Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Al tempo di Canova. Un itinerario umbro

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Al tempo di Canova. Un itinerario umbro

L’Umbria celebra Canova. Fino all’8 gennaio 2023, a Perugia, il MUSA, museo dell’Accademia di Belle Arti e Palazzo Baldeschi al Corso aprono ancora le porte all’ampia rassegna dedicata al grande scultore nel bicentenario della morte: “Al tempo di Canova. Un itinerario umbro”. Due sedi espositive nel centro storico cittadino per un progetto di ampio respiro promosso dall’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” e dalla Fondazione Perugia, già impegnate in passato in iniziative condivise, e curato da Stefania Petrillo, docente dell’Università di Perugia. Per l’Accademia di Belle Arti la parte organizzativa è stata coordinata da Giovanni Manuali, per la Fondazione Perugia da Maria Cristina De Angelis. Incentrata sul nucleo dei gessi canoviani conservati al MUSA, museo dell’Accademia di Perugia – tra i quali Le tre Grazie, donate dallo stesso scultore nel 1822 – l’esposizione valorizza il contesto artistico e culturale entro cui queste opere si inserirono, raccontando un’Umbria inscritta in più ampie dinamiche e in una vivace rete di relazioni. «Formano catena e collezione», spiegava Canova a Napoleone nel 1810 per dissuaderlo dal sottrarre altri capolavori all’Italia, sottolineando l’importanza del legame che si stabilisce tra le opere e i luoghi “originari”. Questa l’idea-guida della esposizione perugina che punta a evidenziare ciò che orbita tra Sette e Ottocento intorno ai “Canova umbri”: un tessuto connettivo vitalizzato da un incessante scambio con l’“Università delle arti” che è Roma e da una circolazione delle idee e del gusto che inserisce la regione in una più vasta comunità delle arti, delle lettere, del pensiero. Tante le novità presenti in questa rassegna concepita come un viaggio nel tempo, con oltre cento opere che racconteranno “le arti sorelle” fiorite in un’epoca che pur tra i grandi sconvolgimenti della Storia, o forse proprio per questo, coltivò il Bello: scultura, architettura, pittura, anche nell’Umbria pontificia e napoleonica furono partecipi di quella «felice rivoluzione delle arti» che ebbe in Canova il protagonista assoluto. Tra gli artisti presentati in mostra, insieme a Canova, Giuseppe Valadier, Vincenzo Pacetti, Carlo Labruzzi, Pietro Labruzzi, Cristoforo Unterperger, Abraham-Louis-Rodolphe Ducros, Stefano Tofanelli, Tommaso Maria Conca, Pietro Benvenuti, Vincenzo Camuccini, Jean-Baptiste Wicar, Tommaso Minardi, Giovanni Sanguinetti. (red)

"THE LAST DROP": A MILANO 100 FOTO RACCONTANO GUERRA E CARESTIA
Dallo scorso 5 novembre fino all'11 dicembre, l'Acquario Civico di Milano (Giardino d’Inverno) ospiterà la mostra fotografica "The Last Stop" con scatti di Fabrizio Spucches, a cura di Nicolas Ballario e presentata da Fondazione CESVI, promossa dal Comune Milano - Cultura e dall'Acquario - Civica Stazione Idrobiologica, con partner Factanza. L'esposizione è un racconto emozionale e sfrontato che fa emergere due delle più grandi problematiche sociali dei nostri giorni, la guerra e la carestia, attraverso oltre 100 immagini scattate in Ucraina e nel Corno d'Africa, dove l'artista ha visitato i progetti di CESVI. In occasione dell'inaugurazione della mostra, inoltre, è stato presentato l'Indice Globale della Fame 2022 (Global Hunger Index - GHI), uno dei principali rapporti internazionali sulla misurazione della fame nel mondo, curato da CESVI per l'edizione italiana. (gci)

"#ONELOVE": L'ARTISTA NORMA JEAN IN MOSTRA A MILANO
All'interno della rinnovata visione del Mudec di Milano e grazie alla collaborazione fra l'Area Museo delle Culture, Progetti Interculturali, Arte nello Spazio Pubblico, 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE e con il supporto di Fondazione Deloitte, verrà presentato al pubblico il progetto "#OneLove" dell'artista Norma Jeane, la cui installazione, a cura di Katya Inozemtseva, sarà allestita dal 17 novembre al 12 marzo 2023 all'interno dello Spazio delle Culture Khaled al-Asaad. "#OneLove" è un parallelepipedo di plastilina che evoca la bandiera arcobaleno, che all'interno nasconde un'intersezione bianca e nera, a voler riconoscere e celebrare la complessità dell'essere umano. Si tratta di un'opera collettiva che muta nel tempo e nello spazio, grazie alla fruizione continua del pubblico che vi interagisce modellando e rimodellando il materiale di cui è composta, per tutta la durata dell'installazione. In parallelo alla fruizione dell'opera, sono previsti tre incontri di approfondimento, un'iniziativa denominata "#OneLove_Talks": "Collective Bodies - corpo artistico collettivo" il 29 novembre alle 18.30 con il collettivo di artisti ruangrupa; "Include me Out" il 15 dicembre alle 18.00, con moderazione del giornalista e direttore artistico Carlo Antonelli, il giornalista, editore e direttore creativo Jordan Anderson, l’attivista e scrittrice Porpora Marcasciano, l'atleta e attivista per i diritti delle persone con disabilità Sofia Righetti e l'autrice Nadeesha Uyangoda; "Bandiera Bianca" a gennaio 2023 (data da definire) alle 18.00, con alcuni artisti iracheni, iraniani e ucraini moderati da Katia Inozemtseva. Marina Pugliese, dallo scorso febbraio di nuovo alla guida del Mudec dopo 7 anni, afferma: "Tornando a dirigere il Mudec intendo riannodare idealmente i fili con la missione del museo, inteso come spazio dove le collezioni etnografiche funzionano da volano per aprire il dibattito a temi di cultura contemporanea in senso interdisciplinare. In questo senso è dirimente avere una figura curatoriale di rilievo, strutturata sui temi del post-colonialismo e del post-umanesimo. Ho quindi il piacere di annunciare che per i progetti di arte contemporanea abbiamo incaricato Katya Inozemtseva quale curatrice aggiunta di arte contemporanea per il Museo delle Culture. La Inozemtseva, già capo curatrice di Garage a Mosca, ha lasciato la Russia in concomitanza con l’invasione dell’Ucraina e rappresenta la figura ideale per parlare, con taglio critico, delle complesse questioni diasporiche e intersezionali tipiche della cultura e della società attuale". (gci)

"TIEPOLO X STARLING": I DUE ARTISTI A CONFRONTO A TORINO
Dallo scorso 2 novembre fino al 5 febbraio 2023, la Pinacoteca Agnelli di Torino ospiterà la mostra "Tiepolo x Starling", secondo capitolo dell'iniziativa "Beyond the Collection", negli spazi della collezione permanente. L'opera di Giovanni Battista Tiepolo "Alabardiere in un paesaggio", conservata in Pinacoteca Agnelli, diventa il punto di partenza per il progetto espositivo dell’artista britannico Simon Starling (Epsom, Inghilterra, 1967) negli spazi della collezione. Continuando una ricerca iniziata nel 2019, l’artista immagina di ricongiungere la tela alla sua parte mancante: "Il ritrovamento di Mosè". Attraverso fotografia, scultura e installazione, Starling rilegge la narrazione del quadro del Tiepolo e identifica nel taglio della tela una metafora con la storia del contesto e della collezione che la ospita. Il progetto si arricchisce della presenza di altre opere del Tiepolo, in prestito da collezioni nazionali e internazionali, che offrono nuove chiavi di interpretazione dell’"Alabardiere in un paesaggio". Con il progetto espositivo "Beyond the Collection", a ogni nuovo progetto espositivo una delle venticinque opere della Collezione Agnelli diventerà il punto focale di inedite narrazioni per rileggere il patrimonio storico della collezione permanente in relazione alle tematiche della contemporaneità. (gci)

"ALERT": MICHAL ROVNER A TORINO
Dallo scorso 31 ottobre fino al 29 gennaio 2023, la Fondazione Merz di Torino ospiterà il progetto site-specific "Alert" di Michal Rovner, a cura della presidente della Fondazione Merz, Beatrice Merz. "Alert" esplora lo stato di allerta e il senso di paura che scaturisce dall'incontro con l'altro, con ciò che non è familiare e pertanto viene percepito come ostile. Per restituire appieno questo sentimento, Michal Rovner individua come particolarmente evocativa la figura dello sciacallo. Non manca l'aspetto documentaristico, con cui l'artista invita a soffermarsi sulla portata dell'esperienza migratoria che, secondo UNHCR, quest'anno ha interessato oltre 100 milioni di persone. Michal Rovner è un artista israeliano nato nel 1957. Le sue opere sono state esposte in oltre settanta mostre personali, tra cui Art Institute di Chicago (1993), Tate Gallery di Londra (1997), Stedelijk Museum di Amsterdam (1999), Whitney Museum di New York (2002), Jeu de Paume di Parigi (2005), Tel Aviv Museum (2006) e Louvre di Parigi (2011), oltre a numerose mostre collettive. Le sue opere sono presenti nelle collezioni dei più importanti musei del mondo, tra cui British Museum, Metropolitan Museum of Art, MOMA, Guggenheim e The Israel Museum. Rovner ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui un dottorato onorario dall'Università Ebraica di Gerusalemme (2008), dalla Bezalel Academy of Arts and Design (2012), dall'Università Ben-Gurion (2015) e dall'Università di Tel-Aviv (2016). Ha ricevuto il prestigioso Chevalier des Arts et des Lettres dal Ministro della Cultura francese (2010), il Premio EMET (2018) e nel 2021 il presidente tedesco le ha conferito l'Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania. Spiega Beatrice Merz: "Il lavoro di Michal Rovner, pone delle domande, interroga sé stessa, il visitatore e lo spazio, e accoglie opere e persone in un metaspazio libero da ornamenti e per questo assoluto. Il vacillare del sistema simbolico caratterizzante l’identità degli individui mette in atto la narrazione continua della fragilità umana. Un filo comune, un’urgenza disvelatrice porta Michal Rovner a far emergere sensazioni, narrazioni o segni temporali, a far riaffiorare, da sotto la pelle, in superficie, aspetti nascosti o rimossi, presenze discrete ma immanenti". (gci)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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