CAROLINA CAPRIA E MARIELLA MARTUCCI RACCONTANO LA STORIA DELLE DONNE
Dal 3 marzo in libreria per Salani Editore “Storia delle donne” di Carolina Capria e Mariella Martucci. Uno sguardo che nasce dalla preistoria e si evolve per cercare di restituire dignità alle figure femminili, spesso nell’ombra dei quelle maschili. Quando si pensa all’evoluzione umana, la prima immagine che viene in mente è quella presente in quasi tutti i testi scolastici: un primate che poco per volta si trasforma fino ad assumere le fattezze dell’uomo così come lo conosciamo oggi. E quando diciamo “uomo” intendiamo maschio. Ma cosa facevano le donne, mentre gli uomini iniziavano a camminare in posizione eretta, perdevano la pelliccia, imparavano ad accendere il fuoco e a cacciare, fondavano comunità e giravano il mondo? Semplice: davano il loro, fondamentale, contributo. Perché la storia dell’evoluzione umana è proprio questo: una storia corale in cui uomini e donne hanno camminato gli uni accanto alle altre, mettendo al servizio della specie capacità, intuizioni e intelligenza. Ed è questo che vogliamo raccontare, una storia in cui ogni storia è fondamentale e ha un valore che merita di essere riconosciuto. E non solo per quanto riguarda l’apporto dato da ciascun sesso, ma anche da ogni cultura, perché per raccontare la storia dell’umanità è necessario adottare uno sguardo inclusivo che tenga conto di ciò che accadeva contemporaneamente nei diversi angoli del mondo. Carolina Capria e Mariella Martucci sono nate, rispettivamente, a Cosenza e a Napoli, e per oltre vent’anni hanno vissuto senza sapere nulla l’una dell’altra. Poi, nel 2007, si sono ritrovate coinquiline, hanno frequentato insieme la scuola di scrittura Holden a Torino, dove sono diventate amiche e socie di scrittura. Da allora, lavorano insieme come autrici e sceneggiatrici per la televisione, e sono una delle coppie più longeve e attive della letteratura per l’infanzia in Italia.
“L’AMICO IMPERFETTO” DI ROSARIO GALLI
Dopo il successo come autore di numerose pièce teatrali, tra cui il cult Uomini sull’orlo di una crisi di nervi, Rosario Galli debutta con il suo primo romanzo, L’Amico Imperfetto, edito da fila37. Una storia coraggiosa e a tratti irriverente che si muove sui binari del romanzo psicologico, colorito di sfumature e noir. Ci troviamo a Roma tra gli anni Cinquanta, Settanta e Ottanta, e il ritratto del protagonista de L’Amico Imperfetto – il Principe – viaggia tra le strade della Capitale, tra le case popolari di Donna Olimpia, di Monteverde Vecchio e di Garbatella, e personaggi in fuga o di passaggio nel viavai romano. Ma Roma è solo lo scenario di una storia intricata, guidata dalla dissociazione mentale del protagonista e del suo rapporto – indubbiamente turbolento – con il gentil sesso, nell’era della crisi del maschio. La tenerezza, la fragilità, la vulnerabilità, del protagonista, dietro a una dichiarazione di forza, di violenza, di apparente invincibilità, diventano specchio di un momento sociale, fornendo un’analisi del contemporaneo, ma al tempo stesso raccontano la malattia. E il rapporto tra i sessi diventa il vero protagonista dei racconti del Principe, assumendo una nuova prospettiva, più profonda e autentica. Tutto con la firma inconfondibile, ironica, sagace e mai banale, di un autore che già in passato, attraverso il teatro, con il suo cult Uomini sull’orlo di una crisi di nervi, ha raccontato le nuove visioni del mondo, a volte anche anticipando passaggi storico-sociali. “L’Amico Imperfetto” è un romanzo psicologico noir che rappresenta il ritratto della dissociazione mentale del protagonista, il Principe. Il narratore fin dalle prime pagine gioca con il lettore, lo mette alla prova e inizia a costruire un legame, attirandolo nel caos di questo nulla incomprensibile dal quale si trova a raccontare. È un narratore sui generis, che scardina le regole narrative classiche. La personalità del Principe è al centro del romanzo, è sfaccettata e complessa e come una calamita attrae chi legge nel vortice dei suoi pensieri, nel movimento dei suoi ragionamenti, nelle digressioni, necessarie a rendere chiara l’idea di questo personaggio. Confuso, solo e con il bisogno di ricostruire il proprio passato e di scoprire chi l’abbia ucciso e perché. Il testo si chiude in modo spiazzante, capovolge completamente l’interpretazione dei fatti, sorprende ma non conclude veramente il romanzo che resta aperto e chiama il lettore a interrogarsi sulla vera identità del protagonista che diventa, dopo le rivelazioni finali, un mistero da risolvere.
L’AUTORE. Rosario Galli, nel 1980 vince il Premio Fondi La Pastora con Una giornata come oggi e subito dopo il Premio Under 35 con Sottosuolo. È ammesso al Laboratorio di scrittura di Eduardo De Filippo alla Sapienza dall’82 all’84. Nel 1985, con Michele Mirabella e Mario Moretti, assume la direzione artistica della sala Caffè Teatro dell’Orologio. Autore della famosa commedia Uomini sull’orlo di una crisi di nervi, nel 1996 fonda la compagnia teatrale Cubatea, con cui ha prodotto più di 60 spettacoli. Alterna la sua attività di teatrante con quella di sceneggiatore. Partecipa alla stesura di Elisa di Rivombrosa e scrive alcune serie televisive per Bud Spencer. Pubblica un volume dal titolo Eran Trecento tre testi su Carlo Pisacane e la Spedizione di Sapri, con la consulenza storica del Prof. Luciano Russi. Dal 2014 è responsabile organizzativo del Teatro Palladium dell’Università Roma Tre. Tra i suoi ultimi testi andati in scena: Donne che vogliono tutto, Sedia sediola, Guerra di bugie, La sottoveste rossa, Uomini Separati, Niente è come sembra.
“DICE CHE ERA UN BELL’UOMO… – IL GENIO DI DALLA E PALLOTTINO
È disponibile in libreria e negli store digitali “Dice che era un bell’uomo… – Il genio di Dalla e Pallottino” (Edizioni Minerva), il libro del giornalista Massimo Iondini dedicato alla coppia artistica formata da Lucio Dalla e Paola Pallottino. Grazie anche alle testimonianze esclusive di Gino Paoli, Renzo Arbore, Ron, Maurizio Vandelli, Maurizio De Angelis, Vince Tempera, Angelo Branduardi, Armando Franceschini e padre Bernardo Boschi, Iondini racconta la carriera di Dalla nei primi anni Settanta, caratterizzati dal sodalizio con la storica dell'arte, illustratrice e paroliera Paola Pallottino: una breve ma intensa collaborazione grazie alla quale videro la luce canzoni come “4 marzo 1943”, “Un uomo come me”, “Il gigante e la bambina” e “Anna Bellanna”. “Quel Festival del 1971 per la musica leggera italiana fu una vera e propria rivoluzione. Tant'è che Lucio Dalla conquistò Sanremo pur non arrivando primo. Per la sua ‘4/3/1943’ si parlò infatti a gran voce di "vittoria morale". Un successo a più livelli per Dalla e la quasi esordiente paroliera Paola Pallottino. – dice Massimo Iondini – Anzitutto perché la loro canzone, ripescata in extremis, era passata sotto le forche caudine della censura della Rai e dell’organizzazione del Festival: via il titolo "Gesubambino" e via alcuni importanti versi. Poi perché quell'innovativo testo portava per la prima volta in una rassegna canora di musica leggera il dramma di una ragazza madre e di un figlio della guerra. Infine, perché rappresentava il personale riscatto dello stesso Dalla, fino a quel momento lodato dalla critica ma inviso al grande pubblico per come cantava, per lo stile compositivo e per il suo aspetto trasandato da antidivo”. Tra retroscena e aneddoti degli esordi della carriera del cantautore bolognese, Iondini rivela l’esistenza di un’inedita versione dalliana del brano “La ragazza e l’eremita”, un testo di Paola Pallottino musicato nel 1994 da Angelo Branduardi, ma su cui, venticinque anni prima, aveva messo le proprie note anche Lucio Dalla. “Con meraviglia e grande emozione ho potuto ascoltare quella vecchia esecuzione piano e voce di Dalla, incisa sul nastro di una vecchia audiocassetta. – racconta Iondini – Si tratta di un provino registrato a casa di Lucio nel 1970, che Paola Pallottino ha conservato gelosamente per tutto questo tempo e che ora per la prima volta viene svelato e raccontato”. Ad arricchire ulteriormente il libro, oltre ai numerosi scatti fotografici di Walter Breveglieri, ci sono la prefazione scritta da Pupi Avati e l’introduzione a cura di Gianni Morandi, in cui entrambi intrecciano i ricordi degli esordi delle loro carriere con quelli dell’amicizia con Lucio Dalla. Il libro termina con uno scritto di Lucio Dalla (già contenuto originariamente nel libro “Lucio Dalla. L’uomo degli specchi” di Gianfranco Baldazzi – Minerva Editore, 2013), preceduto dal capitolo "Io, Tobia, quel padre che Lucio non ebbe”, in cui è riportata l’intervista esclusiva realizzata da Massimo Iondini a Umberto “Tobia” Righi, che per quasi mezzo secolo è stato manager, factotum e sorta di padre putativo di Dalla.
FOTOGRAFIA, PRIMO VOLUME COLLANA “STORIE SGUARDI ICONE” DEDICATA AL FONDO MATARAZZO
Esce in libreria, per Effigi Editore, una nuova collana di studi per la valorizzazione dei patrimoni fotografici, custoditi presso la fondazione Aamod e non solo. Accanto alla storica e periodica pubblicazione degli Annali dell'Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, si aggiunge dunque "Storia Sguardi Icone", una serie di volumi che ha tra gli obiettivi quello di approfondire la ricerca nel campo degli studi storici, sociali, antropologici anche attraverso l'uso delle fonti fotografiche, oltreché filmiche. L'intento è infatti quello di realizzare cataloghi ragionati di fondi di immagini fisse, conservate in un istituto, pubblico o privato che sia, contestualizzando le occasioni di realizzazione, di aggregazione e uso, la provenienza, le finalità di autori e committenti, proponendo al tempo stesso connessioni con altra documentazione, con fonti correlate di altre tipologie, nonché attraverso percorsi utili ai fini della formazione e della didattica. Ogni catalogo propone infatti "percorsi espositivi" veri e propri, con preziosi contributi critici, che precedono le fotografie, offrendo vari spunti di ricerca anche inediti, ai fini di un utilizzo laboratoriale da parte di insegnanti e studenti. Un apparato iniziale di contributi critici, con preziosi interventi da parte di studiosi di aree disciplinari differenti, consentirà di inquadrare al meglio le sezioni di immagini organizzate per temi, sorta di percorsi espositivi, precedute da una breve presentazione. I volumi avranno la veste di veri e propri cataloghi, utili per guidare idealmente i "visitatori" all'interno di una possibile mostra, con una cura e passione particolare dal punto di vista grafico e della restituzione delle fotografie riprodotte, qualità che la casa editrice Effigi persegue da sempre. Il primo volume della collana, a cura di Letizia Cortini, Elisabetta Frascaroli e Anna Storchi, è dedicato al Fondo Roberto Matarazzo. Frutto di un lungo e accurato lavoro, svolto grazie a una proficua sinergia tra istituzioni (Fondazione Aamod, l'Associazione Modena per gli altri e il Centro di documentazione memorie coloniali) e singole persone, la realizzazione di questo catalogo ha visto un impegno specifico nel recupero delle fotografie realizzate dal fotografo amatoriale Roberto Matarazzo, radiotelegrafista in Africa, durante la conquista fascista dell'Etiopia, negli anni 1936-1937. L'ampia selezione e pubblicazione, per argomenti, di queste fonti potrà contribuire ad approfondire l'indagine storica su un periodo e su memorie ancora in gran parte rimosse, nascoste soprattutto nei cassetti delle famiglie italiane. L'intero fondo fotografico "Roberto Matarazzo", costituito da oltre 600 immagini, soprattutto negativi, è stato depositato dal figlio Elio Matarazzo presso la fondazione Aamod ed è consultabile al sito www.aamod.it e sul sito del progetto Returning and Sharing Memories, www.memoriecoloniali.org (sezione Fondi documentali).
“LA DIMORA DEGLI DÈI” DI MARTINA GALLETTA
In libreria per Infinito edizioni “La dimora degli dèi” (€ 17,00 – pag. 320) di Martina Galletta, prefazione di Andrea Porcheddu. Dicembre 1938: la Germania nazista ha da poco annesso l’Austria, dando inizio al vortice di eventi che condurranno alla seconda guerra mondiale. Britta, la giovane figlia di un ricco industriale austriaco, raggiunge un lussuoso albergo al confine tra Svizzera, Germania e Austria insieme al padre e al fidanzato, astro nascente del Partito nazionalsocialista. Sono diretti in Germania, dove il loro matrimonio è l’evento mondano più atteso del Reich. Britta, indipendente e testarda, vorrebbe un destino diverso da quello impostole dalla società e dalla famiglia. Una nevicata eccezionale costringerà gli ospiti a trattenersi nel resort più a lungo del previsto. E, tra omicidi, furti, cene luculliane, autopsie improvvisate, strudel, amori discutibili e continui colpi di scena, la luce sinistra del nazismo si avvicina sempre di più, proiettando la sua lunga ombra sull’albergo e sui suoi ospiti e rivelandone, senza scampo, la vera natura. “Un albergo di gran lusso sperduto tra le montagne, una tormenta di neve, un gruppo di personaggi – o forse personalità – lì raccolte per caso o per scelta. Sullo sfondo, oltre al panorama delle Alpi austriache, anche l’annessione, l’ascesa del nazismo, le dinamiche individuali fatte di ambizioni, paure, arrivismi, codardie. L’umanità colorita che Martina Galletta ha messo in fila per raccontare le inattese avventure di una ragazza intraprendente e curiosa, romantica e razionale, ha il pregio di un affresco, di un polittico, di uno spaccato di vita (e di morte) dal piglio sicuro” scrive Porcheddu nella prefazione.
L’AUTRICE. Martina Galletta (Milano), fin da bambina ha solo tre cose in testa: il Teatro, la Musica e la Scrittura. Riesce a coronare il suo sogno di fare l’attrice diplomandosi, ancora giovanissima, alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi. Da allora lavora nei più prestigiosi teatri italiani: dal Piccolo Teatro di Milano, al fianco di Giulia Lazzarini e Andrea Jonasson, al Teatro Argentina di Roma, dal Teatro Bellini di Napoli al Teatro dell’Elfo di Milano. Roberta Torre la sceglie per il suo premiatissimo film I baci mai dati, che sbarca al 67° Festival di Venezia; Luca Manfredi la trasforma in Giulietta Masina nel film Permette? Alberto Sordi. Anche la Musica accompagna il suo percorso: compone ed esegue la colonna sonora dello spettacolo Lezione da Sarah, dove recita al fianco di Galatea Ranzi. Canta e suona fisarmonica, sintetizzatore e pianoforte. Ha sempre amato scrivere poesie, racconti, copioni teatrali. Questo è il suo primo romanzo.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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