GLI ITALIANI IN EUROPA E LA MISSIONE CRISTIANA
La Chiesa italiana, a metà del XIX secolo, istituì le Missioni Cattoliche Italiane per essere accanto ai connazionali che partivano dall’Italia. Con il passare del tempo e l’evoluzione della mobilità umana, però, le Mci sono diventate punto di riferimento anche per tutte quelle persone migranti arrivate prima in Italia e successivamente emigrate in altri Paesi. Sacerdoti che, coadiuvati sempre più da operatori laici preparati e specializzati, sono chiamati a nuove sfide: a intraprendere, cioè, un cammino anche (ma non solo) pastorale che sappia dare risposte appropriate alle nuove esigenze. Del ruolo delle Mci in Europa si è parlato, lo scorso mese di novembre, durante il convegno “Gli Italiani in Europa e la missione cristiana. Radici che non si spezzano ma si allungano ad abbracciare ciò che incontrano” promosso dalla Fondazione Migrantes con la presenza di 200 tra sacerdoti ed operatori impegnati nella pastorale per gli italiani in Europa. Gli atti di quel convegno sono ora raccolti in un volume, curato da Raffaele Iaria e Delfina Licata ed edito da Tau editrice. La lettura dell’emigrazione italiana in Europa "ci deve rendere sempre più consapevoli che il Continente europeo è una casa comune", ha detto Papa Francesco ricevendo i partecipanti: e la Chiesa in Europa non può "non considerare i milioni di emigranti italiani e di altri Paesi che stanno rinnovando il volto delle città e dei paesi». Il Pontefice li ha incoraggiati a proseguire nel «vostro impegno e a pensare con creatività ad una missione che guardi al futuro delle nostre comunità perché siano sempre più radicate nel vangelo e accoglienti". Nel volume contributi, fra gli altri, dei cardinali Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e Andres Arborelius, Vescovo di Stoccolma, di mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes e di mons. Jean Kockerols, vescovo ausiliare di Bruxelles-Malines e un’appendice dedicata al Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes che raccoglie l’intervento realizzato il giorno della presentazione nazionale dal segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo, il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dell'allora presidente del Parlamento Europeo, Davide Sassoli, prematuramente scomparso.
"IL LETTORE A DOMICILIO" DI FABIO MORÁBITO
Nato ad Alessandria d'Egitto, cresciuto a Milano e arrivato adolescente in Messico, Fabio Morábito coniuga all’importante attività di traduttore letterario dall’italiano quella di autore. Tra i più apprezzati poeti in Spagna e America Latina, Il Margine porta ora all’attenzione del pubblico italiano la sua opera più recente, il romanzo "Il lettore a domicilio". Composto in uno stile cristallino, il testo pone al centro del racconto proprio la parola scritta e l’effetto profondo che può fare sulle persone, dando vita a una trama fitta che coniuga un ritmo vivo, da romanzo giallo, alla riflessione sui grandi temi dell’esistenza. Per aver commesso un reato minore, Eduardo viene condannato a un anno di servizi sociali. Dovrà mettersi a disposizione di anziani e disabili come "lettore a domicilio". Possiede una bella voce, ma ciò che legge gli è completamente indifferente. Le parole di Dostoevskij, Henry James, Daphne du Maurier e altri scorrono nel suo animo senza lasciare nessuna traccia, finché si imbatte in una poesia di una misteriosa poetessa messicana. Sullo sfondo di una cittadina rinomata per il suo clima perennemente primaverile, "che invece di anima ha piscine", s’incrociano a un ritmo serrato le vite di coloro che, sottratti alla solitudine dalle visite di un lettore distratto, trovano inspiegabilmente un appiglio alla vita che credevano perduto. Con crudezza e ironia questa storia mescola sapientemente la poesia con la malavita in un susseguirsi di vicende che raggiungono nel finale inaspettato il loro senso più profondo. Fabio Morábito (1955) ha pubblicato cinque libri di poesie, quattro raccolte di racconti, un libro di saggi e due romanzi, e ha tradotto in spagnolo l’opera di molti grandi poeti italiani del Novecento, tra cui Eugenio Montale e Patrizia Cavalli. Ha ricevuto numerosi premi, tra di essi il Xavier Villaurrutia, il più alto riconoscimento letterario del Messico, per il romanzo Il lettore a domicilio, e il Roger Caillois, in Francia, per la totalità della sua opera. Vive a Città del Messico. Traduzione di Martina Cocchini: laureata in lingue all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dal 2006 traduce per l’editoria letteratura e varia dallo spagnolo, dal russo e dall’inglese.
M5S, BARBARA FLORIDIA DISEGNA UNA NUOVA MAPPA PER L'ITALIA
Barbara Floridia, sottosegretario all'Istruzione, disegna "Una nuova mappa per l’Italia" in un libro pubblicato da Rubbettino, con prefazione del leader M5S Giuseppe Conte e del sociologo Domenico De Masi. Un libro pensato e scritto in piena pandemia. Una raccolta lucida di riflessioni, realizzata con metodo scientifico, che una parte delle istituzioni e della politica ha condotto su se stessa mentre definiva misure straordinarie per mettere al sicuro l’Italia in piena emergenza. Da quella esperienza di governo e dalle valutazioni che sono maturate nasce Una nuova mappa per l’Italia, il primo libro che delinea una traccia politica del Movimento 5 Stelle. Un paradigma di tematiche declinate per raccontare al lettore la visione del presente e del futuro della forza politica guidata da Giuseppe Conte. Una mappa per un nuovo modello di società e di economia che il Movimento 5 stelle ha cominciato a definire con proposte concrete in parte realizzate e altre da realizzare. Una nuova idea di Paese nata nel cuore dell’emergenza e che conferma l’orizzonte condiviso di uno sviluppo equo e sostenibile, in cui nessuno venga lasciato indietro. Nata a Messina nel 1977, senatrice della Repubblica nella XVIII legislatura, dal 1º marzo 2021 è sottosegretario di Stato al Ministero dell’istruzione nel governo Draghi. È stata segretaria d’aula, vicecapogruppo del M5S e già referente per la Formazione per il Movimento 5 Stelle. Docente di Lettere dal 2002.
LA STORIA DI CONCETTO LO BELLO, PRESENTAZIONE DEL LIBRO AL CONI
Si terrà venerdì 13 maggio, alle 16, nel Salone d’onore del Coni di Roma, la presentazione del libro “Concetto Lo Bello – Storie e momenti di vita tratti dall’archivio di famiglia”, dedicato al celebre arbitro e dirigente sportivo. L’appuntamento, organizzato dall’Associazione Concetto Lo Bello – Idee per lo sport, la cultura, il sociale, con il patrocinio del Coni, intende celebrare la figura di uno degli arbitri italiani più noti (venuto a mancare il 9 settembre 1991) e che è stato anche dirigente, presidente sportivo italiano e deputato al Parlamento italiano. Alla presentazione interverranno, tra gli altri, il presidente del CONI, Giovanni Malagò, esponenti dell’Associazione Italiana Arbitri, del mondo dello sport e del giornalismo. Il volume, a cura di Rosario Lo Bello, vede una prefazione di Gianni Minà e i contributi di Enzo Pennone e Gaetano Sconzo. Elegante, autoritario, freddo e bravissimo tecnicamente: Concetto Lo Bello (Siracusa, 13 maggio 1924) è sempre stato unanimemente ritenuto il miglior arbitro italiano di tutti i tempi. Ma la sua popolarità andava al di là della semplice capacità in campo. Più che un bravo arbitro, Lo Bello impersonificava “l'arbitro-personaggio”, al quale andavano applausi persino quando riconosceva pubblicamente un errore che ad altri sarebbe costato la carriera. Una volta ammise in una trasmissione televisiva uno sbaglio che poteva cambiare il corso del campionato e per lui furono solo applausi. Ma Lo Bello si era guadagnato questa credibilità con anni di ottimi arbitraggi e di spettacolari interpretazioni del ruolo in campo. “Un vendicatore”, lo definì nel 1956 uno dei più famosi giornalisti sportivi di allora, Maurizio Barendson, “un arbitro-invettiva contro tutte le secolari invettive altrui, dal Colosseo a oggi”. Nato a Siracusa il 13 maggio 1924 dopo aver praticato atletica (lanci) e calcio, intraprese la carriera arbitrale nel 1944. Diventò internazionale nel '58. Ha diretto 328 partite in Serie A (record tuttora imbattuto) e 93 incontri internazionali, 34 dei quali fra nazionali A. A livello internazionale Lo Bello (che rappresentò l'Italia ai Mondiali del '66) ha arbitrato praticamente tutto, tranne la finale del Campionato del Mondo e quella dei Campionati d'Europa. Nel 1963 è stato insignito del prestigioso Premio Giovanni Mauro. Padre di due figli, uno dei quali, Rosario, ha ricalcato la sua carriera di arbitro. E’ stato anche presidente della Federazione italiana Pallamano e faceva parte della giunta esecutiva del Coni. Poco prima della sua scomparsa era stato nominato presidente del Siracusa Calcio. Concetto Lo Bello era stato eletto al Parlamento nelle liste della Democrazia Cristiana nella circoscrizione della Sicilia orientale nel 1972, 1976, 1979 e 1983. Nel giugno del 1986 fu eletto sindaco di Siracusa, carica che ricoprì per cinque mesi.
RESISTENZA: "ALBA", ROMANZO DI UN MANAGER CON GLI OCCHI DI SUO PADRE
''Alba" (Gambini Editore), è un racconto partigiano ambientato tra le Langhe e il Monferrato nei mesi precedenti alla Liberazione del 25 aprile 1945. Ispirato a una storia vera, Alba è il nome di battaglia del giovane protagonista, un quindicenne che, insieme ad altri coetanei, aiuta la Resistenza facendo da staffetta per rifornire i partigiani di armi. La sua avventura coincide con il passaggio dall'adolescenza all'età adulta e si intreccia con le grandi vicende storiche del nostro paese alle soglie della fine della Seconda Guerra Mondiale. Un racconto agile, intenso e coinvolgente, che invita a riflettere sui valori e le speranze che hanno guidato tanti giovani nella lotta per la conquista della libertà dal dominio fascista''. Il libro, presente l'autore, Guido Perosino, e' stato presentato nei giorni scorsi alla Sala Stampa della Camera dei Deputati davanti a parlamentari e storici. ''Alba'' e' un romanzo, praticamente quello che Guido ha sentito dal papa' quando quest'ultimo, in uno dei tanti viaggi tra il Piemonte e l'Umbria, regione dove si sono trasferiti come famiglia, gli ha per la prima volta dopo tanti anni parlato della sua storia, della sua esperienza di giovanissimo partigiano. ''Pero' attenzione - ha voluto precisare Guido Perosino, manager e Presidente di Anas International Enterprise e gia' presidente della Quadrilatero Spa - per una promessa fatta al padre, mio papa' non ha ucciso nessuno. La sua esperienza di giovanissimo partigiano nasce in una parrocchia di Alba, con il parroco che aiutava i partigiani in montagna e da una pistola (una di quelle armi che il parroco teneva dopo la disfatta dell' esercito italiano nel 1943 che mio papa' tenne per se e non la porto' alle brigate partigiane) che cade mentre mio papa' a 14 anni in una lezione di ginnastica alle superiori viene scoperto dal maestro, un fascista che subito lo ha accompagnato alla Polizia fascista. Dopo averlo picchiato e aver procurato fratture alle mani lo riaccompagnano a casa. Mio papa' non ci pensa due volte e va dal parroco che gli consiglia di andare dai partigiani. Li la storia vera di un giovane partigiano, una staffetta, ha inizio fino alla liberazione dove incontra mio nonno e gli comunica che ha mantenuto la promessa di 'non aver ucciso nessuno'''.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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