Roma, 19 feb - "Il portare avanti un principio di condivisione dei carichi di cura familiare è fondamentale per sostenere la natalità nel nostro Paese, per sostenere il lavoro femminile, per sostenere l'economia dell'intero Paese. Questo è un punto chiave tra l'altro della riforma organica che nella scorsa legislatura il governo Draghi aveva approvato e trasformato in legge, in cui c'era la questione dell'aumento del congedo obbligatorio di paternità e della condivisione dei carichi di cura familiare". Così Elena Bonetti, deputata e presidente di Azione, in merito all'iter della proposta di legge sul congedo paritario.
"C'era un impegno che noi in quegli anni, io in quegli anni da ministra ho portato avanti - spiega l'ex ministra della Famiglia e delle Pari opportunità - aumentando anno dopo anno il numero dei giorni obbligatori del congeso di paternità, e definendo poi un percorso che avrebbe portato ad una condivisione paritaria dei carichi di cura. Oggi il fatto che le donne e gli uomini non abbiano una parità di trattamento nell'ambito dei congedi di maternità e paternità è uno degli elementi discriminatori dell'accesso delle donne al mondo del lavoro, perché per un'impresa costa di più assumere una donna, in quanto per esempio per la maternità deve pagare il 20% dell'indennità obbligatoria mentre per l'uomo il 100% è coperto dallo Stato. Questo è uno dei punti che quella legge aveva modificato", sottolinea Bonetti, per poi aggiungere: "Non avendo dimostrato il Governo una volontà di andare in questa direzione, prevista dalla legge 32-2022, il cosiddetto Family Act, le opposizioni, tra cui anche noi, hanno deciso di proporre una proposta di legge. Il fatto che il Governo, anche in Commissione, non abbia voluto nemmeno dare un percorso di apertura rispetto al miglioramento dell'attuale situazione, è un segnale estremamente negativo. In tutto il contesto europeo gli esperti di tutti i settori riconoscono che il fatto che ci sia una tale asimmetria tra il congedo di maternità e il congedo di paternità è uno degli ostacoli principali a una reale parità delle donne e degli uomini nel mondo del lavoro, all'empowerment femminile, alla possibilità delle donne di entrare nel mondo del lavoro, ma anche alla scelta libera delle donne di diventare madri, perché c'è un ostacolo grande che è appunto il dover scegliere tra il lavoro e la maternità" conclude la parlamentare. (PO / Sis)
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