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Agricoltura, alla Camera focus sulla Xylella con Enzo Lavarra

Roma, 13 gen - “La distruzione di ettari e di milioni e milioni di olivi in Puglia non è soltanto un caso pugliese, ma deve essere da monito per le prospettive che dobbiamo costruire. Intanto mettere nell'angolo ogni tipo di negazionismo, che purtroppo è stato una causa importante di cattiva informazione, di cattiva gestione di quel cortocircuito che si è generato tra i livelli istituzionali”. Così Maria Chiara Gadda, deputata Italia Viva, che alla Camera ha promosso la presentazione del libro di Enzo Lavarra, “La Xylella. Distruzione e rinascita degli olivi” (Rubbettino). “E poi è importante – aggiunge la parlamentare, vicepresidente della Commissione Agricoltura- ripercorrere le prospettive, perché attraverso il coordinamento della ricerca e l'attuazione di politiche e di investimenti, di un piano strategico nazionale dell'olivicoltura, è possibile costruire una prospettiva che possa partire dalla diversificazione produttiva, quindi olivi e non solo, ma anche superando le tante criticità che nel territorio pugliese, nelle aree interne del nostro paese ancora ci sono e sono stata una concausa della diffusione di questo fenomeno, a partire dalla frammentazione produttiva. Quindi dobbiamo andare nella direzione di politiche di aggregazione, di organizzazione di produttori, sia negli strumenti nazionali che in quelli regionali e soprattutto nelle politiche europee”.

“Noi – spiega l’autore - abbiamo le prove che ci sono alcune cultivar (ovvero una specifica varietà di pianta selezionata dall'uomo per caratteristiche desiderabili, come gusto, resa o resistenza, ndr) che definiamo resistenti, che possono certamente contrarre il patogeno, ma senza produrre il dissecamento. Quindi bisogna incoraggiare la scienza a trovare nuove cultivar e a ricercare il cosiddetto miglioramento genetico della pianta. E la ricerca è già molto avanti in questa direzione, quindi io credo che si possono riaprire prospettive di quella che chiamiamo rigenerazione olivicola e armorea”. Giorgio Mercuri, presidente Confcooperative Puglia, sottolinea invece che “innanzitutto bisogna capire che siamo in un momento in cuo sostanzialmente il mercato chiede olio italiano, e quindi sia il mercato nazionale che internazionale hanno bisogno di olio italiano, quindi ci sono le prospettive per avere un futuro importante per i nostri produttori. L'altro aspetto è quello di riuscire quanto prima a reimpiantare tutte quelle aree dove abbiamo avuto il problema della xylella, con varietà resistenti e tolleranti, e qui ci sta dando una grossa mano la comunità scientifica. Rispetto a tutto questo bisogna anche ragionare su una visione diversa del passato, cioè dobbiamo avere una visione che ci porta ad aggregare le nostre piccole aziende, piccolissime aziende di quei territori, facendo sì che la frammentazione venga eliminata attraverso anche un modello nuovo di cooperazione: noi stiamo spingendo molto sulle cooperative di conduzione (dove il proprietario conferisce il terreno anziché conferire il prodotto, ndr) che sono la soluzione per quella che può essere una prospettiva per l’agricoltura, soprattutto salentina”. (PO / Roc)

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