“Mi sono innamorato tre volte ma grazie a Dio ho resistito”, “Ratzinger sbagliò a lasciare”, “Bergoglio ignorò la tradizione”. Lo confida il cardinale Camillo Ruini in un colloquio pubblicato oggi sul Corriere della Sera in occasione dei suoi 95 anni. Il porporato rivela che “mi sono innamorato o, forse meglio, mi sono sentito attratto da una donna più di una volta, ma con l'aiuto di Dio ho sempre resistito, naturalmente quelle rinunce mi pesavano, ma non presi mai in considerazione l'ipotesi di una scelta diversa, non ho mai pensato di lasciare il sacerdozio”. Inoltre Ruini afferma che le dimissioni di Benedetto XVI “furono una decisione sbagliata, almeno a me pare così, a me le dimissioni non convinsero”, mentre su Papa Francesco ammette che “mi sono trovato in difficoltà, troppo grande e improvviso è stato il cambiamento, più che deluso sono stato sorpreso, ha tenuto troppo poco conto della tradizione e non a caso è stato forse più amato dai non credenti che dai credenti”. Passando alla politica italiana, il cardinale esprime un giudizio “decisamente positivo sia politico sia personale” su Giorgia Meloni, spiegando che “la conosco da molti anni e parliamo volentieri, è una persona molto immediata, molto schietta, con me è anche molto affettuosa, c'è un'amicizia vera, ci mandiamo sempre a salutare tramite l'infermiere che viene da me per curarmi e va anche da lei”. Su Silvio Berlusconi ricorda che “la sua azione politica mi è apparsa decisiva per fermare il comunismo e per resistere all'ondata di laicismo, non sono pentito di aver dato un avallo alla sua stagione”, mentre su Romano Prodi osserva che “le nostre strade si sono divise quando io sono rimasto su posizioni di centro mentre lui si è orientato a sinistra, entrambi avevamo frainteso le posizioni dell'altro”. Il cardinale conclude confessando che “ho paura della morte soprattutto perché alla morte segue il giudizio di Dio sulla nostra vita, la paura è attenuata dalla fiducia nella misericordia di Dio che è infinita, ma temo che l'inferno vuoto non lo sia affatto”. (19 feb - red)
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