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Imprese, L’Abbate (M5S): su Natuzzi serve risposta chiara per 1.800 lavoratori

Roma, 2 mar - “Sulla vicenda Natuzzi mi auguro che ci sia veramente oggi una risposta chiara. Una risposta chiara a 1.800 lavoratori che sono in cassa integrazione”. Così Patty L’Abbate, deputata M5S, nel giorno in cui al ministero delle Imprese e del Made in Italy si è riaperto il confronto sulla vertenza Natuzzi. Il piano presentato dall’azienda ha messo sul tavolo un riassetto industriale che inizialmente prevedeva la chiusura di due siti – Graviscella ad Altamura e Jesce 2 a Santeramo in Colle – poi ridimensionata all’ipotesi di una sola chiusura, con l’accorpamento di Jesce 2 al sito di Jesce 1 a Matera. Restano coinvolti anche gli altri poli produttivi tra Altamura, Santeramo, Laterza e Matera, oltre al nodo logistico di La Martella. Natuzzi ha proposto un piano triennale con investimenti per circa 17 milioni di euro l’anno per tre anni, destinati a marketing, innovazione, digitalizzazione e riorganizzazione produttiva. Il punto centrale, però, è il rientro delle produzioni dall’estero, in particolare dalla Romania. I sindacati chiedono con forza che i volumi vengano riportati in Italia per ridurre strutturalmente la cassa integrazione. “Ricordiamo – sottolinea L’Abbate - che la Natuzzi è un'impresa di un settore molto importante per la Puglia e la Basilicata, parliamo di quattro aziende. Ne vogliono chiudere alcune. Quello che noi chiediamo, che i sindacati chiedono per i lavoratori, è che ci sia chiarezza nel loro futuro. Un piano industriale chiaro e anche il rientro di quella che è stata la delocalizzazione in Romania, in modo tale che il lavoro sia riportato come commesse al Sud, nella Puglia e nella Basilicata. Così possiamo realmente dare da lavorare di nuovo a queste 1.800 persone”. “Dall'azienda – sottolinea la parlamentare pugliese - viene chiesto che il governo faccia la sua parte, ossia che renda questo rientro chiaramente sostenibile dal punto di vista economico, quindi un supporto alla riduzione dei costi aziendali per far sì che si vada avanti, perché altrimenti nel Sud continuiamo a perdere pezzi di industrializzazione. Continuiamo ad avere famiglie che resteranno chiaramente senza uno stipendio, senza un lavoro. E questa è una cosa molto critica. Noi saremo lì sul pezzo, saremo lì attenti a quello che accadrà e siamo a disposizione dei lavoratori sempre per essere al loro fianco” assicura L’Abbate. (PO / Roc)

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