Dallo scorso 4 luglio fino al 4 settembre alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma, all’interno della programmazione di Caleidoscopio, si terrà la mostra "Tognazzi Pasolini 100", una personale di Luisa Mazzone, promossa da Roma Culture e parte del programma di Estate Romana 2022, organizzata da Zètema Progetto Cultura in collaborazione con Rai, Rai Cinema 01 distribution e Cinecittà. L'esposizione intende rendere omaggio ai due artisti Pier Paolo Pasolini e Ugo Tognazzi, che quest'anno avrebbero raggiunto il centesimo anno di vita, attraverso l’esposizione di tavole pittoriche di alcuni film tradotti in trentadue suggestive illustrazioni. I disegni sono tratti da due pubblicazioni: "Pasolini Il Cinema in 20 tavole", promosso dal Mibact per il 40esimo anniversario della morte di Pasolini (NEdedizioni 2015) e presentate alla 72ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica; e "Ugo Tognazzi. Storia, stile e segreti di un grande attore", realizzato nel 2018 a corredo della grande rassegna che il Museum of Modern Art di New York ha dedicato alla carriera di Tognazzi. Le tavole sono accompagnate da testi direttamente curati da Mario Sesti, una delle firme più autorevoli della critica cinematografica in Italia. Scenografa, illustratrice e docente di Disegno e Storia dell’Arte, Luisa Mazzone ha iniziato il suo percorso professionale come insegnante di scenografia in diverse scuole romane. Allieva di Piero Tosi, ha conseguito il diploma in Scenografia, Arredamento e Costume presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 2009 ha ricoperto il ruolo di stagista scenografa nel film "Mine Vaganti" di Ferzan Ozpetek. Per progetti d’animazione, come Background Artist ha lavorato per Animundi S.r.l e come Visual Development Artist ha collaborato alla realizzazione di un progetto internazionale, Milafilm. Dal 2019 collabora come colorista con Disney Publishing Group. (gci)
APRONO AL PUBBLICO LE SALE PRIVATE DEL PALAZZO REALE DI VENEZIA
Dal 15 luglio, accanto all'usuale percorso del Museo Correr, saranno aperte al pubblico le venti sale private del Palazzo Reale di Venezia, splendidamente decorate e arredate, affacciate sugli incantevoli Giardini Reali, volute e abitate dagli esponenti di ben tre case regnanti (Bonaparte, Asburgo, Savoia) lungo tutto l’Ottocento e fino al 1920. Ciò che è possibile ammirare nel ritrovato Palazzo Reale è il frutto dell'unione di intenti e lavoro tra istituzioni pubbliche e mondo privato: Fondazione Musei Civici di Venezia, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Venezia e il Comitato francese per la salvaguardia di Venezia. La conferenza stampa di presentazione è prevista per il 14 luglio alle 12.00 nel Salone da Ballo del Museo Correr alla presenza di Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, Emanuela Carpani, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, Mariacristina Gribaudi, presidente Fondazione MUVE, Gabriella Belli, direttrice Fondazione MUVE, e Jerome Zieseniss, presidente Comitato francese per la salvaguardia di Venezia. Dal primo progetto, concepito in sinergia tra organi dello Stato e Comune di Venezia, sono serviti circa 15 anni di impegnative ricerche e lavori: studiosi, tecnici, esperti restauratori, artigiani eredi della tradizione veneziana, sala dopo sala, ritrovando i decori e le tappezzerie, ricollocando mobili e arredi originali, sono riusciti a recuperare intatta e sorprendente tutta la suggestione che lega queste stanze a tanti illustri abitatori, come il figlioccio di Napoleone Eugène de Beauharnais, l'imperatrice Sissi, Massimiliano d'Asburgo, re Vittorio Emanuele II e la regina Margherita di Savoia. (gci)
BATTISTELLO CARACCIOLO A NAPOLI, LA VIA LE VISITE GUIDATE
Nei giorni 9, 16, 23 e 30 luglio alle ore 11.30 si svolgeranno delle visite guidate in collaborazione con gli storici dell’arte de Le Nuvole alla mostra “Il patriarca Bronzeo dei caravaggeschi: Battistello Caracciolo (1578-1635)” in Sala Causa del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, iniziata lo scorso 9 giugno e aperta fino al 2 ottobre, a cura di Stefano Causa e Patrizia Piscitello. Gli incontri propongono una serie di appuntamenti per raccontare l’artista che più di chiunque altro ha incarnato gli insegnamenti di Caravaggio, al punto da ottenere la definizione di “patriarca bronzeo dei Caravaggeschi” dallo storico dell’arte e critico Roberto Longhi. E' possibile acquistare un biglietto integrato per proseguire autonomamente il percorso espositivo su Battistello Caracciolo nella sala del Gran Capitano al Palazzo Reale e in alcune cappelle e sale espositive della Certosa e del Museo di San Martino, affrescate dall’artista napoletano. (gci)
"THE LAST SOVIET ARTIST": LA DISSIDENTE RUSSA VICTORIA LOMASKO A BRESCIA
Il Comune di Brescia, la Fondazione Brescia Musei e il Festival della pace presentano per la prima volta in Italia la personale dell’artista dissidente russa Victoria Lomasko, dal titolo "Victoria Lomasko. The Last soviet artist", a cura di Elettra Stamboulis, che si terrà dall'11 novembre fino all'8 gennaio 2023 negli spazi espositivi del Museo di Santa Giulia a Brescia. La mostra, presentata nell'ambito del Festival della Pace di Brescia, intende presentare una vasta personale dell'artista russa con un percorso ideato specificatamente per gli spazi di Brescia, dove Lomasko trascorrerà un periodo in residenza per la realizzazione di opere site-specific. La ricerca artistica di Lomasko permette di ricostruire in modo minuzioso la storia sociale e politica della Russia dal 2011 a oggi: dalle manifestazioni anti Putin che l'artista ha disegnato dal vivo alle rappresentazioni della "profonda Russia", quella dei dimenticati che da sempre costituiscono i suoi soggetti preferiti. La mostra verrà presentata in presenza dell’artista a un mese dalla data della sua apertura con un incontro a Brescia, nell’ambito delle iniziative legate al Festival della Pace, che gode del patrocinio del Parlamento Europeo. Lomasko è nata a Serpukhov nel 1978. Diplomata all'Università statale di Mosca in Arti Grafiche nel 2003, intraprende da subito una strada che mette insieme osservazione e azione, disegno documentario e performance, attivismo e impegno personale. Questo aspetto caratterizza in modo trasversale la biografia artistica di Lomasko, che da marzo 2022 vive in Europa, dopo aver tentato fino all'ultimo di rimanere nel proprio paese per non interrompere il proprio ruolo di testimone. L’artista, infatti, fa parte di un movimento globale che utilizza il disegno come strumento di resistenza e cronaca. Considerata dalla critica e dalla stampa anglosassone come la più importante artista sociale grafica russa, Lomasko è sostanzialmente ancora sconosciuta al pubblico italiano. Il suo libro "The other Russia" ha vinto il Pushkin House Book Prize nel 2018, anche se il libro non è mai stato pubblicato in Russia. Su di lei è stato realizzato il documentario "The Last Soviet Artist" diretto dal musicista e compositore Geraint Rhys. (gci)
A SALERNO "LIBERO DE CUNZO E L’ISOLA DI ARTURO"
Fino al 21 agosto, presso la Pinacoteca Provinciale di Salerno a Palazzo Pinto, si svolgerà la mostra "Libero De Cunzo e l’Isola di Arturo", curata da Massimo Bignardi, promossa dalla Provincia di Salerno e dal Museo-FRaC Baronissi nell’ambito delle manifestazioni di Procida Capitale della Cultura Italiana 2022, patrocinata dal Comune di Salerno, dal Comune di Baronissi, dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, con partner la Fondazione Morra e l’Associazione E-M Arts. L’esposizione propone cinquanta fotografie, realizzate tra il 2007 e il 2008 e pubblicate nel 2009, con un testo di Elisabetta Montaldo, nel volume "Procida. Il giardino segreto", e in parte in questa primavera. Libero De Cunzo nasce nel 1960. Da bambino viaggia molto e si forma tra Istituto Statale d’Arte e Facoltà di Architettura di Palazzo Gravina a Napoli, incontrando anche figure come Luigi Cosenza, Raffaello Causa, Eleonora Puntillo, Vezio De Lucia, Georges Vallet, Antonio Iannello, Sergio Civita, Italo Zannier, Fabio Donato, Mimmo Jodice, Giorgio Lotti, Gilberto Marselli, Enrico Crispolti, Massimo Bignardi, Jean Digne, Lucien Clergue, Jean-Noel Schifano, Michele Sovente, Franco Fontana, Giovanni Chiaramonte, Pasquale Trisorio, Lucio Amelio e Peppe Morra. Si dedica alla fotografia dal 1976 e vive tra Napoli, Baia e la Tuscia. Insegna dal 1987 Arte della fotografia al Liceo Artistico Boccioni-Palizzi e, dal 2006, all'Accademia di Belle Arti di Napoli, oltre a collaborare con la Scuola di Specializzazione in fotografia. "Libero De Cunzo - afferma Massimo Bignardi, direttore del Museo-FRaC e curatore della mostra - fa della fotografia l’interprete di un modo di inquadrare la realtà rinunciando a qualsiasi sua conferma; anzi segue lo svolgersi nel tempo dei segni dell’urbano o del paesaggio-natura. Una metodologia immaginativa che, in questa sequenza fotografica dedicata a Procida, ci guida nel mistero dei fotogrammi, nel bianco e nero delle zagare o delle 'donne in camicia', tra limoneti sospesi sul mare e giardini di colori avvolti nel mito dell’isola. Libero rilegge la sua amata Procida, la 'terra madre' così come da sempre l’avverte, restituendo ad essa l’identità di luoghi 'segreti'. Inoltre, ha voluto, per questa mostra, spingere la sequenza, attualizzando la visione dell’isola, invasa dall’allegro popolo dei 'cappellini'. La fotografia aggiunge allo sguardo il tempo di una nuova lettura. È un leggere dell’anima che ci aiuta a superare lo sconforto di fronte alla bellezza del paesaggio e ritrovare, in esso, l’essenza del nostro respiro. Libero ci dà memoria di una Procida avvolta nella sua intima vita e, al contempo, ci svela l’accelerato ritmo di una realtà che oggi la pervade". (gci)
A VOLTERRA “FATAL ERROR” DI GIANNI LUCCHESI
In un mondo sempre connesso cosa succede quando il sistema si blocca irreversibilmente? E un messaggio improvviso comunica una chiusura inaspettata? Tra le luci e le ombre dei sotterranei della Pinacoteca di Palazzo Minucci Solaini, a Volterra, Fatal Error di Gianni Lucchesi, a cura di Carlo Alberto Arzelà con i testi di Nicolas Ballario, è uno degli eventi di Volterra Ri/Generazione Umana’, Prima Città Toscana della Cultura 2022, un grande progetto di cultura partecipativa con le eccellenze e le specificità del territorio che ha fatto della rigenerazione umana il senso della propria proposta sociale e culturale. Fatal Error – che sarà inaugurata il 15 luglio alle 18 e rimarrà aperta al pubblico fino al 30 settembre - conduce il visitatore dentro la propria, per lo più inconsapevole, dissociazione. Fatal Error, infatti, è tecnicamente il crash inaspettato. Il visitatore avrà l’opportunità di guardarsi indietro e così anche di guardare avanti, di perdere l’equilibrio da tante prospettive diverse e avrà l’occasione di riconoscere le proprie distorsioni quotidiane. Le opere, tutte destabilizzanti, sono espressione del rischio costante che l’uomo vive, tra continue connessioni e disconnessioni. Fatal Error, infatti, è un percorso di presa di coscienza sul filo dell’assurdo. Perché convivere con le incongruenze della nostra società a volte sembra quasi un gioco da bambini, uno scherzo, e invece spesso si rivela un crash, un errore fatale. I testi sono a cura di Nicolas Ballario. Il Lighting Project di Davide Groppi è parte integrante della mostra. I commenti sonori che accompagnano parte delle installazioni sono a cura del sound designer Andrea Salvadori. (red)
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