Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

A Roma torna 'Che disastro di commedia'

Teatro
Dai palchi più prestigiosi agli spettacoli di provincia, lo "Speciale teatro" presenta ogni settimana le novità in cartellone in giro per l'Italia. Tra classici della commedia e della tragedia, opere, One man show, cabaret e "prime", le rappresentazioni teatrali vengono anticipate attraverso una descrizione sintetica dello spettacolo, della sua scenografia e dei suoi autori e interpreti, oltre a un piccolo vademecum con le date e gli orari.

A Roma torna 'Che disastro di commedia'

“Che disastro di commedia”, versione italiana di “The Play That Goes Wrong”, successo planetario dello spettacolo per la regia di Mark Bell in scena in tutto il mondo, dalla Nuova Zelanda al Messico, torna a Roma al Teatro il Parioli, dal 21 aprile a 1 maggio, per la sua V Tournée nazionale prodotta da AB Management. La rappresentazione, che sposa appieno il filone del metateatro, si rivela in realtà una slapstick comedy: tra paradossi e colpi di scena gli attori non si ricordano le battute, una scenografia vittoriana che implode a poco a poco su sé stessa, le porte non si aprono, gli oggetti scompaiono e ricompaiono altrove. Tutto è studiato nei minimi particolari con smaliziato umorismo senza mai risultare artefatto o stucchevole. “Che disastro di commedia” evidenzia tutte le paure e gli errori che un attore sul palco non vorrebbe e dovrebbe mai commettere. Si narra la storia di una compagnia teatrale amatoriale che, dopo aver ereditato improvvisamente un’ingente somma di denaro, tenta di produrre un ambizioso spettacolo che ruota intorno a un misterioso omicidio perpetrato negli anni ’20, nel West End. Il racconto prende forma tra una scenografia che implode a poco a poco su sé stessa e attori strampalati che, goffamente, tentano di parare i colpi degli svariati tragicomici inconvenienti che si intromettono tra loro ed il copione con estro e inventiva, tanto da non lasciare spazio a nient’altro che a incontenibili risate e divertimento travolgente. Tra paradossi e colpi di scena gli attori non si ricordano le battute, le porte non si aprono, le scene crollano, gli oggetti scompaiono e ricompaiono altrove. Tutto è studiato nei minimi particolari con smaliziato umorismo senza mai risultare artefatto o stucchevole. Il ritmo incessante dello spettacolo se da un lato coinvolge il pubblico in un vortice impetuoso di ilarità, dall’altro palesa la grandissima fatica fisica che i protagonisti mettono in gioco per rappresentare i disastri che si accumulano in un crescendo senza controllo. La produzione si rivela una catastrofe e gli attori cominciano ad accusare la pressione, andando nel panico… Applausi a scena aperta per i protagonisti, un cast di istrionici professionisti con dei tempi comici senza eguali che sono riusciti, tra recitazione e tecnica, a fare di questa commedia un piccolo grande miracolo. Tanti i riconoscimenti ottenuti: due Olivier Awards, un WhatOnStage Award, un BroadwayWorld Uk, un Premio Molière, un Tony Award e un Drama Desk. La pièce che fa impazzire il mondo è di Henry Lewis, Jonathan Sayer, Henry Shields traduzione Enrico Luttmann con Stefania Autuori, Massimo Genco, Viviana Colais, Igor Petrotto, Valerio Di Benedetto, Alessandro Marverti, Yaser Mohamed, Marco Zordan. (red)

 

STAND UP COMEDY, SAVERIO RAIMONDO IN PUGLIA

Dal 21 al 24 aprile la stand up comedy di Saverio Raimondo torna in Puglia per quattro serate da non perdere. Il mini tour, promosso da Diffondiamo idee di valore e Conversazioni sul futuro, partirà giovedì 21 aprile (ore 20:30 - ingresso con tessera associativa 10 euro - info 3483819266) da Spazio.Zero a Gallipoli (Le). Venerdì 22 aprile (ore 22 - ingresso 10 euro -  Biglietti su Eventbrite - info 3394313397) Raimondo sarà alle Officine Cantelmo di Lecce. Sabato 23 aprile (ore 21 - ingresso 12 euro -  Biglietti  su TicketOne - info 0805947301) il comico romano si esibirà all'Officina degli Esordi di Bari. Domenica 24 aprile (ore 21 - ingresso 12 euro - info e prevendite 3293848435 - 08811961158), infine, sarà ospite del Piccolo Teatro Impertinente di Foggia. averio Raimondo è un vigliacco in tempo di guerra, un ipocondriaco durante una pandemia, un borghese alle prese con il disagio economico ed energetico, un maschio bianco eterosessuale ai tempi del politicamente corretto, un intollerante al caldo durante il riscaldamento globale: in poche parole, l'uomo sbagliato al momento sbagliato. Ma nel posto giusto, quando si trova su un palco a fare stand-up comedy. Con la sua ironia militante, la sua satira feroce e la sua spontanea irriverenza, il Satiro Parlante di Netflix demolisce tutto e tutti, a cominciare da sé stesso. Perché Saverio Raimondo non ha paura di mostrarsi umano, cioè ridicolo. Classe 1984, inizia come autore di Serena Dandini a 18 anni. Ha partecipato a diversi programmi tv, radiofonici e ha lavorato con tutti i fratelli Guzzanti. Negli anni è stato definito «l'unico stand up comedian italiano che sembra vero» (Riccardo Staglianò - la Repubblica), «il più bravo comico in circolazione» (Aldo Grasso - Corriere della Sera), «miglior satiro attualmente in Italia» (Riccardo Bocca - L'Espresso). Nel 2021 l'artista ha prestato la sua inconfondibile voce  sia nella versione originale inglese che nel doppiaggio in italiano a Ercole Visconti, il cattivo di "Luca", pellicola Pixar - Disney diretta da Enrico Casarosa, candidata come miglior film d’animazione ai recenti Premi Oscar.

(red)

TIAGO RODRIGUES, CATARINA E A BELEZA DE MATAR FASCISTAS AL TEATRO ARGENTINA

In prima nazionale per il Teatro di Roma arriva al Teatro Argentina dall’11 al 14 aprile Catarina e a beleza de matar fascistas, una importante coproduzione internazionale firmata da Tiago Rodrigues, direttore del Teatro Nacional Dona Maria II di Lisbona, e dall’autunno 2022 del Festival d’Avignon. Con questo spettacolo Rodrigues dà vita a una drammaturgia elettrizzante, esemplare del suo teatro a vocazione politica, spazio di confronto dialettico aperto al coinvolgimento attivo dello spettatore: Catarina racconta il rito di una famiglia che da oltre settant’anni si tramanda la missione di uccidere un fascista. Otto interpreti, una macchina scenica ingegnosa, una sceneggiatura ironica, surreale e avvincente impreziosita da canti corali e affascinanti momenti di danza tradizionale: la scena si apre su una casa di campagna nel sud del Portogallo nel giorno in cui tutta la famiglia è riunita. In questa famiglia si chiamano tutti Catarina, da tre generazioni, in memoria della capostipite Catarina Eufémia, una bracciante assassinata nel 1954 durante la dittatura fascista in Portogallo. È un giorno di celebrazioni, di bellezza e di morte: Catarina, la figlia più giovane, sta per uccidere il suo primo fascista, rapito per questo scopo. Ma si scopre incapace di eseguire il suo compito o forse si rifiuta. Scoppia un litigio familiare, emergono molte domande: chi è un fascista? C’è posto per la violenza nella lotta per la conquista di un mondo migliore? Possiamo rompere le regole della democrazia mentre cerchiamo di difenderla? Nel frattempo appare il fantasma dell’antenata Catarina Eufémia, arriva di notte, mentre la famiglia dorme, per parlare con il fascista che aspetta di sapere quale sarà il suo destino oggi, un giorno del prossimo futuro nel 2028. Catarina nasce durante l’esplosione della pandemia e innesca una riflessione sull’ascesa dei nuovi populismi in Europa, il senso di impotenza di fronte al crescere dell’autoritarismo come soluzione alle crisi. Conseguentemente la scena è ambientata nel prossimo futuro, per aprire una opportunità al teatro di reagire immaginando nuove prospettive. Soprattutto questo racconto iniziatico portato in scena con umorismo e originalità, apre una spirale di domande. In che modo i demagoghi populisti già abituati a sfruttare la paura e la miseria, eserciteranno il loro opportunismo politico di fronte alle catastrofi del nostro tempo? In che misura potrà aumentare il sentimento di impotenza delle democrazie al cospetto del dispiegarsi della retorica xenofoba e autoritaria? Che genere di violenza sistemica porterà a violenti scoppi di indignazione? In che modo le società che oggi scelgono la solidarietà e il consenso per affrontare le crisi potrebbero spaccarsi in futuro? In che misura la diversità di convinzioni che nutre la democrazia sarà minacciata dall'unanimità e dal totalitarismo? Quanto tempo passerà prima che i popoli che oggi vivono democraticamente accettino dittature eccezionali per risolvere problemi eccezionali? Già al Festival d’Automne e alle Wiener Festwochen, dopo il debutto italiano a Roma Catarina sarà al Teatro Storchi di Modena per ERT / Teatro Nazionale il 28 e il 29 aprile 2022.(red)


 “AR BAR DE LA STORIA” , UN NUOVO SPETTACOLO AL TEATRO GOLDEN

 E’ un bar periferico della Capitale a fare da sfondo alla nuova commedia in scena al Teatro Golden di Roma (Via Taranto, 36), dal 13 al 24 aprile, e intitolata “Ar bar della storia”. I protagonisti, Simone Montedoro, Toni Fornari, Emanuela Fresi, Claudia Campagnola, si ritrovano in uno di quei bar che per ambientazione sembra essere rimasto agli anni ’80-’90, con tanto di flipper,  tavolo da ping pong e l’amato bigliardino. Alcuni ragazzi chattano con i loro cellulari, altri si divertono giocando a flipper, mentre una barista pigra e disillusa, interpretata da Emanuela Fresi, un affascinante “vitellone” moderno in giacca di pelle e jeans attillati, che ha il volto di Simone Montedoro, una donna cinica e smaliziata di periferia, Claudia Campagnola,  un operaio sfaticato millantatore e un po' mitomane, Toni Fornari che firma anche la regia dello spettacolo, danno vita ad uno scontro generazionale. Ed ecco che una giornata qualunque si trasforma con una discussione insolita che diventa il pretesto per raccontare fatti storici e aneddoti, partendo da Adamo ed Eva e passando per la Storia d’Italia, la Scoperta dell’America, fino ad arrivare alla Roma dei giorni nostri, quella del Raccordo anulare, di  un grande campione come Francesco Totti e di Suburra. In questa Opera corale prendono corpo gli immortali versi di un grande poeta romanesco come Pascarella, mescolati a quelli moderni scritti dagli autori dello spettacolo, Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli. Ad accompagnare le vicende dei protagonisti le straordinarie canzoni con le musiche originali di Stefano Fresi.

 (red)

MILANO, AL FILODRAMMATICI IL CORO DEI MINATORI DELL’AMIATA

Ci sarà il coro dei Minatori di Santa Fiora al completo a rievocare la fatica del lavoro in miniera sul palco del teatro Filodrammatici, ad un passo da piazza della Scala. Dalla Maremma toscana al centro di Milano, città del lavoro, i coristi dell’Amiata si esibiscono nello spettacolo “Una miniera di valori”, in scena sabato sera a partire dalle ore 20. Al centro della narrazione i difficili anni delle migrazioni verso le città.  E Milano crocevia di popoli, fatica e riscatto, dagli anni ’60 alla modernità attuale, come luogo di arrivo e rigenerazione. Un atto d’amore verso la città che ha saputo accogliere e cambiare pelle e che unisce il coro dell’Amiata alla narrazione dell’attore e giornalista Edoardo Sylos Labini, che presenterà la serata tra rievocazioni e canzoni affidate agli interpreti Tricarico e Dagma Segbers. Ideatore dello spettacolo, organizzato da “Milano sostenibile”, è l’imprenditore milanese Fabrizio Capaccioli, AD di Asacert, vicepresidente del Green Building Council Italia e presidente del Rotary Passport Innovation che, in occasione dei suoi 50 anni, ricostruisce la vicenda della sua famiglia di origine, simile a molte altre di quei tempi, nella Milano delle opportunità e delle speranze. (red)

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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