Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Danilo Dolci,
''Racconti siciliani''

Libri
Ogni settimana uno scaffale diverso, ogni settimana sarà come entrare in una libreria virtuale per sfogliare un volume di cui si è sentito parlare o che incuriosisce. Lo "Speciale libri" illustra le novità delle principali case editrici nazionali e degli autori più amati, senza perdere di vista scrittori emergenti e realtà indipendenti. I generi spaziano dai saggi ai romanzi, dalle inchieste giornalistiche, alla storia e alle biografie.

Danilo Dolci, <br> ''Racconti siciliani''

DANILO DOLCI, “RACCONTI SICILIANI” 

In occasione del centenario della nascita di Danilo Dolci, uomo di svolta epocale nelle questioni sociali, considerato il Gandhi italiano, che negli anni Cinquanta spinse intellettuali e giornalisti a guardare finalmente al mondo degli ultimi, la rilettura dei suoi racconti, arricchiti con una Introduzione inedita di Franco Lorenzoni, rivela l’attualità e la necessità di un messaggio da affidare alle nuove generazioni. “Racconti siciliani” è edito da Sellerio, (postfazione di Giuseppe Barone, con uno scritto di Carlo Levi). “Questo libro comprende alcuni racconti più significativi che ho raccolto dal 1952 al 1960 tra la povera gente di quella parte della Sicilia in cui operiamo. Ho scelto i meglio leggibili badando a non sforbiciare liricizzando, temendo soprattutto che la scoperta critica, il fondo delle reazioni di chi legge, rischino di dissolversi in godimento estetico: tanto sono espressive, belle direi, alcune di queste voci”. Forse è tempo di una renaissance di Danilo Dolci, della sua lezione di metodo, dopo la clamorosa attenzione risvegliata nei suoi contemporanei e la parziale dimenticanza degli ultimi anni.  Partiva dal presupposto, arduo allora come oggi, che per conoscere i poveri bisognasse vivere come loro, condividerne i bisogni materiali e la condizione spirituale; e che per far conoscere i poveri bisognasse render loro la voce. Era ciò che chiamava «l’inchiesta»: la bocca dei piccoli che parla. E fece scoprire, come spiegava Carlo Levi nel brano riportato a introduzione del volume, «la forza dei piccoli: l’immensa energia che si libera nel momento stesso in cui l’esistenza si realizza per la prima volta e prende, per la prima volta, coscienza di sé».  Sono «inchiesta» questi racconti. Voci, vite vissute. Esse coprono tutto il ventaglio della stratificazione sociale della Sicilia arretrata di allora, dal cacciatore raccoglitore di conigli anguille e verdure, all’ultima principessa; e ci giungono in prima persona con effetto straniante dall’estremo lembo di un interminabile feudalesimo sul punto di fuoriuscire dalla storia. Documento di un passato prossimo inverosimile. Ma offrono anche il piacere letterario dell’opera di un poeta, quale Dolci era, che, per quanto tema lo smarrimento del lettore «in godimento estetico», non riesce a non soffermarsi beatamente nell’incanto di personaggi che sanno rappresentare il dolore di storie vissute in sogni magnifici di armonia con il tutto. Danilo Dolci (Sesana, 1924-Trappeto, 1997), dopo l’esperienza di Nomadelfia, «la città dove la fraternità è legge», venne a Trappeto vicino a Trapani, iniziando un’instancabile attività di animazione sociale. Tra le sue opere: Spreco (1960), La struttura maieutica e l’evolverci (1996). Con questa casa editrice: Racconti siciliani (2008, 2024), Banditi a Partinico (2009), Processo all’articolo 4 (2011) e Inchiesta a Palermo (2013). (Roc)

FRANCESCO TONIOLO SVELA LA GAME CULTURE 

C’è davvero chi ancora crede che i videogame siano solo giochi per pochi appassionati? O chi pensa che i giocatori siano tutti teenager introversi chiusi nelle loro camerette? Negli ultimi anni l’universo del gaming – con i suoi prodotti, i suoi personaggi e i suoi consumatori – è molto cambiato. Oggi è un mercato in costante ascesa, con storie e protagonisti che ritroviamo anche al cinema o sulle piattaforme video e con sempre più persone – di ogni genere ed età – che giocano in tutto il mondo, e non più solo su pc o console, ma sempre più spesso sui propri smartphone. Con “Game Culture.Luoghi non comuni del videogioco” (Il Mulino) ecco dunque un libro che scardina luoghi comuni e preconcetti e fa il punto su cosa sia per davvero il gaming – in Italia e nel mondo – e su cosa potrebbe diventare in un prossimo futuro. Francesco Toniolo insegna all’Università Cattolica del Sacro Cuore e alla NABA di Milano. Ha pubblicato numerosi saggi, articoli accademici e capitoli di libri, principalmente sulla cultura del videogioco. Collabora con «FinalRound.it» e «La lettura delle ragazze e dei ragazzi»; ha una rubrica su «Libertà». (Roc)


VIAGGIO NELL’EUROPA CHE AFFRONTA IL CAMBIAMENTO CLIMATICO 


Dalle Azzorre alle Svalbard, un viaggio attraverso i due estremi del nostro continente alla scoperta di un’Europa che combatte, si adatta e si trasforma per far fronte ai grandi cambiamenti ambientali e sociali del nostro tempo. La Corrente del Golfo, elemento chiave del clima europeo, capace di riscaldare terre altrimenti coperte dai ghiacci e di portare pioggia dal Portogallo fino alla Russia, si sta progressivamente indebolendo. Se rallentasse ulteriormente, la Gran Bretagna finirebbe per assomigliare alla Siberia, le precipitazioni si ridurrebbero, il deserto avanzerebbe nel Sud, le foreste, l’agricoltura e le zone umide verrebbero minacciate in tutto il continente. Come stanno reagendo le comunità, le città, gli ecosistemi a questa trasformazione che mette a rischio la loro stessa sopravvivenza? Nel libro di Lorenzo Colantoni, “Lungo la corrente. Viaggio nell'Europa che affronta il cambiamento climatico” (edito da Laterza)scopriremo un’Europa che cambia, che si adatta e si trasforma: dalle comunità nate con il petrolio scozzese che si convertono alle rinnovabili fino a quelle di giovani spagnoli che tornano nelle terre dei padri, sperimentando una agricoltura sostenibile. Ad accompagnarci saranno ex pescatori che ora contribuiscono alla ricerca sulle balene, minatori coinvolti nella rinaturalizzazione di vecchi siti industriali, cacciatori che proteggono la foresta e i suoi abitanti con tecniche vecchie di secoli. Un libro di viaggio – a piedi, in treno e in barca a vela – attraverso sei paesi, alla scoperta dell’Europa che non aspetta l’apocalisse del cambiamento climatico ma si sta attrezzando per affrontare le trasformazioni che sono già avvenute e quelle che stanno avvenendo.  Lorenzo Colantoni, giornalista ambientale con numerose esperienze sul campo in Africa subsahariana, America Latina, Asia ed Europa, collabora, tra l’altro, con “The Guardian” e “Corriere della Sera”. Si occupa di crimini ambientali, geopolitica della transizione energetica e impatto delle questioni ambientali sulla cultura e sulla società mondiale. È consulente per agenzie ONU quali UNICRI e UNODC e ricercatore dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) dal 2015. È regista di diversi documentari tra cui Habitat, dedicato alla conservazione degli ultimi ecosistemi pristini d’Europa, e L’eco dei ghiacciai, sulla ricerca legata al cambiamento climatico alle Svalbard. Per Laterza è autore di Ritorno alle foreste sacre (2022). (


IL MARGINE E SCUOLA HOLDEN PRESENTANO “POINT OF VIEW”

In un mondo dove il potere è nelle mani dei giovani sotto i 22 anni, questi non hanno più intenzione di avere a che fare con i boomer e hanno deciso che tutti i luoghi pubblici devono essere divisi tra spazi accessibili ai giovani e spazi dedicati agli adulti. Ma gli adulti, stanchi di essere esclusi dal dibattito politico e sociale, si ribellano, organizzando una rivoluzione che rovescerà il governo dei giovani. Questo lo spunto da cui prende avvio “I giovani non capiscono niente: POV tra boomer e generazione Z”, la prima uscita della nuova collana POV (point of view) frutto della collaborazione tra Il Margine (marchio editoriale Erickson) e Scuola Holden: una serie di pamphlet che, attraverso una narrazione comico-distopica e alternando racconti di fantasia e approfondimenti, affrontano alcuni dei temi più divisi dell’attualità. Ciascuna uscita ospita l’analisi di due punti di vista volutamente opposti attraverso storie scritte da autori e autrici della Scuola Holden: racconti per imparare ad argomentare il proprio punto di vista smontando luoghi comuni e montando dialoghi costruttivi. Ogni capitolo sviluppa un tema specifico e comincia con un racconto, cui seguono le analisi dei due punti di vista polarizzati (POV zoomer e POV boomer), una sintesi sopra le parti (ZOOM out) e spunti pratici per avviare un dibattito: lettori e lettrici si esercitano così a guardare le cose da una prospettiva diversa, a comprendere le ragioni dell’altro, ad aprire la mente coltivando la curiosità e, soprattutto, a esporre con intelligenza e ascolto il proprio POV. In questa prima uscita in arrivo il 6 settembre, con il contributo di Guido Vitiello - la cui visione integra ciascun racconto arricchendo, ramificando e complicando (o forse pacificando) il conflitto generazionale -, è il rapporto tra giovani e boomer a essere posto sotto lente di ingrandimento, attraverso temi come l’inclusione, i social media, il potere degli influencer, il lavoro e l’educazione sentimentale.  La seconda uscita, in arrivo a novembre con il contributo di Yasmina Pani, sarà Ci mancava solo la Schwa: POV tra inclusivi e scettici. *Scuola Holden, scuola di storytelling fondata nel 1994 a Torino. Dal 2019 è attivo Academy, il primo corso di laurea triennale in scrittura in Italia parificato ai DAMS. Guido Vitiello (1975) scrive per «Il Foglio» e per «Internazionale». Ha collaborato con il «Corriere della Sera» e «Il Sole 24 Ore» («IL Magazine»).  Insegna materie cinematografiche alla Sapienza di Roma. Ha scritto numerosi libri, tra gli altri, Una visita al Bates Motel (2019) e Il lettore sul lettino (2021). (Roc)

 

NATAN MONDIN RACCONTA LA VIA COREANA 


“Controllo il nodo della cravatta riflesso sul vetro della finestra, stretto nel mio completo migliore, improvviso una smorfia che vorrebbe somigliare a un sorriso mentre mi accingo a ballare il Gangnam Style insieme ai miei colleghi. Seduto davanti a noi c’è uno degli uomini più potenti della Repubblica di Corea”. Inizia così il viaggio di Natan Mondin in una delle maggiori organizzazioni governative della Corea del Sud, raccontato nel libro “La via coreana. Come la Corea del Sud sta conquistando l'Occidente”, in libreria dal 3 settembre per Utet.   Il suo compito è quello di costruire un ponte per gli investitori italiani, diffondere le eccellenze, esportare il sogno coreano. Come lui ce ne sono in ogni paese. È solo una delle tante pedine del piano di Seul.  Storicamente schiacciati tra la Cina e il Giappone, e con l’opprimente regime del Nord sulla soglia di casa, i cittadini coreani hanno covato un sentimento di rivalsa e frustrazione, che li ha spinti in un’ambiziosa rincorsa verso il progresso. Ossessionata dalla propria reputazione, da anni ormai la Corea del Sud ha intrapreso un piano per cambiare la propria immagine planetaria. Dopo l’espansione delle sue aziende, che contano ormai numerose grandi multinazionali come Hyundai o Samsung, Seul si è oggi trasformata in un entusiasmante esportatore di prodotti culturali: film premiati agli Oscar come Parasite o serie tv da milioni di spettatori come Squid Game, band musicali osannate ovunque come i bts, fumetti letti da milioni di adolescenti sul cellulare... Per non parlare del cibo o della moda. Un fenomeno talmente pervasivo da richiedere un termine specifico, hallyu, ovvero la new wave coreana. La fortuna globale della Corea tuttavia non è dovuta solo a un florido connubio di intelligenze eccezionali, bensì a un piano politico di soft power elaborato dalli classi dirigenti. Dalla storia alle contraddizioni sociali, dal boom culturale ai rapporti personali, Natan Mondin ci guida attraverso il “paese del calmo mattino”, lungo la sfavillante via coreana, alla scoperta della società più vitale del pianeta. (L’autore, nato a Milano nel 1978, dopo la laurea in Economia ha lavorato in diversi ambiti per grandi gruppi multinazionali. Per quattordici anni si è occupato di promozione delle relazioni commerciali fra Italia e Repubblica di Corea. Ha scritto di realtà economica e culturale coreana per “Linkiesta” e “il Giornale” e alcuni suoi racconti sono comparsi su riviste letterarie, tra le quali “Nuovi Argomenti” e “’tina”. (Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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