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Giustizia e IA, dibattiti all'IIC di Amburgo

Giustizia e IA, dibattiti all'IIC di Amburgo

Si conclude lunedì 24 novembre  alle 19 il ciclo di conferenze su "Giustizia e intelligenza artificiale" organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo e dedicato al diritto e alle sue applicazioni in diversi ambiti culturali ed economici.

Nella prima conferenza tenuta dall’avv. Christian de Haan il 29 settembre scorso si sono trattati gli aspetti giuridici della fondazione di una start up in Italia e in Germania; a seguire, il 13 ottobre, si è tenuta la conferenza a cura dell’avv. Vanessa Lettieri intitolata “L’importanza del ruolo degli interpreti e dei traduttori nei processi penali con alloglotti”. L’incontro di lunedì 24 novembre sarà dedicato ad un tema di grande attualità, cioè al rapporto tra l’amministrazione della giustizia e l’uso dell’intelligenza artificiale, e si terrà in italiano con traduzione simultanea e consecutiva in tedesco.

 

La partecipazione all’evento organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo è gratuita, ma è necessario effettuare la prenotazione tramite il portale Eventbrite: Justiz_und_KI.eventbrite.de.

 

La digitalizzazione e l’intelligenza artificiale stanno trasformando sempre di più tutti gli ambiti della vita e del mondo del lavoro. Tra i settori maggiormente coinvolti vi sono, ad esempio, la circolazione stradale, la comunicazione, la medicina e l’organizzazione del tempo libero.

Particolari sfide si manifestano nell’ambito del possibile utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’amministrazione della giustizia ed in particolare della giurisprudenza, perché proprio il settore della giustizia è caratterizzato in tutta Europa da una enorme vis inertiae, tanto che gli sforzi per la digitalizzazione e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale non sembrano aver fatto ancora molti progressi.

Tra i diversi dibattiti in materia c’è indubbiamente quello relativo ai vantaggi e agli svantaggi dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella giustizia. Attualmente, infatti, vi sono due orientamenti: da una parte, vi sono i sostenitori dell’intelligenza artificiale, dall’altra i critici. Secondo i primi, le nuove tecnologie offrono sicuramente notevoli benefici e, di conseguenza, con le stesse si potrebbe non solo realizzare un’efficiente collaborazione uomo-macchina, ma anche ridurre il carico di lavoro dei giudici e rimediare all’immobilismo giudiziario. Ma al contempo c’è chi guarda con incertezza e anche timore a una possibile svolta tecnologica di ampia portata nel mondo della giustizia e delle professioni legali: da un lato, per varie disfunzioni applicative dell’intelligenza artificiale sul piano etico quando si tratta di assumere decisioni sulle persone, dall’altro, per il timore che un’eccessiva digitalizzazione della giustizia possa in qualche modo intaccare il fattore umano. Quello che è certo è che ci troviamo di fronte a quello che Heidegger definiva come una vera e propria “Kehre” (ovvero, “svolta”), che, però, ci si augura avvenga nel pieno rispetto della tutela dei diritti e della centralità della decisione umana. (red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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