“IL SUCCESSORE”, FRANCESCO RICORDA BENEDETTO XVI
“Benedetto XVI e io abbiamo avuto un rapporto molto profondo e voglio che si sappia. Voglio che tutti ne siano a conoscenza senza intermediari. È un uomo che ha avuto il coraggio della rinuncia e che, da quel momento, ha continuato ad accompagnare la Chiesa e il suo successore”. Così Papa
Francesco, la cui conversazione con Javier Martínez-Brocal è stata pubblicata da Marsilio con il titolo “Il successore. I miei ricordi di Benedetto XVI”. Quanto c’è di vero a proposito della convivenza apparentemente “tesa” tra i due Papi di cui tanto si è parlato negli ultimi anni? Dove finisce la realtà e dove comincia il mito nella ricostruzione di una vicenda storica senza precedenti, che ha suscitato e continua a suscitare giudizi contrastanti? Per chiarire che cosa è avvenuto dietro le mura vaticane in un decennio decisivo per il futuro della Chiesa cattolica, sostiene Javier Martínez-Brocal, non si è tenuto conto del punto di vista di un personaggio principale, l’unico in grado di fare luce sul tema dall’interno: papa Francesco. Intenzionato a consegnare al lettore la versione di Bergoglio, il vaticanista di lungo corso lo ha incontrato varie volte tra l’estate del 2023 e l’inizio del 2024, e insieme hanno ripercorso le tappe fondamentali dei due pontificati, tra cui la rinuncia di Benedetto, i momenti più intimi e dolorosi, le cerimonie più significative. Bergoglio non si sottrae, al contrario incoraggia gli interrogativi del giornalista, che sempre lo incalza attingendo al confronto tra la biografia di Benedetto e quella di Francesco, a quanto avevano detto l’uno dell’altro prima e dopo essere divenuti successori di Pietro, a cronache e interviste, alla ricerca dei punti di contatto e delle differenze. Il risultato è un dialogo vivace e mai scontato che, al riparo dalle semplificazioni e dal sensazionalismo dei titoli della stampa, permette al Papa di aprirsi e raccontare per la prima volta la verità sul suo rapporto con Benedetto xvi. Ricca di rivelazioni e di riflessioni, questa straordinaria testimonianza in presa diretta è profondamente toccante per le esperienze umane e spirituali su cui getta nuova luce.
LAURA DONADONI RACCONTA LE "INTREPIDE" DEL VINO
"Le 'intrepide' sono donne comuni, che sono riuscite a fare cose straordinarie perché non hanno avuto paura di avere paura. 'Intrepido' è un sinonimo di 'coraggioso' ma ha un'accezione più di azione, quella di mettersi in gioco, e contiene anche la trepidazione, qualcosa che ci viene quando abbiamo paura. Con questa parola ho scelto di raccontare donne che nella loro carriera nel mondo del vino e nella loro vita personale hanno dovuto affrontare degli ostacoli imprevisti, un po' dovuti alla loro appartenenza di genere un po' ai casi della vita". Così Laura Donadoni, autrice del libro "Intrepide - Storie di donne, vino e libertà”, presentato alla Camera su iniziativa della presidente della Commissione di inchiesta sul femminicidio, Martina Semenzato. "Ascoltare le loro storie e raccontare le loro testimonianze – spiega l'autrice - può aiutare ad avere modelli di ispirazione e di leadership al femminile, in un settore come quello del vino in cui questi modelli sono spesso maschili. E poi anche dei modelli per affrontare le battaglie quotidiane". "Nel libro - aggiunge - vengono raccontate 12 storie, 6 più conosciute nel nostro settore perché riguardano donne che hanno fatto la storia di alcune regioni vinicole, le altre invece hanno come protagoniste persone totalmente sconosciute: soprattutto queste ultime 'compagne di viaggio' si sono un po' dovute costruire una carriera, non sono produttrici di vino ma ricoprono altre professioni del settore". "Oggi è un appuntamento importante, raccontiamo un settore fino all'altro giorno molto maschile, ma la narrazione anche difficile di Laura Donadoni vuole portare il messaggio di donne che di fronte a situazioni difficili hanno trovato la loro forza, la loro resilienza e il loro valore per imporre un modo diverso di vedere le cose - commenta Semenzato - Il settore del vino – aggiunge Semenzato - si sta sempre di più colorando delle note femminili nella professionalità e nelle imprese, dalle sommelier agli avvocati specializzati nel settore. Una presenza femminile sempre più dirompente, con le capacità uniche che le donne sanno portare nei settori in cui si confrontano. 'Intrepide' è un libro importante, che parla di temi quali bullismo, discriminazione, molestie, ma anche di resilienza e di capacità di uscire dalle situazioni difficili, come quelle legate alla violenza di genere. Noi questa forza dobbiamo raccontarla, per sensibilizzare e prevenire".
MEDIO ORIENTE, "OTTOBRE NERO" DI STEFANO PIAZZA
"Stefano Piazza nel suo libro racconta la verità su quanto accaduto in Israele dal 7 ottobre in poi. Una data che segna uno spartiacque nella storia del Paese, a seguito del truce attacco terroristico di Hamas, che ha scatenato come conseguenza un conflitto che ancora oggi dura". Così Sara Kelany, deputata Fratelli d'Italia, che ha promosso alla Camera la presentazione del libro di Stefano Piazza "Ottobre Nero. Il dilemma israeliano da Hamas all'Iran” (Paesi edizioni). Il volume è una testimonianza viva e documentata della tragedia che ha investito Israele prima e la Palestina dopo, "a opera dei terroristi di Hamas". Non è un’esegesi dell’eterno conflitto tra due mondi, tra israeliani e palestinesi, tra ebrei e musulmani, tra due popoli che si contendono una terra che entrambi considerano casa loro. Ottobre nero è essenzialmente una rigorosa ricostruzione dei fatti. Il titolo rimanda non casualmente al nome di "Settembre nero", l'organizzazione terroristica palestinese attiva negli anni settanta. Giornalista svizzero, esperto di sicurezza e fondamentalismo islamico, docente universitario, Piazza scrive di affari esteri per Panorama e La Verità, dove cura anche i podcast “Occhi sul terrorismo” e “Le Regine del Crimine”. "Bisogna capire – aggiunge Kelany - perché questo conflitto ancora dura: perché gli ostaggi sono ancora nelle mani di Hamas, perché l'organizzazione terroristica si fa scudo della popolazione civile. Bisogna documentarsi per evitare che la disinformazione porti a sovrapporre due entità, quella dell'aggressore e quella dell'aggredito: Israele il giorno del 7 ottobre è stato aggredito". Tommaso Foti, capogruppo Fdi, parla del libro come di "una testimonianza vera, autentica su un attacco veramente disgustoso, terroristico, sanguinario contro una popolazione israeliana inerme: non si può equiparare aggredito e aggressore, il primo è una vittima e il secondo è il protagonista di un atto contro l'umanità".
“MOVIMENTI TERRA”, IL NUOVO LIBRO DI SIMONA CLEOPAZZO
Non è insolito che la poesia esplori l’animo umano, si renda strumento di conoscenza delle istanze emotive e psichiche dei viventi. Può, nel suo dinamismo, decidere di percorrere direzioni sociali e politiche indagando ambienti specifici, come quello delle fabbriche, o dei locali dove studentesse lavoratrici cercano di conciliare la propria costruzione tramite lo studio universitario, e una quotidianità mai accomodante. Il focus del libro “movimenti terra”, è il lavoro, quello sommerso o sottopagato delle donne, con tutte le ricadute che questo comporta; i segni lasciati nel corpo, la poca o inesistente tutela per la salute, le condizioni di necessità assioma della sottomissione. La poeta affida al corpo il compito di raccontare l’indicibile che così può trovare espressione, dunque non solo mezzo che consente di stare al mondo ma termometro di intere classi sociali. Edito nella collana “Prose minime”, il volume verrà presentato a Lecce lunedì 1 luglio 2024 alle 19:30 al Convitto Palmieri. Simona Cleopazzo dialogherà con Angelo Salento professore ordinario della cattedra di Sociologia dei processi economici e del lavoro (Unisalento), Alessandra Lupo giornalista NuovoQuotidiano, Mauro Marino e Stefania Zecca.
IL LIBRO. In apertura due poesie dedicate a Ivan e Nella Nobili. Il primo, amico di Cleopazzo, la seconda, poeta, a significare che la verità è trasversale. Cosa hanno in comune? Dove si muove la poesia? Siamo nel mondo operaio, nelle geometrie delle fabbriche, dei macchinari, degli allarmi che suonano perché un corpo ci è finito dentro: È un inferno la macchina risucchia – operai/blocca tutto. La rabbia, l’offesa, la condizione del silenzio/bisogno. Le operaie non possono ribellarsi perché impiegate per generazioni madri – figlie – nipoti cognate…prima di reclamare devono fare una moltiplicazione. È vita che si tocca tangibile, qui nulla è astratto tutto è materico come solo una quotidianità che ripete se stessa giorni, mesi, anni sa esserlo. Materico è il corpo nel suo dirsi, nei lembi di pelle che saltano sotto l’affettatrice, nel taglio del parto, nelle ovaie cariche di sangue. Il corpo si fa agente narrante delle dinamiche di potere, è il testimone laddove la parola deve tacere, indicatore dello stato critico delle cose. Raccontare la realtà di molti, elevarsi dal genere per farsi voce del vivente. Un poema che si fa carico di istanze sociali e si fa quindi scrittura politica. Un lessico crudo, diretto che non vuole edulcorare la realtà, al contrario ha l’intento di rispecchiare una verità nel modo più fedele, punta allo stordimento del lettore per provocarne la riflessione. Nessun fronzolo dunque, ma un lavoro di cesellatura e sottrazione affinché l’essenziale sia visibile (dalla nota di Stefania Zecca).
L’AUTRICE. Simona Cleopazzo ha pubblicato i romanzi “Tre noci moscate nella dote della sposa” (Lupo Editore, 2012), "Irene e Frida" (Musicaos editore, 2016), “150+1 poesie” (Collettiva edizioni indipendenti, 2018), “Questi giorni” (Sensibili alle foglie, 2020). Attualmente cura le Conversazioni filosofiche e femministe a domicilio, il laboratorio permanente di scrittura poetica: Parole, segni, svolazzi.
ZELIA GATTAI, ICONA BRASILIANA DAL SAPORE ITALIANO
"E' una storia che rievoca la nostra storia italiana, in quanto ripercorrendo la vicenda dei nonni di Zélia Gattai si ripercorre la storia della nostra emigrazione in Brasile, tra le fine del secolo XIX e gli inizi del XX, quando gli italiani emigravano per motivi economici oppure per motivi politici, quindi ricalca le principali motivazioni che spingevano tanti nostri connazionali a lasciare un'Italia diseguale e povera per fare una vita migliore in altri Paesi, come nel caso del Brasile". Così Antonella Rita Roscilli, che su iniziativa di Fabio Porta, deputato Pd eletto in Sud America, ha presentato il 24 giugno alla Camera il suo libro "Zélia Gattai e a Imigração Italiana no Brasil entre os séculos XIX e XX" (pubblicato dalla casa editrice dell'Università Federale di Bahia, Edufba). Il libro illustra la biografia completa della celebre scrittrice brasiliana di origini italiane, ripercorrendo la sua vita dall'infanzia e adolescenza a São Paolo fino alla sua unione con il famoso scrittore Jorge Amado, di cui fu moglie per 56 anni. Zélia Gattai, figlia e nipote di emigranti italiani, ha conservato per tutta la vita i valori e le tradizioni dei suoi antenati, divenendo una rinomata memorialista. Il libro dedica il primo capitolo all'emigrazione italiana e ad alcuni episodi significativi, come quello degli "Schiavi Bianchi" e della Colônia Cecília, riscattando anche la memoria di personaggi dimenticati, tra cui l'italiano Oreste Ristori. "Il volume sarà tradotto presto in italiano e ne sono molto felice" annuncia l'autrice, ricordando come "all'interno c'è un capitolo iconografico dedicato agli emigranti". La presentazione si tiene nell'ambito nelle celebrazioni del 150° anniversario dell'emigrazione italiana in Brasile, promosse anche in Italia dal deputato Porta, eletto dalle comunità italiane dell'America Meridionale e presidente della Sezione di Amicizia Interparlamentare Italia-Brasile, per dare valore ai profondi legami storici e culturali che uniscono i due Paesi. Renato Mosca de Souza, ambasciatore del Brasile in Italia, ha definito Zélia "un'icona brasiliana", sottolineando la sua lotta per l'uguaglianza e la giustizia sociale. "Una storia importante, che vogliamo raccontare nell'arco dei 150 anni di immigrazione italiana in Brasile: il 2024 vuole essere anche l'occasione per riscattare storie, biografie, come quella di Zélia Gattai, che si incrociano in maniera emblematica con la storia della nostra emigrazione, a partire dai movimenti anarchici, socialisti, sindacali della fine dell'Ottocento" ha sottolineato Porta, aggiungendo che "Zélia si inserisce nella grande storia artistica, letteraria, culturale del Brasile di oggi. Una storia che noi vogliamo contribuire a divulgare, promuovendo ad esempio la traduzione in italiano dei libri di Antonella Rita Roscilli, oggi senza dubbio la più importante biografa di questa scrittrice di origine italiana".
(© 9Colonne - citare la fonte)





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