Nelle prime ore di oggi, la Russia ha interrotto bruscamente la breve pausa concordata tra Putin e Trump, lanciando un massiccio attacco combinato di missili balistici e droni contro Kiev, Kharkiv e Dnipro. Nella capitale almeno due civili sono rimasti feriti. “I russi hanno deciso di colpire Kiev mentre sulla città imperversa un clima gelido”, ha dichiarato Tymur Tkachenko, capo dell'amministrazione militare locale. Il Cremlino aveva annunciato venerdì di aver accettato la richiesta del presidente degli Stati Uniti di astenersi dal colpire la capitale e la sua rete energetica fino al primo febbraio, prima della ripresa dei colloqui trilaterali ad Abu Dhabi. La Russia, tuttavia, ha continuato a colpire il resto del Paese, uccidendo in particolare 12 persone in un attacco scattato domenica contro un autobus che trasportava minatori nella regione di Dnipropetrovsk nel quadrante centro-orientale.
Droni e missili si sono riversati, come accennato, anche su Kharkiv. La seconda città dell'Ucraina, stremata dalla violenza dei combattimenti in corso dall’inizio del conflitto in questa zona a ridosso del confine, è stata colpita da una serie di esplosioni poco dopo la mezzanotte. Qui, i russi hanno utilizzato un mix di droni Shahed e missili S-300 (spesso impiegati in modalità terra-terra per la loro imprecisione ma elevata capacità distruttiva). Gli attacchi hanno preso di mira infrastrutture civili e aree residenziali. Con temperature che sfiorano i -22°C, l'obiettivo tattico di Mosca appare chiaro: colpire la rete di riscaldamento per piegare la resistenza della popolazione.
Per questo motivo, secondo il sindaco Igor Terekhov, saranno necessarie decisioni difficili. Per evitare il congelamento della rete, sarà necessario drenare il refrigerante dall'impianto di riscaldamento di 820 abitazioni, alimentate da uno dei più grandi impianti di cogenerazione. “Capisco quanto sia difficile a meno venti gradi. Ma un attacco senza precedenti alle infrastrutture critiche non lascia altra scelta. I nostri esperti non vedono altra via d'uscita”, ha sottolineato Terekhov.
Infine, a Dnipro, la situazione è altrettanto critica. La città, che funge da hub logistico fondamentale per il fronte orientale, è stata bersagliata dai missili balistici. Le prime notizie fornite dalle autorità regionali parlano di danni a strutture industriali e di un blackout parziale in alcuni quartieri periferici. È in questo contesto di rinnovata violenza bellica che domani e giovedì dovrebbero tornare in scena gli incontri di pace. Appare dunque chiaro che il presidente russo, Vladimir Putin, vuole che il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, arrivi ad Abu Dhabi mentre la nazione è al buio e al gelo, per rendere la sua forza negoziale maggiormente vulnerabile. Sembra inoltre evidente che, colpendo duramente le principali città ucraine nonostante gli altolà di Washington, il Cremlino segnali di non riconosce agli Stati Uniti il ruolo di “arbitro unico” del conflitto, limitandosi a concedergli quello di un attore tramite il quale ottenere quelle concessioni territoriali che, almeno per il momento, non è riuscito ad ottenere sul campo di battaglia. (3 FEB – deg)
(© 9Colonne - citare la fonte)



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