Dal 7 dicembre al 5 febbraio 2023 sarà allestita e aperta al pubblico a Palazzo Monferrato di Alessandria la mostra "1853-2023, Torino-Genova, una rotaia lunga 170 anni", un progetto espositivo curato da Roberto Livraghi, promosso dal Comitato per i 170 anni della linea ferroviaria, un organismo nato nell’ambito della Fondazione SLALA (Sistema Logistico del Nord-Ovest), in collaborazione con la Camera di Commercio di Alessandria-Asti, la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, il Comune di Alessandria e l’Università del Piemonte Orientale, allestito da Line.lab di Giorgio Annone, con la collaborazione operativa di ALEXALA, Circuito Cultura e Territorio, ASM Costruire Insieme, DLF Alessandria-Asti, Fondazione FS, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino e RFI-Rete Ferroviaria Italiana. Il format prescelto è quello di una mostra itinerante che possa essere ospitata presso le principali città collocate lungo i 165 km della tratta ferroviaria: in particolare Torino, Asti, Alessandria, Novi Ligure e Genova. L'esposizione permette di ripercorrere, tramite illustrazioni e immagini multimediali, la storia della realizzazione della prima importante infrastruttura su rotaia della storia italiana, mentre in contemporanea si propongono alcuni elementi di riflessione e di confronto tra le problematiche del periodo immediatamente precedente l'Unità nazionale. Oltre ai pannelli che sviluppano le singole sezioni, la mostra dispone di un tavolo con tecnologia touch screen sul quale è possibile selezionare e ingrandire le 15 incisioni che il pittore svizzero Carlo Bossoli ha realizzato nel 1853 per un volume pubblicato a Londra ("The Railway between Turin and Genoa") e consultare nei dettagli una planimetria di fine Ottocento che descrive le dotazioni tecnologiche della linea. (gci)
"DIARIO DAL FRONTE": A MILANO FOTOGRAFIE DI GUERRA
Dallo scorso 25 novembre fino all'8 gennaio 2023 il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano ospiterà la mostra "Livio Senigalliesi. Diario dal fronte", a cura di Barbara Silbe. L'esposizione ripercorre l'intera carriera del fotoreporter milanese, che ha documentato 25 conflitti in circa 30 anni di lavoro, attraverso una selezione di 50 fotografie in bianco e nero e a colori, raccolte in scenari di guerra, dal Medio-Oriente al Kurdistan, passando per Kuwait, URSS, Africa e molti altri. Attraverso il suo sguardo attento e imparziale, Senigalliesi ha costruito negli anni un archivio che si rivela oggi una preziosa testimonianza storica dei territori e delle popolazioni colpite dai conflitti, interessandosi particolarmente a fornire documentazione degli effetti "collaterali" che questi lasciano dietro di sé, soprattutto sui civili. Le sue fotografie sono scattate da vicino, stando in mezzo alla gente che soffre, condividendo con loro i pericoli, il freddo, la fame, percorrendo gli stessi sentieri di fuga e tornando nei luoghi per anni per vederne i cambiamenti o raccogliere le storie dei sopravvissuti. Livio Senigalliesi (Milano, 1956) inizia la carriera di fotogiornalista nei primi anni '80 dedicandosi ai grandi temi della realtà italiana, le lotte operaie e studentesche, l’immigrazione, l'emarginazione, i problemi del sud, la lotta alla mafia. Alla fine degli anni '80 rivolge sempre di più la sua attenzione all'attualità internazionale pubblicando ampi reportage sulle maggiori testate nazionali ed estere. Oltre alle mostre e ai libri, realizza progetti didattici per gli studenti delle scuole affinché la sua testimonianza diretta avvicini i giovani ai temi della pace e della guerra ed alla comprensione delle migrazioni forzate. "Le immagini di Livio Senigalliesi - dichiara Nadia Righi, direttrice del Museo Diocesano di Milano - che raccontano trent'anni di conflitti, non 'spiegano' i fatti, né danno risposte, ma sollecitano profondi interrogativi, esortandoci a non dimenticare e a non rimanere indifferenti. Il percorso della mostra infatti ci impone di ripercorrere la nostra storia, passata e recente, suggerendoci una riflessione sull'oggi, affinché, come sollecita papa Francesco 'siano sempre più numerosi coloro che, senza far rumore, con umiltà e tenacia, si fanno giorno per giorno artigiani di pace'". (gci)
ROMA: 150 FOTOGRAFIE DELLA COLLEZIONE BACHELOT
E' stata prorogata fino al 26 febbraio 2023 la mostra all'Accademia di Francia - Villa Medici a Roma che ritrae un ventennio della nostra storia attraverso una accurata selezione di scatti fotografici d'autore provenienti dalla prestigiosa Collection Bachelot, dal titolo "Collection. 150 fotografie della collezione Bachelot". Il percorso espositivo comprende una selezione di stampe dove l'occhio del fotografo agisce come un sismografo degli eventi della storia e dei racconti intimi: dalla fotografia francese umanista all'inizio del XX secolo, con autori quali Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau e Willy Ronis, alla fotografia di strada americana, qui rappresentata da Dave Heath, Helen Levitt e Robert Frank, fino alla straordinaria serie di circa 40 stampe d'epoca di Saul Leiter che testimonia, attraverso il passaggio al colore, una svolta dell'arte fotografica verso la seconda metà del secolo. La mostra si completa con gli scatti del reportage moderno di Gilles Caron e alcuni ritratti documentari dei fotografi contemporanei quali Luc Delahaye, Mohamed Bourouissa, Véronique Ellena e Laura Henno. Sponsor principale della mostra è Amundi, insieme a Fondation Louis Roederer, Groupama Assicurazioni, Air France e Culinaries, con media partner Polka e Inside Art. (gci)
A ROVERETO DUE ESPOSIZIONI SU GIOTTO E GIUSEPPE GALLO
A partire dal 6 dicembre, il MART - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto ospiterà due nuove mostre nella città di Rovereto. La prima è "Giotto e il Novecento" (fino al 19 marzo 2023), che presenta 200 opere di grandi autori e autrici del XX secolo accomunati dalla passione per la figura di Giotto, studiato, imitato o preso a modello di perfezione e spiritualità. La seconda mostra è "Giuseppe Gallo. Michelangelo sogna Brancusi" (fino al 19 marzo 2023), che fra interni ed esterni del MART presenta disegni e sculture di Giuseppe Gallo, per un totale di oltre 40 opere che indagano, attraverso un'analisi filosofica, i temi del mito e della natura nei quali l'artista riconosce un principio di vita e poesia. La presentazione, riservata a stampa e istituzioni, è prevista per il 5 dicembre alle 18.00 all'Auditorium Fausto Melotti di Rovereto. (gci)
"ALFABETI": A REGGIO EMILIA LA PERSONALE DI ANTONELLA DE SARNO
Dal 10 dicembre al 12 gennaio 2023, Galleria Parmeggiani di Reggio Emilia ospiterà la mostra personale "Antonella De Sarno. Alfabeti" di Antonella De Sarno, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, realizzata in collaborazione con i Musei Civici di Reggio Emilia. L'inaugurazione è prevista per il 10 dicembre alle ore 17.00, con una presentazione critica dei curatori Francesca Baboni e Stefano Taddei e due narrazioni performative guidate dall'artista alle 17.00 e alle 18.00. Il progetto di Antonella De Sarno, inedito e studiato appositamente per gli spazi del Museo, si fonda sull'accostamento, a prima vista impossibile, di due figure femminili: la celebre "Dame à la Licorne" del Musée de Cluny di Parigi, con la sua aura di medievale mistero, e "Kathrine", nome immaginario di una donna autistica, con la quale l'artista lavora da molti anni nei suoi laboratori di danza. Il percorso espositivo, che si snoda al primo piano della Galleria Parmeggiani, si compone di oltre 40 opere, tra disegni, video ed installazioni, tutti tasselli di un lessico altro, in cui gli universi e gli alfabeti delle due donne possono finalmente coesistere, conducendo il visitatore alla radice delle cose. Il progetto "Alfabeti" si colloca in ideale continuità con "Artificialia", presentato nel 2021-22 a Correggio. Se nella prima mostra Antonella De Sarno indagava il concetto di deformità nella sua accezione poetica, per contrapporlo al concetto di normalità, nella seconda il campo si allarga per andare oltre il discorso sul deforme e il deviante e tendere sino ad una dimensione poetica che li abbraccia entrambi, senza più alcuna esigenza di distinzione. La mostra si inserisce nel programma ufficiale di "Identità Inquieta", il cartellone che riunisce le istituzioni culturali del territorio per esplorare il tema dell'identità da diversi punti di vista. Antonella De Sarno è attrice-performer e artista visiva, nata in provincia di Modena ma da anni residente in Francia. (gci)





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