Si è svolto nella città di Mar del Plata, centro del turismo argentino nel pieno dell’estate australe, un nuovo incontro del “Caffè Macchiato”, iniziativa della Lega delle Donne Italiane in Argentina dedicata all’approfondimento di temi legati alla storia e alla cultura italiana da un punto di vista originale. Lo scorso fine settimana, il tema centrale è stato il Risorgimento. «L’obiettivo della Lega è sempre stato quello di rivendicare la figura femminile nella comunità italiana. Venticinque anni fa, quando nacque l’organizzazione, lavoravamo molto sul ruolo e sull’influenza che ebbero le donne nel processo di immigrazione in Argentina; ora però abbiamo deciso di ampliare il panorama a molte altre situazioni», spiega a 9Colonne Irma Rizzuti, presidente della Lega delle Donne Italiane in Argentina e Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia. «Cerchiamo temi che siano di interesse, nell’attualità, per le nuove generazioni, le giovani che si uniscono al nostro lavoro e che magari non hanno una nozione profonda di ciò che fu l’emigrazione e della nostalgia che essa comporta per noi. Sono però fortemente interessate a questa storia appassionante che ha avuto l’Italia come culla della civilizzazione occidentale. Da qui la scelta del Risorgimento per questo primo incontro, mettendo sempre in risalto la figura femminile, in questo caso rappresentata da Anita Garibaldi, che fu davvero un pilastro importante in questa impresa, insieme ad altre donne legate al pensiero e all’intellettualità». La riunione, svoltasi presso la Federazione delle Società Italiane di Mar del Plata, ha visto la partecipazione di María Teresa Straface, con un intervento sull’Italia prima del Risorgimento; Fabián Palermo, che ha affrontato il tema dell’arte e dell’architettura dell’epoca; Marina Artese Grillo, con una riflessione sulla letteratura risorgimentale; la Cav. Liliana Brusca, che si è soffermata sul ruolo delle donne e in particolare sulla figura di Anita Garibaldi; Victoria Cichitti, con un intervento sull’opera nel Romanticismo italiano; Mariel Pitton Straface, che ha proposto una riflessione sulle danze popolari; e Liliana Scarcella, con un’esegesi dell’inno di Mameli. «Le reazioni del pubblico accompagnano le variazioni tematiche e le proposte delle relatrici», racconta Rizzuti. «Lavoriamo sui dialetti che si parlavano prima dell’Unità, sulla danza, facendo anche ballare al pubblico qualche polka, qualche mazzurca o qualche valzer, che erano i balli popolari nelle società italiane di allora; lavoriamo sull’architettura, sul ruolo delle donne, su intellettuali come Mazzini e Cavour. Ma il pubblico ha espresso la sua massima emozione quando abbiamo introdotto il tema dell’opera: quando si nominano Verdi o Puccini, è inevitabile che si innalzi quasi spontaneamente il canto corale del Va’ pensiero. Abbiamo fatto un’esegesi dell’inno di Mameli, che, dopo una spiegazione del suo contenuto, il pubblico ha cantato insieme a noi. L’emozione dei partecipanti è stata presente durante tutto l’incontro», conclude. La Lega prevede ora nuovi incontri a luglio, in cui si intrecciano le storie del tango argentino e dei migranti italiani, e molte altre riflessioni sull'incontro tra due culture così vicine nonostante la distanza. (Fel - 30 gen)
(© 9Colonne - citare la fonte)



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