di Paolo Pagliaro
A poco più di 50 giorni dal referendum sulla giustizia il 38% degli italiani dice che andrà a votare, il 15% deve ancora pensarci, mentre quasi uno su due non sembra per niente interessato. Agli intervistatori di Demopolis solo un terzo degli interpellati ha detto di conoscere i principali punti della riforma della Giustizia, il 21% ne ha sentito parlare genericamente, mentre il 45% non sa di che cosa si stia parlando.
Tra i cittadini che conoscono i contenuti della riforma, poco più di 1 su 2 condivide l’introduzione di una Corte disciplinare e la separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri. Meno apprezzato è invece il nuovo sistema previsto per l’elezione dei due CSM, con l’estrazione a sorte dei componenti. C’è un diffuso scetticismo sul fatto che questa riforma possa incidere sul funzionamento complessivo del sistema giudiziario. Per appena il 35% lo migliorerà, per il 51% no.
Il sondaggio dell’Istituto diretto da Pietro Vento ci dice infine che l’esito del referendum è incerto. Il 39% degli italiani appare orientato al sì, il 35% opterebbe invece per la bocciatura della Riforma. Con un 26%, oltre un quarto degli intervistati, in dubbio sulla scelta, ma anche sul recarsi o meno alle urne. Se si depurassero i dati dai tanti indecisi, oggi il Sì vincerebbe con il 53% contro il 47%.
Voterebbero Sì gli elettori dei partiti di governo, si dividerebbero i simpatizzanti di Calenda e Renzi, mentre il No prevarrebbe ampiamente tra chi vota per i partiti di opposizione.
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