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direttore Paolo Pagliaro

Dario Argento: Torino omaggia il maestro dell’horror

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Dario Argento: Torino omaggia il maestro dell’horror

Immagine proveniente dall'Archivio Bellomo - Dal 6 aprile al 16 gennaio 2023 al Museo Nazionale del Cinema - Mole Antonelliana di Torino si svolgerà la mostra "Dario Argento. The Exhibit", presentata dal Museo insieme a Solares Fondazione delle Arti, a cura di Domenico De Gaetano e Marcello Garofalo. L'esposizione, che avrà la sua anteprima stampa il 5 aprile alla presenza del regista Dario Argento, è dedicata all’opera del cineasta, visionario maestro del thriller e dell'horror italiano, attraverso un percorso cronologico che affronta tutta la sua produzione cinematografica. I pezzi esposti provengono dalle collezioni del Museo Nazionale del Cinema, dall’Archivio Fotografico della Cineteca Nazionale - Centro Sperimentale di Cinematografia e da numerose collezioni private, con importanti contributi da parte di professionisti del cinema quali Sergio Stivaletti, effettista di molti film di Argento da "Phenomena" del 1985 in poi, Luigi Cozzi, stretto collaboratore di Argento fin dagli esordi, Franco Bellomo, Pupi Oggiano, Gabriele Farina e Carlo Rambaldi, uno dei più importanti artisti degli effetti speciali a livello mondiale. La mostra sarà arricchita da un catalogo illustrato pubblicato da Silvana Editoriale e da una retrospettiva completa al Cinema Massimo. (gci)

PALERMO, PROROGATA AL 2 MAGGIO "ISGRO' DANTE E LA SICILIA"

E' stata prorogata fino al 2 maggio a Palermo nelle sale di Villa Zito, sede della Pinacoteca della Fondazione Sicilia, la mostra "Isgrò Dante e la Sicilia" curata da Marco Bazzini e Bruno Corà. La proroga fa parte delle nuove tappe del progetto "Isgrò Dante Caravaggio e la Sicilia", promosso da Fondazione Sicilia in occasione del trentesimo anno dalla sua nascita, con Amici dei Musei Siciliani, in collaborazione con Archivio Emilio Isgrò e la partecipazione di Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese. L'esposizione presenta una ventina di opere a tema dantesco provenienti da collezioni pubbliche e private, dal 1966 ai lavori più recenti, che raccontano sinteticamente il profondo rapporto che Emilio Isgrò ebbe con la cancellatura, che in questa occasione si è concentrata sul “De vulgari eloquentia” di Dante. Tra le altre iniziative, si segnala che il 26 marzo a Palazzo Branciforte a Palermo, prestigiosa sede della Fondazione Sicilia restaurata da Gae Aulenti, sarà presentato "Seme d’arancia su terra di Sicilia", opera di Emilio Isgrò acquisita di recente dalla collezione della Fondazione. Sempre il 26 marzo sarà presentato il catalogo di "Isgrò Dante Caravaggio e la Sicilia", pubblicato da Skira Editore, che conterrà tutti i materiali, una testimonianza dell’artista, le riproduzioni delle opere in mostra a Villa Zito e i testi dei curatori e di importanti studiosi a commento dei diversi aspetti dell’arte di Isgrò. (gci)

IL FEMMINISMO DI LYDIA SANSONI A ROMA

Dal 5 marzo fino al 19 marzo si svolgerà la mostra "L’oggetto femminista. L’arte di Lydia Sansoni negli anni Settanta", curata da Raffaella Perna e dalla curatrice associata e del catalogo Francesca Pitocchi, con coordinamento di Giovanna Olivieri, organizzazione di Archivia - Archivi, Biblioteche, Centri di documentazione delle donne in collaborazione con la Casa Internazionale delle Donne di Roma, che ospita l'esposizione. La mostra propone una selezione di circa trenta opere realizzate negli anni Settanta da Lydia Sansoni, artista legata al movimento di liberazione della donna. Insieme agli "assemblage", viene presentata una selezione di disegni e collage su carta, in cui l’artista lavora sulla relazione tra immagine e parola per demistificare il sessismo espresso storicamente dalla cultura, la politica e la religione. La mostra è accompagnata da un catalogo promosso da Archivia, dove, insieme all’introduzione della curatrice, è pubblicata una selezione di testi sull’artista degli anni Settanta. Nata a Venezia nel 1930, Sansoni studia scenografia con Enrico Prampolini all’Accademia di Belle Arti di Brera ed esordisce nel 1953 con una mostra personale alla Galleria del Pincio di Roma, dove presenta una serie di "assemblage" in cui l’attenzione per il polimaterismo si vena di accenti surrealisti. Spinta dalle nuove istanze emerse con il femminismo, negli anni Settanta torna a esporre e a realizzare vignette e illustrazioni per le riviste del movimento. (gci)

A BRESCIA IL VOLTO PRIVATO DI PASOLINI

Dal 31 marzo al 24 luglio al Mo.Ca. - Centro delle nuove Culture di Brescia si terrà la mostra "Pier Paolo Pasolini. Per essere poeti, bisogna avere molto tempo" di Renato Corsini e Gerardo Martorelli, un programma nell’ambito del Brescia Photo Festival, iniziativa promossa da comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con Ma.Co.f - Centro della fotografia italiana, che per la quinta edizione approfondisce "Le forme del ritratto" nella fotografia mondiale. L’esposizione presenta il volto privato dell’intellettuale friulano, nel centenario della nascita, attraverso 60 scatti dei fotografi Gianni Berengo Gardin, Federico Garolla, Ezio Ciol, Sandro Becchetti, Aldo Durazzi, Ezio Vitale, Vittorio La Verde e Rodrigo Pais. Al cinema Nuovo Eden sarà, inoltre, presentata dal 16 marzo la rassegna "Pasolini 100", con una selezione dei suoi capolavori in versione restaurata, in collaborazione con la Cineteca di Bologna. "Per la Fondazione Brescia Musei è un motivo di grande orgoglio produrre con Ma.Co.f. una mostra dedicata al genio di Pier Paolo Pasolini nel centenario della nascita - commenta il direttore di Fondazione Brescia Musei Stefano Karadjov - Non solo perché Pier Paolo Pasolini ha trasformato il concetto di cultura con la sua incredibile modernità anticipando di almeno tre decenni i grandi temi e le contraddizioni della industria culturale, nella quale volenti o nolenti i musei sono ampiamente iscritti, ma anche perché Fondazione Brescia Musei anima la brulicante vitalità del cinema Nuovo Eden, la meravigliosa art house cittadina dedicata al cinema d’essai e al linguaggio audiovisivo e all’arte della cinematografia. Per questo il Nuovo Eden partecipa del Brescia Photo Festival con la rassegna 'Pasolini 100', con i più grandi capolavori, a partire dal mese di marzo e per questo l’organizzazione di una mostra dedicata al lato più intimo di Pasolini ci permetterà di creare quel ponte simbolico tra la sua arte e il nostro compito istituzionale di animatori di un discorso critico sulle culture dominanti". (gci)

RAFFAELE BOVA, ANTOLOGICA A BARONISSI (SA)

Dall'11 marzo al 3 aprile al museo FRaC di Baronissi (SA) si svolgerà la mostra "Raffaele Bova. Antologica 1972 - 2022", curata da Massimo Bignardi e promossa dal Fondo Regionale d’Arte Contemporanea di Baronissi in collaborazione con il Museo ARCOS di Benevento nell’ambito del progetto che mira a promuovere, attraverso una serie di mostre monografiche, le personalità della storia dell’arte contemporanea in Campania nella seconda metà del XX secolo. L'inaugurazione è prevista per l'11 marzo alle ore 18.30. L'esposizione propone un articolato percorso tra i principali momenti che hanno caratterizzato l’esperienza dell’artista casertano. Raffaele Bova è nato a Frignano, in provincia di Caserta, nel 1946. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli dove è allievo di Domenico Spinosa. Nel 1970 con la partecipazione alla rassegna “Giovani Pittori”, allestita presso il Centro Sud Arte di Scafati ha inizio la sua attività espositiva. “La mostra dedicata a Raffaele Bova, tra i protagonisti di una fertile stagione creativa in Campania segnata dagli anni Settanta - dichiara Gianfranco Valiante, sindaco di Baronissi - indica, evidenziandola maggiormente, la strada che sin dalla sua fondazione il Museo FRaC sta portando avanti, con grandi e soddisfacenti risultati sul piano regionale e su quello nazionale. Riflettere e porre momenti di riflessione sulla cultura contemporanea della nostra regione, del nostro territorio, non per una difesa dell’identità, quanto per creare momenti di confronto, di dibattito con altre realtà e situazioni culturali. Le sale del museo offrono, quindi, l’occasione per riattivare un processo che contribuirà ad una maggiore conoscenza, soprattutto dei giovani ai quali va la nostra principale attenzione”. (gci)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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