di Palazzo Martinengo - e dunque eccoci qui. Finalmente le sale di Palazzo Martinengo ritrovano i capolavori che già stavano appassionando un largo numero di amanti dell’arte e non solo”. “Ripartiamo non senza fatica ma con entusiasmo, passione e determinazione - prosegue Bellino - perché siamo certi che il pubblico abbia bisogno oggi più che mai di bellezza e di arte, e voglia di ripopolare i luoghi della cultura, in vista del grande appuntamento del 2023 su cui stiamo già lavorando da mesi con il curatore Davide Dotti”. (gci)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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