Roma, 13 gen — “L’Italia è una nazione di qualità e non di quantità, e il dato che mi interessa di più è quanto cresca la spesa dei turisti sui nostri territori e nelle nostre comunità”. Lo ha detto la ministra del Turismo Daniela Santanchè intervenendo a un convegno sul turismo in Senato. “Non abbiamo bisogno di un turismo predatorio – ha aggiunto – perché crea una frattura tra residenti e visitatori, che vengono vissuti come soggetti che portano caos senza valore aggiunto. Noi siamo la nazione più bella del mondo, abbiamo tutto, ma serve un turismo che lasci ricchezza diffusa”. Santanchè ha sottolineato come i dati confermino la direzione delle politiche adottate: “Oggi, grazie a Dio, la spesa turistica complessiva a fine anno è aumentata del 7%, parliamo di miliardi. Questo significa che la strategia sta funzionando”. La ministra ha però rivendicato un approccio prudente nell’attribuzione dei meriti: “Non voglio arrogarmi risultati che non sono miei o solo di questo governo. I meriti più grandi sono degli imprenditori e dei lavoratori del turismo, che dopo il Covid hanno avuto cuore e ragione, hanno resistito e sono stati capaci di ripartire”. Un passaggio centrale dell’intervento è stato dedicato al cambiamento della domanda turistica. “Siamo sicuri di sapere davvero chi è il turista che oggi viene in Italia? Conosciamo fino in fondo i suoi bisogni e le sue richieste?”, ha domandato Santanchè, annunciando il forum internazionale sul turismo in programma il 23 e 24 gennaio a Milano, allo Stadio del Ghiaccio, “proprio per mettere l’accento sulla necessità di capire chi è il turista di oggi”. “La narrazione delle spiagge vuote della scorsa estate non ha colto un aspetto fondamentale – ha spiegato –: il turista è cambiato. Anche se prende l’ombrellone, non va più tutti i giorni in spiaggia. Vuole scoprire le aree interne, i ristoranti, le fattorie, i locali dietro le coste. È un turismo diverso, che cerca esperienze”. Un cambiamento accelerato dal periodo post-pandemico: “Dopo il Covid è cresciuto moltissimo il turismo all’aria aperta. Le persone preferiscono stare fuori piuttosto che chiuse dentro: lo vedo anche a Milano. Questo impone a tutti noi di ripensare l’offerta e governare il turismo puntando sulla qualità”, ha concluso la ministra.
(PO / Sis)
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