“UN UOMO DI POCHE PAROLE”, STORIA DI LORENZO CHE SALVÒ PRIMO
In “Se questo è un uomo” Primo Levi ha scritto: “credo che proprio a Lorenzo debbo di essere vivo oggi”. Ma chi era Lorenzo? Lorenzo Perrone, questo il suo nome, era un muratore piemontese che viveva fuori dal reticolato di Auschwitz III-Monowitz. Un uomo povero, burrascoso e quasi analfabeta che tutti i giorni, per sei mesi, portò a Levi una gavetta di zuppa che lo aiutò a compensare la malnutrizione del Lager. E non si limitò ad assisterlo nei suoi bisogni più concreti: andò ben oltre, rischiando la vita anche per permettergli di comunicare con la famiglia. Si occupò del suo giovane amico come solo un padre avrebbe potuto fare. La loro fu un’amicizia straordinaria che, nata all’inferno, sopravvisse alla guerra e proseguì in Italia fino alla morte struggente di Lorenzo nel 1952, piegato dall’alcol e dalla tubercolosi. Primo non lo dimenticò mai: parlò spesso di lui e chiamò i suoi figli Lisa Lorenza e Renzo, in onore del suo amico. “Un uomo di poche parole. Storia di Lorenzo, che salvò Primo” di Carlo Greppi (Laterza) è la biografia di una ‘pietra di scarto’ della storia, di una di quelle persone che vivono senza lasciare, apparentemente, traccia e ricordo di sé. Ma che, a ben guardare, sono la vera ‘testata d’angolo’ dell’umanità. Carlo Greppi, storico, ha pubblicato numerosi saggi sulla storia del Novecento. Per Laterza cura la serie “Fact Checking”, inaugurata dal suo L’antifascismo non serve più a niente (2020), ed è autore anche di 25 aprile 1945 (2018) e Il buon tedesco (2021, Premio FiuggiStoria 2021 e Premio Giacomo Matteotti 2022).
“PIÙ LIBRI TUTTO L'ANNO”, AL VIA IL 12 MARZO CON IJEOMA OLUO
Dopo il grande successo della passata edizione di Più libri più liberi che si è conclusa con numeri da record, molte le novità che caratterizzeranno la manifestazione nel 2023 che si terrà a La Nuvola dal 6 al 10 dicembre promossa e organizzata dall'Associazione Italiana Editori (Aie). Prima fra tutte Più libri tutto l'anno, un ciclo di anticipazioni di avvicinamento alla fiera a ingresso gratuito; il progetto nasce per dare voce alla piccola e media editoria attraverso una serie di incontri con autori italiani e stranieri che si svolgeranno da marzo fino a novembre, con cadenza mensile. Il pubblico di Più libri più liberi avrà così l’occasione di ritrovarsi fuori dai confini della Nuvola, stringendo un patto sempre più forte con la città di Roma, le sue istituzioni e gli spazi di produzione culturale. Si comincia il 12 marzo alle ore 11.30 presso La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea con Ijeoma Oluo, scrittrice e giornalista americana. L’autrice ha ricevuto nel 2018 il Feminist Humanist Award e collabora con «Jezebel», «The Guardian», «The Stranger» e «The Establishment», occupandosi di razzismo, misoginia, intersezionalità, femminismo e giustizia sociale. E così vuoi parlare di razza?, best-seller negli Stati Uniti, è il suo primo libro appena pubblicato in Italia da Edizioni Tlon. In dialogo con lei Maura Gancitano, editore del libro, e la scrittrice e docente Gaja Cenciarelli. Dalla collaborazione con la casa editrice Adelphi nasce il secondo incontro della serie, dedicato a Carlo Emilio Gadda del quale ricorre il cinquantesimo anniversario della morte, che si terrà all’ Off/Off Theatre il 31 marzo. A presentare Giornale di guerra e di prigionia, il gaddista e saggista Giorgio Pinotti e la scrittrice Ginevra Lamberti, accompagnati dalle letture di Fabrizio Gifuni. Ci saranno poi altri due incontri in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma: da Città del Messico arriverà la giovanissima Jazmina Barrera pubblicata da La Nuova Frontiera in dialogo con Serena Dandini. Il suo libro di saggi Cuerpo extraño ha ricevuto il premio Latin American Voices nel 2013. Ha pubblicato i suoi lavori in varie riviste cartacee e digitali come «Nexos», «Este País», «Dossier» e «Vice». È editor e co-fondatrice di Ediciones Antílope. Il viaggio continuerà con Licia Troisi, astrofisica, autrice best-seller di saghe fantasy, conduttrice televisiva e divulgatrice che terrà una lectio dal titolo “Rivoluzione Copernico”, per i 550 anni dalla nascita dell’astronomo polacco.
STEFANO PIVATO, ANDARE PER COLONIE ESTIVE
Milioni di bambini italiani, nel corso del '900, hanno fatto la loro prima esperienza di “vacanza” con un soggiorno in colonia. Gli ospizi per lo più marini, realizzati dapprima a scopo terapeutico su influsso della medicina positivista, si sono moltiplicati quando il regime fascista volle creare i “nuovi italiani”. Furono ingaggiati i migliori architetti per progettare luoghi salubri e pedagogicamente ispirati, esempio seguito anche da molte aziende nazionali per i figli dei loro dipendenti. Nel secondo dopoguerra sarà l’associazionismo religioso e laico ad animare i tanti maestosi edifici, anche se poi il boom economico dischiuderà le porte alle vacanze individuali e per le colonie inizierà un vero e proprio “sacco edilizio”. L’itinerario proposto in “Andare per colonie estive” di Stefano Pivato (Il Mulino) è contrappuntato dalle memorie dei molti bambini che di quei soggiorni ci restituiscono l’atmosfera. Stefano Pivato, professore emerito di Storia contemporanea, collabora con il Dipartimento di storia dell’Università di San Marino. Per il Mulino ha pubblicato: “I comunisti mangiano i bambini” (2017), “I comunisti sulla Luna. L’ultimo mito della Rivoluzione russa” (con M. Pivato, 2017), “Storia sociale della bicicletta” (2019), “Storia dello sport in Italia” (con P. Dietschy, 2019), “La felicità in bicicletta” (2021) e “Tifo” (con D. Marchesini, 2022).
SILVIA D'AGATA RACCONTA GIOVANNA D'AUSTRIA, LA FIGLIA DELLA VITTORIA
Salerno editrice pubblica “La figlia della Vittoria. Vita, corte e relazioni di Giovanna d'Austria” di Silvia D'Agata. Quella di Giovanna d’Austria non è una storia unica, ma una moltitudine di storie che si dispiegano a cavallo di due secoli. La sua vicenda si intreccia con quella dei maggiori protagonisti del Seicento attraversando luoghi e memorie differenti. Giovanna fu un’illegittima di sangue reale – nacque a Napoli all’indomani della battaglia di Lepanto, la grande vittoria della monarchia contro il Turco – che portava il nome di suo padre, Giovanni d’Austria, figlio illegittimo dell’imperatore Carlo V. Fu allevata da principessa ma all’interno di una complicata geografia di luoghi: prima all’Aquila e dopo nel monastero napoletano di Santa Chiara, simbolo di un destino che Giovanna rifiutò fermamente allo scopo di affermare il proprio status di principessa di casa d’Austria. Fu tale capacità di autodeterminazione a farle guadagnare la possibilità di una vita diversa. Giunse così in Sicilia per sposare un membro dell’aristocrazia dell’isola, dove creò una delle corti più apprezzate per le magnifiche imprese culturali. Ma dopo poco più di vent’anni, complice il destino avverso, ritornò definitivamente all’ombra del Vesuvio, divenendo punto di congiunzione di tante storie e di molte traiettorie ideali che congiunsero Napoli alla Sicilia, e la Sicilia a Madrid. Il libro riunisce gli studi di dieci specialisti di vari ambiti disciplinari (letteratura spagnola, letteratura italiana, storia moderna, bibliografia, storia del libro e della lettura, storia della cultura e delle idee), che hanno approfondito l’analisi dei due Indici promossi dall’Inquisitore Generale, Gaspar de Quiroga (Madrigal de las Altas Torres 1512-Madrid 1594). Il volume si apre con un contributo del massimo esperto mondiale di Indici di libri proibiti cinquecenteschi, Jesús Martínez de Bujanda, coordinatore di una monumentale opera sul tema. Seguono diversi lavori sul contesto politico e culturale in cui maturò il progetto del cardinale Quiroga. Se ne è delineato in primis un minuzioso profilo biografico, nel contesto dei gruppi di potere e delle fazioni cortigiane in lotta per la conquista del favore reale. Si è indagato, quindi, sugli agenti che collaborarono alla stesura dell’Index librorum prohibitorum (1583) e dell’Index librorum expurgatorum (1584), prestando particolare attenzione alle figure del maestro Sancho e di Juan de Mariana. Oggetto di esame sono stati, poi, il tortuoso processo di elaborazione e accidentato iter di stampa di entrambi i cataloghi, nonché la loro struttura e intrinseche contraddizioni (messe in evidenza dallo studio del “caso Propalladia”), la loro censura sia di certa letteratura italiana che di alcuni testi scientifici di area eterodossa, e infine la loro ricezione in Italia, esplorata alla luce dell’assimilazione delle proposte quiroghiane nella Bibliotheca selecta del Possevino. Degna di nota l’accurata e innovativa ricostruzione delle varie fasi preparatorie dei due Indici, illustrata dalla pubblicazione di una serie di documenti finora inediti.
(© 9Colonne - citare la fonte)





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