Roma, 26 feb - “Troviamo che sia veramente indegno manifestare un pensiero in questa maniera, perché questa non è una manifestazione di un pensiero, questo è un attacco personale. Ci si confronta sulle idee e non si attacca personalmente, una donna soprattutto come Giulia Bongiorno, che ha dimostrato negli anni di aver fatto delle serie battaglie per la tutela delle donne. Il Codice rosso, che oggi è un pilastro fondamentale della tutela delle donne, è un disegno di legge che è nato dalla sua penna”. Così Erika Stefani, senatrice della Lega, esprimendo solidarietà verso la sua collega Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia del Senato, sotto il cui studio legale a Milano è stato depositato del letame da parte delle attiviste di “Non una di meno”, in segno di protesta per il ddl sulla violenza sessuale, da cui è stato rimosso il termine “consenso”. “Non si può avere un certo tipo di opposizione e il femminismo non ha queste espressioni e non deve avere queste espressioni – aggiunge Stefani - E io posso solo dire che, visto che c’è certa gente che utilizza questi metodi e che si oppone a questo disegno di legge, sono ancora più confortata che il testo sia quello corretto”. (PO / Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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