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DL SICUREZZA, LA RUSSA:
NON E' AUTORITARISMO

DL SICUREZZA, LA RUSSA: <br> NON E' AUTORITARISMO

 “C'è una tensione che alcuni tentano di canalizzare nelle piazze creando disordini con l'intenzione di sovvertire le regole democratiche”. Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, il presidente del Senato Ignazio La Russa, commentando le nuove misure di sicurezza approvate nel dl sicurezza e precisando di non avere sul fermo preventivo “nessun dubbio, anzi, ritengo che sia doveroso prendere provvedimenti rispetto a quello che sta succedendo sul piano dell'ordine pubblico”, non si tratta di una “svolta autoritaria” ma della necessità di garantire sicurezza e strumenti adeguati agli agenti, aggiungendo che “non mi sembra che possa essere un problema di coercizione della libertà un fermo per persone che concretamente, e sottolineo concretamente, mostrino di poter essere un pericolo durante lo svolgimento di un evento”. Secondo la seconda carica dello Stato, di fronte all'aggressione al poliziotto di Torino “sarebbe improvvido non fare nulla, non agire” ed esprime inoltre perplessità sulla gestione dei disordini: “Non è normale che si veda una manifestazione di quel genere e solo tre persone siano sottoposte a misure detentive”, paventando il rischio che le forze dell'ordine, non sentendo vicinanza, “evitino perfino di attivare provvedimenti che non vedrebbero mai fine, o che addirittura potrebbero ritorcersi loro contro”. Pur riconoscendo che oggi il clima è diverso dagli anni di piombo, La Russa avverte che “i violenti sono come i pesci che hanno bisogno dell'acqua, e certi cortei — volenti o nolenti — gliela forniscono” e conclude auspicando consapevolezza sulla natura delle manifestazioni: “Se ci sono infiltrazioni di violenti, bisognerebbe riuscire ad espellerli o, in alternativa, a non far partire il corteo e a quel punto si fa manifestazione statica”. (6 feb - red)

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