A un anno dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il Mart presenta la prima mostra italiana su Maria Prymachenko dal titolo “I girasoli ucraini”, ospitata a Palazzo delle Albere a Trento dal 28 febbraio al 4 giugno. Nello specifico, 54 opere raggiungeranno Trento dal Museo nazionale Taras Shevchenko di Kiev, alle quali se ne aggiungono altre 15 allestite a Viterbo, al Museo dei Portici. Icona dell’arte naif e pittrice simbolo della cultura ucraina, fu artista UNESCO nel 2009. Erede di una tradizione folcloristica secolare, Maria Prymachenko ispirò grandi artisti come Picasso, Matisse e Chagall. Nei suoi lavori, la pittrice mescola cultura popolare e arte moderna, risignifica l’iconografia della tradizione ucraina e racconta esperienze personali e sogni. Con animali fantastici, flora lussureggiante e simboli ancestrali, dunque, l’artista ridefinisce gli immaginari popolari e li rende universali. Il lavoro di Prymachenko attinge ai miti pagani, alle storie cristiano-ortodosse e popolari dell’Eurasia, oltre a mitologia slava e leggende russe, ispirandosi alle grandi pitture murali della tradizione ucraina e all’arte decorativa. (gci)
TRA KLIMT E ARTE ITALIANA AL MART DI ROVERETO
Al Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto saranno eccezionalmente riuniti i due capolavori “italiani” di Klimt: “Giuditta II” e “Le tre età”. Appuntamento a Rovereto dal 15 marzo al 18 giugno al Mart con la mostra “Klimt e l’arte italiana”. Appartenenti a due tra le maggiori collezioni pubbliche, le due opere testimoniano il passaggio e l’eredità spirituale del maestro viennese in Italia. Attorno a questo irripetibile binomio e a circa 200 opere si sviluppa la prima esposizione sull’influenza di Klimt sui grandi artisti del primo Novecento italiano, tra cui Felice Casorati, Adolfo Wildt, Vittorio Zecchin e Luigi Bonazza. (gci)
LA VIDEOARTE DI BILL VIOLA PRONTA A CONQUISTARE MILANO
Per la prima volta a Milano un’imperdibile mostra dedicata al genio della videoarte, Bill Viola: dal 24 febbraio al 25 giugno, Palazzo Reale ospiterà la mostra “Bill Viola”, promossa dal Comune di Milano-Cultura, prodotta e organizzata da Palazzo Reale e Arthemisia con la collaborazione del Bill Viola Studio. L’esposizione ripercorre l’intera carriera artistica di Viola, presentando al pubblico quindici capolavori all’interno delle sale di Palazzo Reale. Con la sapiente cura di Kira Perov, moglie dell’artista e direttore esecutivo del Bill Viola Studio, il percorso espositivo coprirà trent'anni di lavoro attraverso un’accurata selezione di lavori. Nato a New York nel 1951, di origini italo-americane, Bill Viola è riconosciuto a livello internazionale come l’artista che, attraverso la sperimentazione della videoarte, ha realizzato opere uniche, considerate a tutti gli effetti dei capolavori dell’arte contemporanea. Partendo dallo studio della musica elettronica, dalle potenzialità della performance art e dai film sperimentali, da oltre 40 anni Viola realizza lavori che sperimentano un nuovo linguaggio artistico. L’esperienza del viaggio, per Viola, è fondamentale nello sviluppo del suo lavoro: tappa fondamentale sono stati i 18 mesi trascorsi a Firenze, dove incontra per la prima volta l’arte rinascimentale. Nel 1997, durante un progetto di ricerca del Getty, ha esplorato l'iconografia cristiana antica, con particolare attenzione all'immaginario medievale, rinascimentale e manierista. Viola ha poi proposto una nuova composizione dell'immagine attraverso la costruzione di elaborate scene teatrali ispirate alla tradizione storico-artistica occidentale, cinematografica nel vero senso della parola, con ambientazioni, attori, scenografie, disegno luci, fotografia, e anche un regista. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Skira, a cura di Valentino Catricalà e Kira Perov. L’evento vede come media partner Urban Vision e come mobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale. La mostra è parte di Milano Art Week (11-16 aprile 2023), la manifestazione diffusa coordinata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, in collaborazione con Miart, che mette in rete le principali istituzioni pubbliche e le fondazioni private della città che si occupano di arte moderna e contemporanea. (gci)
IL CHIOSTRO DEL BRAMANTE DI ROMA CELEBRA MICHELANGELO PISTOLETTO
Il DART - Chiostro del Bramante di Roma incontrerà i quasi 60 anni d’arte e quasi 90 anni di vita di Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933): dal 18 marzo al 15 ottobre l’istituzione museale romana ospiterà “Michelangelo Pistoletto. Infinity. L'arte contemporanea senza limiti”, a cura di Danilo Eccher. L’esposizione è l’occasione per condividere con il pubblico i lavori storici del maestro, che nel 2023 compie 90 anni, in dialogo con l'architettura rinascimentale, oltre alle nuove produzioni realizzate ad hoc per gli spazi del Chiostro. Si tratta di un percorso di cinquanta opere e quattro grandi installazioni site specific, che copre il suo percorso artistico dal 1966 al 2023. Le opere all’interno del percorso espositivo coprono pressoché l’intera carriera di Pistoletto, dagli anni Sessanta con “Metrocubo di Infinito”, “Venere degli Stracci”, “Orchestra di stracci” e “Labirinto”, gli anni Settanta con “L’Etrusco” e la serie delle “Porte Segno Arte” insieme ad “Autoritratto di Stelle” fino a lavori più recenti, negli anni Novanta i “Libri” e nel Duemila i quadri specchianti oltre ai progetti legati alla formula della creazione. (gci)
A TORINO L'INEDITA ESPOSIZIONE SU LEE LOZANO
La Pinacoteca Agnelli di Torino è pronta ad ospitare "Strike", inedita mostra di Lee Lozano (1930-1999) a cura di Sarah Cosulich e Lucrezia Calabrò Visconti, che sarà aperta dall'8 marzo al 23 luglio. L'esposizione, la cui anteprima stampa è prevista il 7 marzo, dopo la Pinacoteca Agnelli sarà successivamente presentata alla Bourse de Commerce - Collezione Pinault di Parigi dal 20 settembre 2023 al 12 febbraio 2024. "Strike" è la prima rassegna monografica di Lee Lozano in Italia, e si inserisce coerentemente nella rinnovata missione contemporanea dell'istituzione museale, che ha l'obiettivo di portare alla luce prospettive artistiche inedite in relazione all'eredità storica e simbolica della sede espositiva e del suo passato industriale. La mostra riunisce un'ampia selezione delle opere dell'artista, attraversando la sua breve ma estremamente prolifica carriera dal 1960 al 1972, a partire dai disegni e dipinti figurativi di stampo espressionista, passando alla serie dei "Tools" (attrezzi), oli su tela di grandi dimensioni, e seguendo la loro evoluzione formale verso un’astrazione minimalista. Il progetto espositivo raccoglie anche una selezione di "Language Pieces", lavori che segnano il passaggio dell'artista a una fase esclusivamente concettuale conclusasi nel 1972 con "Dropout Piece", corrispondente al suo abbandono definitivo della scena artistica. Lee Lozano (USA 1930-1999) è stata una pittrice, artista visiva e concettuale statunitense, pioniera e figura chiave della scena artistica newyorkese degli anni '60 e dei primi anni '70. Nata Lenore Knaster il 5 novembre 1930 a Newark, NJ, si laurea all'Università di Chicago nel 1951, dove incontra e sposa l'architetto Adrian Lozano. Nel 1960 consegue il BFA presso l'Art Institute di Chicago e divorzia. Nel 1960 si trasferisce a New York, dove per i successivi dieci anni è una figura attiva della scena artistica, e stringe amicizia con figure come Carl Andre, Richard Bellamy, Sol LeWitt, Lucy Lippard e Dan Graham. In quel periodo i suoi dipinti figurativi e astratti sono esposti in mostre collettive da numerose gallerie, dove Lozano presenta per la prima volta le sue opere testuali. Nel 1970 il Whitney Museum of American Art di New York le dedica una mostra personale, seguita da mostre in Germania, Nuova Scozia e alla Lisson Gallery di Londra. Nel 1971 decide di abbandonare il nome Lee Lozano, ribattezzandosi "Lee Free", che in seguito abbrevia in "E". Con “Dropout Piece”, il suo lavoro del 1972, decide di lasciare la scena artistica. Riappare nel 1982, nella città dei suoi genitori, in Texas, dove vive fino alla morte, avvenuta il 2 ottobre 1999. (gci)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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