Roma, 18 mar - "Stamattina Mario Draghi ha rilanciato il suo piano per la competitività che, alla luce di quello che è accaduto negli ultimi mesi, non solo è sempre attuale ma diventa un piano industriale per una nuova Europa che deve riuscire ad essere sempre più autosufficiente, a trovare un proprio posizionamento in una situazione geopolitica, che ci piaccia o non ci piaccia, profondamente cambiata dopo l'elezione di Trump negli Stati Uniti". Così Beatrice Lorenzin, senatrice Pd, nel giorno in cui Palazzo Madama ha ospitato l'audizione dell'ex premier sul Rapporto sul futuro della competitività europea e le comunicazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. "Quindi Draghi - aggiunge - ci dice più Europa, innanzitutto: serve fare questo salto di qualità su un'Europa politica e un'Europa che sappia essere anche protagonista della politica estera. Questo poi per fare cosa? Per fare le piattaforme digitali di cui abbiamo bisogno e che devono essere europee, rafforzare i sistemi regolatori e permettere alle nostre imprese di essere competitive rispetto alle imprese cinesi e americane nel nostro paese aumentando la domanda interna, che rappresenta un grande problema che ha spostato gli investimenti tutti sull'export. L'obiettivo è aumentare la domanda e rendere il nostro mercato più capace di consumare i prodotti che produciamo, più confortevole per le aziende europee". Secondo la senatrice Dem "nello stesso momento dobbiamo lavorare sui salari, quindi sull'innalzamento della qualità della vita degli europei e così garantire la sostenibilità dei sistemi di welfare. Draghi non ha ecclissato il momento storico che stiamo vivendo, cioè il tema della difesa - sottolinea Lorenzin - dicendo che ovviamente ci vuole una difesa comune europea che necessita di un rafforzamento politico e di un debito comune, che i Paesi a rischio debito difficilmente possono espanderlo ancora di più, quindi bisognerà tenere insieme tutte queste politiche. Draghi ci offre una visione che porta il futuro attraverso l'Europa, per non essere marginali ed emarginati nel mondo. Non è facile, ci vorrà un lavoro diverso da parte di tutti". La parlamentare rileva invece che "dall'altra parte la Meloni ha cominciato il suo intervento in un modo un po' spiazzante: da un lato ha detto che rispetto ai dazi di Trump noi non dobbiamo mettere dazi: una posizione piuttosto sorprendente rispetto a chi fa parte di chi deve decidere, sia in Commissione sia nel Consiglio, considerando che ancora purtroppo abbiamo la regola dell’unanimità. Cosa significa non mettere i dazi? Significa di fatto subire completamente le decisioni Trump, anche dal punto di vista negoziale". "Sinceramente - afferma Lorenzin - al di là delle ragioni che ci possono essere è un po' difficile comprendere questa posizione, in questo modo così netto, prima di una negoziazione comune. Il secondo elemento è che a fronte del ricordo del sacrificio del popolo ucraino e della posizione presa dall'Italia in questo senso durante il governo Draghi e da lei supportata all'opposizione, Meloni prende atto delle decisioni assunte da Trump senza considerare il vero tema: come proteggiamo il popolo ucraino da una nuova invasione, come si garantisce la sicurezza e qui ha nettamente rifiutato qualsiasi altro tipo di ipotesi. Quindi la sua sembra una posizione molto critica nei confronti delle decisioni della Commissione europea, a fronte poi di quale alternativa non si sa se non accettare il pacchetto del ridisegno geopolitico fatto da Trump. Sicuramente questa Europa disegnata dalla Meloni non è un'Europa protagonista, non è un'Europa che acquista e acquisisce spazi di autonomia". "Io - conclude Lorenzin - sono una filo atlantica da sempre, ma non siamo noi che abbiamo discusso o stiamo mettendo in discussione il sistema di amicizia profonda e di partnership che abbiamo con gli Stati Uniti. È Trump che passa un giorno sì e l'altro pure a insultare gli europei, a dargli degli scrocconi. Quindi questa è sicuramente una ferita su cui dobbiamo tutti lavorare per ricucire, sperando anche in una prossima amministrazione americana un disegno diverso". (PO / Roc) ////
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