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direttore Paolo Pagliaro

LA FONTANA DI TREVI
A 2 EURO PER I TURISTI

LA FONTANA DI TREVI <BR> A 2 EURO PER I TURISTI

La Dolce vita è meno dolce da ieri per i turisti che vorranno avvicinarsi alla Fontana di Trevi, che ufficialmente ha un costo di entrata di 2 euro. “Manutenzione”, ma anche regolazione dei flussi per far visitare “in sicurezza” uno dei monumenti più simbolici di Roma, una mossa che frutterà dai 6 ai 7 milioni di euro all’anno, come hanno dichiarato gli assessori capitolini di Turismo e Cultura Alessandro Onorato e Massimiliano Smeriglio nel presentare questa mattina il provvedimento: “Prima questo era uno dei luoghi più affollati, con una calca sistematica, con un alto tasso di borseggi”, afferma Onorato, parlando di come si debba “garantire ai turisti un’esperienza che sia davvero memorabile”, permettendo loro di “vivere questo luogo in tranquillità”. La piazza che ospita la Fontana continuerà a essere percorribile, solo il catino sarà accessibile ai turisti attraverso il pagamento del biglietto di 2 euro, acquistabile all’ingresso, nei Musei Civici, nei Tourist info point, nei punti vendita tradizionali e sul sito dedicato al monumento. Se la Fontana di Trevi “fosse stata a New York avrebbero chiesto 100 dollari”, ha aggiunto l’assessore al Turismo, ridimensionando le critiche inerenti al nuovo costo per vedere da vicino l’opera settecentesca di Nicola Salvi.

Un biglietto analogo, ricorda Smeriglio, è stato inserito anche per il Museo di scultura antica Giovanni Barracco, il Museo Carlo Bilotti nell'"Aranciera" di Villa Borghese, il Museo Pietro Canonica, il Museo Napoleonico e la Villa di Massenzio: “Con queste risorse permetteremo agli abitanti dell’area metropolitana di Roma”, che siano residenti o domiciliati, comprendendo quindi anche gli studenti, “di poter usufruire della gratuità” non solo della Fontana, ma “di tutto il sistema museale capitolino”, ovvero: i Musei Capitolini, i Mercati di Traiano, il Museo dei Fori imperiali, il Museo dell’Ara Pacis, i Musei Capitolini Centrale Montemartini, il Museo della Forma Urbis, il Parco Archeologico del Celio, l’Area Sacra di largo Argentina, l’Area Archeologica del Circo Massimo, i Musei di Roma Palazzo Braschi e in Trastevere, la Galleria d’Arte Moderna, i Musei di Villa Torlonia e il Museo Civico di Zoologia. “Roma è una città di turisti, di pellegrini, ma anche di abitanti”, sottolinea l’assessore.

Si tratta quindi di un “piccolo contributo” chiesto ai turisti per permettere ai romani di “vivere la Grande bellezza”, spiega Smeriglio, pescando dall’immaginario cinematografico, di non secondaria importanza se si pensa alla Fontana. Una misura, quella della Capitale, che però inevitabilmente divide i diretti interessati: giusto “contingentare” l’ingresso, dice una coppia di turisti nei pressi della Fontana poco dopo la presentazione degli assessori, ma “siamo contrari a far pagare”, trattandosi di “un bene pubblico”; il provvedimento “ha senso” invece per un’altra turista, poiché “se si vuole scendere” per fare foto o semplicemente per vivere più da vicino l’opera “bisogna pagare”. Tuttavia, Smeriglio non ha escluso l’eventualità di un ritorno alla “gratuità” della bellezza, ma solo in un mondo “che costruiremo da qui in poi”. (3 FEB - sio)

 

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