Quest’anno ricorre il trentennale della scomparsa di uno degli interpreti più importanti e poliedrici del cinema italiano: Gian Maria Volonté. L’Archivio Storico di Cinema Enrico Appetito celebrerà l’attore con la mostra evento “Gian Maria Volonté 30”, dal 1° fino al 24 marzo a ingresso gratuito negli spazi del WEGIL, hub culturale della Regione Lazio gestito dalla società regionale LAZIOcrea, a Roma. Tra i film presenti in Archivio sono stati selezionati per l’occasione tre dei film più rappresentativi tra quelli interpretati da Volontè: “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, “Sacco e Vanzetti” e “Per un pugno di dollari”. La mostra propone novanta foto, divise tra set e fuori set, scelte tra le oltre 8.000 foto presenti in archivio dei tre film, le quali saranno esposte al piano terra dell’edificio razionalista disegnato da Luigi Moretti. Il progetto artistico multidisciplinare dedicato a Volonté si avvale del patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Lazio e del Comune di Roma, produzione ETICAARTE, foto Archivio Storico di Fotografia di Cinema Enrico Appetito, con la collaborazione di Regione Lazio, LAZIOcrea, ARSIAL, Zétema Progetto cultura, Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté, UECI - Unione Esercenti Cinematografici Italiani, Madison Cinemas, Pigneto Film Festival, FIS - Italian Foundation For Sport Culture And Disability, La Valigia dell’Attore Associazione Quasar, Left, Associazione Recordari, La Madeleine - Cantina Umbra, CSOA - La strada RAAI - Registro Attrici Attori Italiani. Media partner Cinecittà News, comunicazione e grafica Lightsky Consulting, stampa fotografica Studio A.E.A., progetto di allestimento abc Produzione e Allestimenti. (gci)
A FIRENZE UN’OCCASIONE PER AMMIRARE L’ARTE DI ANDRE’ BUTZER
Un’occasione per ammirare l’arte di André Butzer: il Museo Novecento di Firenze ospiterà un grande progetto espositivo dedicato all’artista tedesco dal titolo “Liebe, Glaube und Hoffnung” (Amore, fede e speranza), a cura di Sergio Risaliti, dallo scorso 1° marzo fino al 9 giugno. Al Museo Stefano Bardini, invece, sarà ospitata la mostra “»… und der Tod ist auch ein Leben.«” (…e anche la morte è una vita), dal 22 marzo al 9 giugno. La mostra, nella sua duplice articolazione, consentirà di approfondire l’intera parabola artistica di André Butzer, la cui pratica prende avvio da un’originale commistione tra l’espressionismo europeo e la cultura popolare americana. Al fianco di nomi quali Jawlensky, Munch e Kirchner, nella biografia e nella formazione artistica di Butzer rivestono un ruolo fondamentale anche Henry Ford e Walt Disney, ai quali a loro volta è necessario associare, inoltre, la lezione di Cézanne e Matisse, pittori francesi fondatori del modernismo in arte e ammirati dall’artista fin dalla gioventù. “Liebe, Glaube und Hoffnung”, ospitata nelle sale al piano terra del Complesso delle Ex Leopoldine, prende ispirazione dalla prima lettera di Paolo ai Corinzi (13:13) e riunisce circa 25 opere che testimoniano l’intera carriera dell’artista, che oltre al disegno e alla pittura si è dedicato anche alla poesia. La selezione delle opere, effettuata insieme a Butzer, vuole presentare l’interconnessione tra il lavoro passato e presente, mettendo in luce la centralità e la ricorrenza di alcune tematiche a lui care, così come i dualismi tra vita e morte, speranza e disperazione, verità e falsità, tipici della tensione continua e antitetica delle sue opere, che in mostra crea un tessuto denso di legami e rimandi. La selezione è inoltre arricchita da alcune opere inedite, realizzate appositamente per la mostra al Museo Novecento. In particolare, l’artista ha realizzato la grande tela Ohne Titel (Sternenmadonna) (Madonna delle stelle), che verrà collocata nello spazio destinato originariamente alla pala d’altare all’interno dell’ex cappella dell’edificio. La seconda parte del progetto al Museo Stefano Bardini avrà un titolo che prende ispirazione dalla poesia Nel bel blu (1808) di Friedrich Holderlin, tra le preferite dell’artista. Anche questa mostra si inserisce nell’eccezionale ciclo espositivo che, a partire dal 2016, si è posto come obiettivo la creazione di un dialogo tra il museo fiorentino e alcuni tra i più importanti artisti contemporanei, da John Currin a Glen Brown, da Ali Banisadr a Rachel Feinstein e recentemente Nathaniel Mary Quinn. La mostra nasce da un nucleo di opere realizzate dall’artista a seguito di una visita al museo e alla collezione del connoisseur e mercante d’antiquariato Stefano Bardini. La serie di 22 dipinti del 2022 presenta il dialogo tra l’artista e il Museo Stefano Bardini a partire dall’ambiente noto come “Sala delle Madonne”, che Butzer ha re-inventato. In un’originale convergenza artistica e sociale, l’opera di Butzer intreccia la conoscenza dei maestri del primo Novecento con l’interesse per la comunicazione, i fumetti e la cultura pop diffusa in Europa nel secondo Novecento, dando origine a una personalissima commistione di cultura alta e bassa. A partire dal 1999, André Butzer plasma quindi un universo artistico che, pur attraversando diverse fasi, si mostra come un processo di maturazione unitario e organico. Al primo espressionismo subentra una crescente astrazione, interrotta da elementi figurativi caratteristici e seriali. Alla forza ideologica dei lavori N-Paitings (2010-2017), che definiscono l’utopico NASAHEIM, il non-luogo origine di ogni facoltà pittorica e poetica, segue il ritorno dei suoi personaggi distintivi, quali La Donna (The Woman) l’Uomo della Vergogna (Man of Shame), il Friedens-Siemens, il Viandande (Wanderer). Tutti questi personaggi possono essere considerati sia un ritratto dell’artista sia una figura universale al di fuori del tempo. Il Viandante, a titolo esemplificativo, richiama l’iconografia tipica del viaggiatore nel panorama letterario e artistico (a partire da Holderlin e Friedrich, limitandosi all’ambito tedesco). La complessità dell’universo artistico di Butzer può essere ascritta nell’Espressionismo Fantascientifico, come definito dallo stesso artista, che raccoglie figurazione e astrazione nel costante equilibrio tra l’analisi del presente, la lezione del passato e il presagio del futuro. André Butzer (Stoccarda, 1973), vive e lavora a Berlino. Le sue opere fanno parte delle collezioni di: Art Institute of Chicago; University of Chicago, Chicago; Children’s Museum of the Arts, New York; Faye G. Allen Centre for the Visual Arts, University of Washington, Seattle; Rubell Museum, Miami; LACMA Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles; Marciano Collection, Los Angeles; MOCA Museum of Contemporary Art, Los Angeles; Pinakothek der Moderne, Monaco; Contemporary Art Collection of the Federal Republic of Germany, Bonn; Friedrichs Foundation, Weidingen / Bonn; Deichtorhallen Hamburg – Falckenberg Collection, Amburgo; Paula Modersohn-Becker Museum, Bremen; Hall Art Foundation, Reading / Derneburg; Hamburger Bahnhof, Berlino; Nationalgalerie / Hamburger Bahnhof – Museum fur Gegenwart, Berlino; Kupferstichkabinett, Berlino; Miettinen Collection, Berlino; Holderlinturm, Tubingen; IKOB Musée d’Art Contemporain, Eupen; Collection of the Country Tyrol; Carré d’Art, Nimes; Museo Nacional Thyssen-Bornemisza, Madrid; MONA Museum of Old and New Art, Tasmania; YUZ Museum, Shanghai. (gci)
ARTE, LONGEVITA’ E DIGITALE CON “FOREVER YOUNG: THE DORIAN GRAY SYNDROME”
Dodici artisti della scena della digital art indagano il tema dell’eterna giovinezza attraverso le loro opere, anche interattive. Dal 14 marzo al 2 giugno, MEET Digital Culture Center – il Centro Internazionale per l’Arte e la Cultura Digitale nato a Milano con il supporto di Fondazione Cariplo – ospiterà la mostra collettiva “Forever Young: The Dorian Gray Syndrome”, a cura di Maria Grazia Mattei, fondatrice e presidente di MEET, e di Clement Thibault, direttore delle Arti visive e digitali presso il polo di innovazione culturale Le Cube Garges a Garges-lès-Gonesse, in Francia. L’esposizione inaugura il palinsesto del Milan Longevity Summit – Riscrivere il Tempo – Scienza e Miti nella corsa alla Longevità, ideato e coordinato da Viviana Kasam e realizzato da BrainCircle Italia, che dal 14 al 27 marzo porterà nel capoluogo lombardo 60 tra i più affermati studiosi del panorama internazionale per esporre le proprie ricerche sulla svolta demografica in atto e sulle possibilità di rallentare il processo di invecchiamento, anche attraverso l’arte. “Forever Young: The Dorian Gray Syndrome” offre una riflessione inedita sul tema, attraverso i lavori di 12 artisti della scena della Digital Art, per indagare nel profondo del digitale portando alla luce anche il modo in cui i temi trattati si riflettono sulla vita reale, in perfetta sintonia con il modus operandi di MEET. Un’analisi del modo in cui la società odierna implementa soluzioni tecnologiche innovative, dunque, per creare rappresentazioni di sé in tempo reale, virtuali e in continua evoluzione. (gci)
L’ART CLUB ACCOGLIE A ROMA IL TORINESE GUGLIELMO CASTELLI
Per il prossimo incontro del ciclo Art Club, a cura di Pier Paolo Pancotto, Villa Medici a Roma invita il pittore torinese Guglielmo Castelli, con il supporto della galleria Mendes Wood DM. Ispirandosi alla letteratura, al teatro e alla storia dell’arte, Castelli sviluppa un universo in cui miscela figure umane e animali, frammenti di paesaggio, elementi naturali e scene quotidiane. Con uno stile figurativo in cui aree magmatiche e monocromatiche convivono con soggetti fluidi, allestisce storie in perpetuo movimento, quasi cinematografiche. La cornice che accoglie queste storie, dallo scorso 1° marzo fino al 19 maggio, è quella dei giardini di Villa Medici: nell’Atelier Balthus, nello Studiolo di Ferdinando de’ Medici e nella gipsoteca sono infatti presentate cinque opere di Castelli. Si tratta di quattro oli su tela: il dittico I Believe in The Nights (2021); Buon Vento (2023); Le Jardin des Refusés e The mutiny's space (2022), oltre a un arazzo realizzato con plastica riciclata e fili naturali, Dorofoco. Bonotto for A collection (2020). Dal 2016, il ciclo Art Club presenta il lavoro di artisti contemporanei internazionali sotto forma di interventi visivi e plastici negli spazi storici di Villa Medici, ovvero le logge, i giardini e la gipsoteca. Integrati ai percorsi di visita guidata, questi interventi rinnovano e arricchiscono l’esperienza di un luogo che è allo stesso tempo storico e contemporaneo, propizio a dialoghi artistici inaspettati. Tra gli artisti invitati di recente vi sono Caroline Mesquita, Rosa Barba, Jean-Marie Appriou, Giuseppe Penone, Katinka Bock, Namsal Siedlecki e Achraf Touloub. Guglielmo Castelli, nato nel 1987, vive e lavora a Torino. Tra le sue mostre personali: Venezia, Fondazione Bevilacqua La Masa (2024); Berlino, Kunstlerhaus Bethanien (2018). Tra le collettive: Diario notturno, L’Aquila, Maxxi (2023); Mutanti sotto un cielo che implode, Torino, OGR (2023); Italian painting today, Milano, Triennale (2023); A lover’s discourse, Aspen, Art Museum (2023); Espressioni con frazioni, Torino, Castello di Rivoli (2022); Roma, Quadriennale (2020). Castelli è rappresentato da Mendes Wood DM e Rodeo London / Piraeus. (gci)
“GRATIA PLENA”: A CARPI (MO) LE OPERE DI ANDREA SALTINI
Una profonda esperienza di contemplazione e confronto: s'intitola “Gratia Plena” la personale di Andrea Saltini, in programma dallo scorso 2 marzo fino al 2 giugno all'interno della Chiesa di Sant'Ignazio a Carpi (MO), sede del Museo diocesano "Cardinale Rodolfo Pio di Savoia". La mostra è stata realizzata con il patrocinio del Comune di Carpi e della Diocesi di Carpi, il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi e di SoGeSi Spa, con la collaborazione di Concentrico Art. Il percorso espositivo comprende una ventina di dipinti a tecnica mista su tela, molti dei quali di grandi dimensioni, realizzati appositamente per l'occasione. Un nuovo corpus di opere, comprensivo anche di alcune carte, che spinge l'artista a indugiare in una personale ricerca di spiritualità a partire dai linguaggi propri dell'arte contemporanea. L'esposizione è accompagnata da un catalogo pubblicato da Edizioni FAM con la prefazione di Don Carlo Bellini, un testo critico di Cristina Muccioli e un'intervista all'artista a cura di Laura Lasagni. Andrea Saltini, nato a Carpi (MO) nel 1974, è un pittore, poeta e direttore artistico che negli anni ha intrecciato una produzione artistica a quella letteraria, oggi ampiamente riconosciuta e costellata di plausi e premi a livello internazionale. Le sue opere, infatti, sono presenti in importanti collezioni private e pubbliche in tutto il mondo. Negli ultimi anni è stato selezionato dal curatore Domenico de Chirico per esporre alla Bienvenue Art all'Hotel La Louisiane di Parigi e alla SWAB (international art fair) di Barcellona. Tra le mostre recenti si segnalano: Gazes and Abstractionism, Galerie Molincorvo, Parigi, 2022-2023; Mirror Mirror, a cura di Juliana Cervellaro, Noaddress Gallery, Reggio Emilia, 2022; Vedere Parole, a cura di Teo de Palma e Ombretta Gazzola, Complesso Monumentale di S. Bernardino, Rossano (CS), 2022; Shingle22j, Museo Archeologico di Anzio, Roma, 2021-2022. (gci)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione