Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Arte sulle Dolomiti con la Biennale Gherdeina

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Arte sulle Dolomiti con la Biennale Gherdeina

Nella cornice unica delle Dolomiti, a Ortisei e nel paesaggio circostante della Val Gardena, dal 20 maggio al 25 settembre con giornate inaugurali il 20 e il 21 maggio, si svolgerà "Persones Persons", l'ottava edizione della Biennale Gherdeina a cura di Lucia Pietroiusti e Filipa Ramos. Dedicata in gran parte alle nuove opere d'arte, la Biennale Gherdeina presenta una serie di nuove installazioni, sculture, brani sonori, performance, opere tessili ed esperienze partecipative accanto a opere esistenti e storiche. Il 20 maggio, dalle 17.00 alle 23.00, la Biennale Gherdeina inaugura ufficialmente la sua edizione nel centro di Ortisei con un benvenuto delle autorità, dell’Associazione Zenza Seida APS e delle curatrici. A seguire una passeggiata tra le opere d'arte nello spazio pubblico, presso la Sala Trenker e all'Hotel Ladinia per lasciare poi posto a "Seed Offering", l’intervento di Sergio Rojas Chavez, e alla "Cerimonia di cottura del pane" di Gabriel Chaile organizzata in collaborazione con Forno di Ivo De Pellegrin. Chiude la serata una cena in piazza. Il 21 maggio dalle 10.00 alle 12.00 è possibile visitare l’opera "Sentiero" di Alex Cecchetti a Santa Cristina, mentre nel centro di Ortisei resta visibile "Seed Offering". Dalle 15.30 alle 17.00 si svolge l’inaugurazione a Vallunga, nel Parco Naturale Puez-Odle, con le performance di Barbara Gamper e di Hylozoic/Desires (Himali Singh Soin e David Soin Tappeser). Dalle 18.00 alle 23.00 è la volta dell’inaugurazione a Castel Gardena/Fischburg, in Selva di Val Gardena, con la performance "Meditazion de duta la criatures" di Angelo Plessas, a cui segue una cena all'aperto e una festa nel castello. Le artiste e gli artisti selezionati per l’ottava edizione della Biennale Gherdeina sono: Etel Adnan, Chiara Camoni, Alex Cecchetti, Gabriele Chaile, Revital Cohen e Tuur van Balen, Jimmie Durham, Simone Fattal, Barbara Gamper, Kyriaki Goni, Judith Hopf, Ignota, Karrabing Film Collective, Britta Marakatt-Labba, Lina Lapelytè, Eduardo Navarro, Angelo Plessas, Elizabeth Povinelli, Tabita Rezaire, Sergio Rojas, Giles Round, Thaddaus Salcher, Martina Steckholzer, Hylozoic/Desires (Himali Singh Soin e David Soin Tappeser), Ana Vaz e Nuno da Luz, Bruno Walpoth. "Siamo davvero felici di presentare il programma completo di Biennale Gherdeina 'Persones Persons' - dichiara Doris Ghetta, direttrice di Biennale Gherdeina - Questa edizione guarda ad alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo, riunendo alcuni degli artisti e artiste più interessanti del panorama contemporaneo. Non vedo l'ora di vedere il loro lavoro svilupparsi nel nostro territorio, in relazione ai paesaggi della Ladinia e di accogliere il pubblico in Val Gardena nelle Dolomiti questa primavera e per tutta l'estate". (gci)

Claudia Comte, WOOOW, 2018. Biennale Gherdëina 6. Photo Simon Perathoner

"GENESIS": LA SUDCOREANA LEE MAELEE A VENEZIA

Dallo scorso 19 aprile fino al 28 giugno si terrà alla Galleria San Polo a Venezia (Ruga vecchia S. Giovanni) una mostra dell’artista sudcoreana Lee Maelee dal titolo "Genesis", curata da Thalia Vrachopoulos. L’esposizione raccoglie un insieme di 36 dipinti, realizzati trascrivendo in polvere d’oro frasi dalla Genesi della Bibbia e da altre fonti religiose non cristiane, come il buddista Sutra del Diamante, tradotte in diverse lingue quali latino, greco, ebraico, inglese e coreano. L’allestimento prevede anche una componente sonora, costituita da voci registrate che recitano brani di testi provenienti da tradizioni di paesi diversi. L'esposizione ha l'intento di indagare l’esistenza umana in continua evoluzione e il ciclo senza fine di nascita e morte. (gci)

A CATANIA "LET'S TAKE IT OFFLINE" DI MARTA CIOLKOWSKA

Dal 30 aprile al 28 maggio alla galleria KoArt/Unconventional Place di Catania si terrà la personale di Marta Ciolkowska dal titolo "Let's take it offline", curata da Aurelia Nicolosi e con opening prevista per il 30 aprile alle 17.00. L'esposizione ruota attorno al concetto di comunicazione e all'utilizzo smodato dei social media, che deformano e trasformano le menti e gli atteggiamenti delle persone. Video e installazioni caratterizzano l'esposizione in una sorta di percorso catartico, dove gli intrecci dei cavi rappresentano la ragnatela da cui è necessario svincolarsi per raggiungere la propria libertà. Ogni installazione offre uno spunto di riflessione sui molteplici aspetti di una società dove le barriere non sono solo più fisiche ma anche mentali e digitali. Il visitatore è, pertanto, chiamato ad interagire con le opere e a riflettere sulle implicazioni pericolose del Web. In un gioco di rimandi l'artista stimola il visitatore con costanti provocazioni, che suscitano ilarità, presa di coscienza e volontà di spegnere tutto per costruire un'identità migliore. (gci)

"LA LUCE DEL NERO" A CITTA' DI CASTELLO (PG)

“La Luce del Nero” è il titolo della grande mostra curata da Bruno Corà che si potrà ammirare a Città di Castello (PG) agli Ex Seccatoi del Tabacco, sede espositiva della Fondazione Burri insieme a quella di Palazzo Albizzini. La mostra è stata realizzata nell’ambito del programma “Europa Creativa 2020” con il progetto “Beam Up” (Blind Engagement In Accessible Museum Projects 2020-2023), uno dei 93 progetti cofinanziati tra i 380 presentati dai 34 paesi europei aderenti. Al progetto, oltre alla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri ed Atlante Servizi Culturali, hanno collaborato come partner la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano per tutti gli aspetti inerenti alla disabilità visiva, il Glucksman - Museo di arte contemporanea nel campus dell’Università di Cork (Irlanda) e il MSU Muzej Suvremene Umjetnosti - Museo di Arte Contemporanea di Zagabria. La mostra propone un’esperienza percettiva del colore nero al pubblico sia dei vedenti che dei non-vedenti, fornendo in taluni casi esempi pressoché mimetici (Burri) e, in altri, forme, materiali e tecniche usate dagli artisti. In tal modo, durante il percorso della mostra avverranno processi cognitivi idonei ad un’esperienza, per molti versi, immediata e fortemente stimolante. Tra gli artisti del XX secolo, Burri è colui che più di ogni altro ha usato il nero nelle sue opere, con un’intensità crescente a partire dagli anni ’70-’80, giungendo perfino a dipingere totalmente di nero anche gli Ex Seccatoi del Tabacco di Città di Castello, edifici industriali diventati sedi museali dei suoi grandi cicli pittorici. Insieme a Burri hanno realizzato opere elaborate col nero anche artisti, documentati in mostra, come Agnetti, Bassiri, Bendini, Castellani, Fontana, Hartung, Kounellis, Lo Savio, Morris, Nevelson, Nunzio, Parmiggiani, Schifano, Soulages e Tàpies. (gci)

PROROGATA AL 26 GIUGNO "OLTRE IL GIARDINO" A MIRADOLO (TO)

In risposta al grande interesse del pubblico, la mostra al Castello di Miradolo di San Secondo di Pinerolo (TO) intitolata "Oltre il giardino. L’abbecedario di Paolo Pejrone", realizzata dalla Fondazione Cosso a cura di Paola Eynard e Roberto Galimberti, sarà prorogata fino al 26 giugno. Il progetto espositivo, distribuito nelle sale storiche del Castello e nei sei ettari del Parco all’inglese che lo circondano, è stato immaginato come un cammino ideale lungo un anno, dall’estate 2021 alla primavera 2022, dove le opere in mostra cambiano con il variare delle stagioni. Nella sua inedita e ultima veste, quella primaverile, sono esposti nuovi modelli e disegni di fragole, albicocche, mele e pere di Francesco Garnier Valletti, ultimo ineguagliato modellatore e riproduttore di frutti artificiali, artigiano, artista e scienziato, e il “Tappeto natura - Cavolo canario” di Piero Gilardi. Le nuove opere si affiancano a quelle già presenti, provenienti per la maggior parte da collezioni private, di Andy Warhol, Giorgio Griffa, Lucio Fontana, Giovanni Frangi, Francesco Menzio, Arrigo Lora Totino, Gilberto Zorio, Umberto Baglioni, Paola Anziché, Robert Rauschenberg, Giuseppe Penone, Mario Merz e Giovanni Anselmo, per costruire un dialogo immaginario con le parole dell’architetto Paolo Pejrone intessendo riferimenti e suggestioni. L'esposizione si sviluppa attorno al concetto di abbecedario: un “ABC” del giardino, secondo le parole e i pensieri di Paolo Pejrone, ma soprattutto una riflessione profonda e intima su temi come la luce, l’ambiente, la calma, i dubbi, le speranze, le sfide che il mondo contemporaneo offre al rapporto tra uomo e ambiente. L’esposizione è completata da un'installazione sonora a cura del progetto artistico Avant-dernière pensée. Le ricerche iconografiche per la mostra sono a cura di Enrica Melossi. Per Paolo Pejrone, nato a Torino nel 1941, si laurea in Architettura al Politecnico di Torino. Diventa allievo di Russel Page (1906-1985), uno dei più grandi paesaggisti inglesi del Novecento e, dopo qualche tempo, raggiunge lo studio di Roberto Burle Marx (1909-1994), a Rio de Janeiro. Dal 1970 lavora come architetto di giardini in Italia, Francia, Svizzera, Arabia Saudita, Grecia, Inghilterra, Germania, Spagna, Belgio, Principato di Monaco e Austria. Dal 1972 collabora con numerosi giornali, riviste d'opinione e specialistiche. È fondatore e presidente dell’Accademia Piemontese del Giardino. Nel 2013 è stato insignito del titolo di “Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres” dal Ministero della Cultura e Comunicazione di Francia. (gci)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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