Roma, 3 feb – “La coalizione progressista ha sempre in questi anni lavorato puntualmente e proposto alla ministra Bernini e al ministro Valditara tutta una serie di misure che sono state continuamente rispedite al mittente: nessuno ci ascolta, abbiamo di fronte un muro di gomma che è respingente rispetto alle proposte costruttive che abbiamo fatto e problemi che abbiamo segnalato, ma è anche, e questo forse è più grave, un muro di fake news, di menzogne, di tentativi di dipingere una realtà fiorente dell'università pubblica che non corrisponde alla realtà”. Così Elisabetta Piccolotti, deputata Alleanza Verdi e Sinistra, intervenuta alla Camera alla conferenza stampa congiunta di Pd, M5S, Avs e Iv per denunciare “l’attacco che il Governo sta muovendo all’università pubblica in Italia”. “Quello che sta succedendo in tutta la filiera e in tutto il mondo dell'istruzione in Italia è molto preoccupante – afferma la deputata rossoverde della Commissione Cultura - Lo dico anche alla luce della dichiarazione del governatore della Banca d'Italia, Panetta, che ha sottolineato come la ‘fuga dei cervelli’ sia un gigantesco problema economico di prospettiva e di sviluppo: se ne sono andati in questi anni più o meno il 10% dei laureati, in un Paese in cui i laureati sono pochissimi, perché siamo in fondo alle classifiche europee per numero di laureati, quindi abbiamo proprio un gigantesco problema di costruzione di personale altamente qualificato che possa contribuire anche a cambiare e a innovare l'economia del nostro Paese. Questo naturalmente accade, altro problema completamente ignorato da questo governo, perché il differenziale salariale tra i nostri laureati e i laureati degli altri paesi è un abisso” sottolinea Piccolotti, per poi aggiungere: “L'80% rispetto alla Germania, il 30% rispetto alla Francia, ovviamente i giovani italiani se ne vanno dove trovano migliori condizioni di vita. Anche qui dal governo nessuna risposta, perché come sappiamo il tema del lavoro e della lotta alla precarietà e ai bassi salari è un tema del tutto inevaso”. “Siamo in un anno in cui migliaia di ricercatori e ricercatrici saranno costretti a cambiare lavoro - sottolinea ancora la parlamentare - Si parla di 35.000 persone che più o meno è stato calcolato si possono trovare in una condizione senza sbocco, sappiamo che ci sono già oggi, a inizio 2026, 13.000 ricercatori e ricercatrici in meno in Italia, persone che hanno perso già oggi il contratto e che sono in una situazione di assoluta difficoltà. A questi, entro la fine del 2026, con la fine del Pnrr, si aggiungeranno probabilmente altre 20.000 persone”. Secondo Piccolotti “fa impressione che la ministra provi ogni volta a dire che ha aumentato lo stanziamento per l'università pubblica, cosa che non è vera: i dati della spesa devono essere calcolata in relazione al Pil, ci sono state misure sbandierate sui giornali come grandi innovazioni, la presa in giro di un piano di reclutamento straordinario di ricercatori e ricercatrici che è contenuto nella finanziaria che e hanno approvato tra Natale e Capodanno, che copre 1700 postazioni a fronte di 13.000 che hanno perso questo lavoro e di altri 20.000 che lo perderanno” conclude la deputata di Avs. (PO / Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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