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direttore Paolo Pagliaro

Ale e Franz tornano con 'Capito l’ho'

Teatro
Dai palchi più prestigiosi agli spettacoli di provincia, lo "Speciale teatro" presenta ogni settimana le novità in cartellone in giro per l'Italia. Tra classici della commedia e della tragedia, opere, One man show, cabaret e "prime", le rappresentazioni teatrali vengono anticipate attraverso una descrizione sintetica dello spettacolo, della sua scenografia e dei suoi autori e interpreti, oltre a un piccolo vademecum con le date e gli orari.

Ale e Franz tornano con 'Capito l’ho'

Ale&Franz, il duo comico italiano per eccellenza, torna a teatro con un nuovo originale spettacolo che ne ripercorre la trentennale carriera, affiancando ai loro personaggi più iconici e surreali nuovi ospiti disposti ad entrare nel loro strambo universo con l'ironia che da sempre li contraddistingue. La coppia rilancia e raddoppia con un lavoro che confonde le carte e segna l'inizio di una nuova era. Un ennesimo “CAPITOL’HO” della loro storia. Unica costante? Sarà il pubblico a scoprirlo. Queste le prossime date del tour: 2 febbraio 2026 - Teatro Galleria (Legnano, MI); 4 febbraio 2026 - Teatro Donizetti (Bergamo); 5–6 febbraio 2026 - Teatro Cavour (Imperia); 10–11 febbraio 2026 - Teatro Nuovo Giovanni da Udine (Udine); 12 febbraio 2026 - Teatro Pier Paolo Pasolini (Casarsa della Delizia, PN); 13–14 febbraio 2026 - Teatro Toniolo (Mestre, VE);19 febbraio 2026 - Teatro Alessandrino (Alessandria); 20–21 febbraio 2026 - Politeama Genovese (Genova); 22 febbraio 2026 - Teatro Comunale (Ventimiglia, IM); 24 febbraio 2026 - Teatro Accademia (Conegliano, TV); 25 febbraio 2026 - Teatro Orazio Bobbio (Trieste); 27 febbraio 2026 - Teatro Sociale Cajelli (Busto Arsizio, VA); 28 febbraio 2026 - Teatro Sociale (Bellinzona, CH); 3 marzo 2026 - (Biella); 5 marzo 2026 - Auditorium Paganini (Parma); 6 marzo 2026 - Teatro Dis_Play (Brescia); 10 marzo 2026 - Teatro dei Fluttuanti (Argenta, FE); 11–12 marzo 2026 - Auditorium Concordia (Pordenone); 13 marzo 2026 - Teatro Dino Buzzati (Belluno); 17 marzo 2026 - Teatro Sociale (Como); 18 marzo 2026 - Teatro Intred (Varese); 19 marzo 2026 - Teatro Condominio Vittorio Gassman (Gallarate, VA); 22 marzo 2026 - Auditorium Santa Chiara (Trento); 23 marzo 2026 - Teatro Fraschini (Pavia); 24 marzo 2026 – Teatro Ariston (Acqui Terme, AL). La regia è di Alberto Ferrari, lo spettacolo è scritto da Francesco Villa, Alessandro Besentini, Alberto Ferrari e Antonio De Santis.  (red Gil)

CATANIA, IN SCENA LA RIGENERAZIONE DI SVEVO DIRETTA DA VALERIO SANTORO

 Al Teatro Verga dello Stabile di Catania, dal 3 all’8 febbraio, va in scena La rigenerazione, ultimo lavoro teatrale di Italo Svevo, scritto tra il 1926 e il 1927, portato oggi in scena dal regista Valerio Santoro. Lo spettacolo (produzione del Teatro Biondo di Palermo e Teatro Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia), restituisce al pubblico uno dei testi più raffinati del grande autore triestino. Una commedia pungente e di straordinaria attualità che affronta con ironia e profondità una delle grandi ossessioni dell’uomo moderno: la paura della vecchiaia e il desiderio di ringiovanire. Svevo interroga il rapporto tra individuo e tempo, i limiti della scienza e l’illusione di poter fermare la decadenza fisica e morale, evocando in chiave grottesca il mito faustiano. Protagonista dello spettacolo è Nello Mascia, che interpreta Giovanni Chierici, anziano e inquieto, deciso ad affidarsi alla medicina moderna per recuperare giovinezza e vitalità. Attorno a lui si muove un cast corale che dà corpo a un universo umano fragile e contraddittorio, sospeso tra sarcasmo, malinconia e comicità feroce. Accanto a Mascia, in scena Roberta Caronia, Matilde Piana, Alice Fazzi, Nicolò Prestigiacomo, Massimo De Matteo, Mauro Parrinello, Roberto Burgio e Roberto Mantovani, interpreti di una scrittura teatrale che intreccia analisi psicologica, e riflessione esistenziale. La regia di Valerio Santoro, fedele alla finezza letteraria del testo originale, restituisce tutta la modernità della scrittura sveviana, confermando La rigenerazione come un classico capace ancora oggi di parlare al presente. (red)

AD AGRIGENTO OTELLO DI SHAKESPEARE CON LA REGIA DI GIORGIO PASOTTI

Grandi interpreti e un appuntamento da non perdere al Teatro Pirandello di Agrigento. Sabato 31 gennaio alle ore 21.00 e domenica 1 febbraio alle ore 17.30 andrà in scena Otello di William Shakespeare, con la drammaturgia di Dacia Maraini e la regia Giorgio Pasotti. Sul palco un cast d’eccezione, Giacomo Giorgio, Giorgio Pasotti, Claudia Tosoni, Gerardo Maffei, Diego Migeni, Salvatore Rancatore, Andrea Papale, Dalia Aly. Domenica 1 febbraio, al termine della replica pomeridiana, si riaprirà il sipario per l’ormai consueto faccia a faccia tra gli artisti e il pubblico condotto da Domenico Vecchio. Un momento speciale, fortemente voluto dal Direttore Artistico del Teatro Pirandello, Roberta Torre per scoprire retroscena, aneddoti ed emozioni che si celano dietro ogni spettacolo, raccontati dalla viva voce dei protagonisti. Giorgio Pasotti si interroga sulla forza di questo grande classico che riesce, ancora oggi, a parlare alle giovani coscienze, a mostrare, senza mediazioni tecnologiche, il dolore e lo sgomento per le vite non rispettate. “Dopo un tempo così lungo quest’opera ci mette ancora di fronte a una realtà malata e incattivita - dice Pasotti - l’Otello è tragicamente attuale. Proveremo a parlare alla generazione di oggi con una compagnia di giovani attori di straordinario talento, parleremo di quello che accade tutti i giorni con le parole di quattro secoli fa, parole forti, senza tempo, che raccontano la storia di una donna che ha avuto il coraggio di fare la sua scelta in una società che, come quella in cui viviamo, temeva diversità e differenza e ne ha dovuto pagare la funesta conseguenza. Un punto di vista poco frequentato, ma che restituisce al dramma una incredibile, cruda modernità”.(red)

ARRIVA A ROMA “SISSI L’IMPERATRICE” CON FEDERICA LUNA VINCENTI

Dopo aver attraversato l’Italia e conquistato pubblico e critica, Sissi l’imperatrice arriva a Roma fino al 1° febbraio al Teatro India. Lo spettacolo è scritto e diretto da Roberto Cavosi e interpretato da Federica Luna Vincenti, candidata come migliore attrice protagonista ai Nastri d’Argento e al Globo d’Oro per il ruolo di Marta Abba nel film Eterno Visionario di Michele Placido. In scena prende vita il ritratto sorprendente e contemporaneo dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, figura iconica che l’immaginario collettivo conosce come la principessa Sissi. La sua vita non incarna solamente una vera e propria fiaba con tanto di carrozze dorate, gioielli, balli a corte, è anche in realtà l’emblema della lotta di una donna indipendente in contrasto con le convenzioni della sua epoca, la sua storia si mescola a quella di un impero destinato a scomparire, ma che fino all’ultimo mostrerà al mondo i suoi splendori e i suoi artigli. Sissi l’imperatrice è un viaggio teatrale intenso ed emozionante, capace di affascinare e colpire profondamente lo spettatore, che restituisce la complessità di una donna sottratta all’iconografia tradizionale e riportata alla sua dimensione più autentica anche grazie alla pubblicazione dei suoi diari. Ne emerge una figura dirompente e irriverente, di straordinaria forza e attualità.  Figura carismatica e ribelle, anticonformista, perennemente in lotta con sé stessa e con la realtà che la circondava: imperatrice anti-imperialista, vicina alle masse operaie, alle minoranze etniche, contraria ad ogni forma di sopraffazione. Anoressica, in eterno lutto per la morte assurda di due dei suoi figli, cerca di esorcizzare il dolore attraverso estenuanti sedute ginniche, con l’infinita cura del suo corpo e la pettinatura dei suoi detestati capelli – “è come se reggessi sul capo un corpo estraneo, sono schiava dei miei capelli”.  Dotata di un feroce sarcasmo, fustigava la Corte asburgica e i nobili – “Una schiatta depravata” – senza mezzi termini. Non lesinava nemmeno a sé stessa tutta l’amara ironia di cui era capace, un modo per nascondere in realtà la sua vulnerabilità, la fragilità della sua anima. Un’anima che cercava in tutti i modi di trovare sollievo rifugiandosi nella poesia: amante di Heine e di Baudelaire, componeva lei stessa poesie. Una personalità incredibilmente sfaccettata e instancabile nella continua e contraddittoria ricerca di cosa poter fare per migliorare il mondo ed allo stesso tempo di come evadere dalla realtà. Forse la sintesi di questa suo duplice aspetto sta nella sua ultima volontà, devolvere ai rifugiati politici ed alle loro famiglie il frutto della vendita postuma dei suoi diari, delle sue poesie, affidando ad una ipotetica anima del futuro tale compito, ma non prima di sessant’anni dal 1890. Un testamento spirituale che, censurato a lungo per le aspre critiche alla Corte Viennese, ha trovato il suo compimento soltanto nel 1980, quando, al momento della prima pubblicazione, i diritti d’autore vennero devoluti al Fondo di Soccorso dell’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati e i proventi nell’edizione successiva vennero donati ad Amnesty International, rispettando così la volontà dell’Imperatrice. (red)

 

 

FRANCESCA REGGIANI IN “TITOLI DI TESTA”

 

Dal 17 al 22 febbraio, Francesca Reggiani torna in scena al Teatro Vittoria di Roma (Piazza di Santa Maria Liberatrice 10) con “Titoli di testa”, un nuovo spettacolo che conferma l’autrice e interprete come una delle voci più autorevoli, lucide e riconoscibili del teatro satirico italiano contemporaneo. Figura centrale della comicità d’autore, capace di attraversare con naturalezza teatro, televisione e scrittura, Francesca Reggiani firma uno stand-up di rara eleganza intellettuale, nel quale l’ironia si fa strumento critico e la risata diventa atto di consapevolezza civile. Titoli di testa raccoglie e rilancia le sue riflessioni sull’universo di oggi, osservato con uno sguardo netto, spietato e insieme profondamente umano. Lo spettacolo azzarda paralleli audaci e illuminanti tra seduzioni pubbliche e private, tra crisi di coppia e crisi istituzionali, restituendo il ritratto di una società in cui i confini si fanno incerti: tra amore e sesso, tra mariti e amanti, tra single e “bingle”; e ancora tra politici, imprenditori, uomini di potere. Un flusso di parole e discorsi che gravitano intorno alle nostre vite, mettendone a nudo contraddizioni e fragilità. Satira sociale e satira di costume si intrecciano in un affresco contemporaneo dove la superficialità è elevata a sistema, l’ignoranza scambiata per spontaneità, le chiacchiere da bar promosse ad avamposti culturali e TikTok assurge a pilastro dell’informazione. In questo scenario, la comicità della Reggiani si impone come gesto di rigore, misura e intelligenza. Titoli di testa procede per folgoranti monologhi e rapide incursioni di personaggi del mondo dello spettacolo e dell’informazione, tutti interpretati dalla stessa Reggiani: nuovi, paradossali maîtres à penser di una società mediatica svuotata di senso e di valori. Una galleria di voci che, attraverso il sorriso, restituisce profondità al pensiero e dignità alla critica. Scritto da Gianluca Giuliarelli, Valter Lupo e Francesca Reggiani, con Nicola Capogna ed Enrica Accascina, Titoli di testa si avvale dei trucchi speciali a cura di Adriano Carboni; le fotografie sono firmate da Andrea Sabatello. Uno spettacolo che unisce precisione linguistica, forza satirica e una visione alta del teatro come luogo privilegiato di riflessione collettiva. Un appuntamento imperdibile con una protagonista assoluta della scena italiana, capace di trasformare l’ironia in uno sguardo etico sul presente. (P.O. red Gil)

AL SISTINA “TI SPOSO MA NON TROPPO”
E voi siete pronti ad innamorarvi di nuovo? Dopo il successo travolgente di Scusa sono in riunione... ti posso richiamare?, ArtistiAssociati presenta un nuovo, imperdibile spettacolo che ridefinisce il concetto di commedia romantica. “Ti sposo ma non troppo” è la nuova commedia scritta e diretta da Gabriele Pignotta con protagonisti Vanessa Incontrada e Gabriele Pignotta, in scena al Teatro Sistina dal prossimo mercoledì 4 a domenica 15 febbraio. “Ti sposo ma non troppo” non è solo una storia d'amore: è uno specchio graffiante e illuminante delle relazioni contemporanee, un testo che intreccia leggerezza e profondità per raccontare le complessità del cuore umano. I protagonisti sono quattro individui che, superati i quarant'anni, si trovano a navigare in acque sentimentali inquiete, in un'epoca in cui nulla è più garantito. Andrea (Vanessa Incontrada) è una donna innamorata e madre devota, sconvolta dal tradimento del marito. Luca (Gabriele Pignotta), fisioterapista divorziato, si barcamena tra l'amore per sua figlia e le illusioni delle app di incontri. Carlotta e Andrea (Siddhartha Prestinari e Fabio Avaro), sposati da 15 anni, affrontano una crisi matrimoniale che mette in discussione tutto ciò che credevano di sapere sull'amore. In un intreccio brillante e sorprendente, le vite dei quattro si scontrano e si trasformano. Emozioni dimenticate riaffiorano, crisi esistenziali si intrecciano a risate spiazzanti, e gaffe esilaranti lasciano spazio a momenti di verità illuminanti. Mentre tutto sembra precipitare verso una resa dei conti inevitabile, il desiderio di amare e sentirsi vivi si fa strada con forza, anche quando sembrava impossibile. Ma la vera domanda è: siamo davvero diventati inadatti a costruire relazioni stabili, o è l'amore stesso a richiedere un'evoluzione personale che non abbiamo il coraggio – o il tempo – di affrontare? Dopo il grande successo cinematografico del 2014, Ti sposo ma non troppo approda ora sui palcoscenici italiani in una veste completamente rinnovata, attuale e ricca di emozioni.

 

(© 9Colonne - citare la fonte)