In Olanda, una parte del narcotraffico viene controllata da organizzazioni straniere che investono i proventi nel loro paese di origine, ma un’altra parte, la più considerevole, è in mano a organizzazioni indigene che reinvestono i capitali accumulati in loco. La criminalità olandese, peraltro, usufruisce a piene mani delle particolari condizioni offerte da un welfare State ben sviluppato e relativamente ricco, con un sistema fiscale e un apparato assistenziale complessi. Terreno fertile per una penetrazione, attraverso la frode e la corruzione, nei sistemi di appalto, di forniture, in generale nell’erogazione di servizi pubblici; e per l’evasione delle imposte, dei diritti di dogana e di accisa , con un potenziale di rendita che a volte supera quello del mercato della droga.
Anche in Olanda il traffico degli stupefacenti resta sempre il business prevalente ma in passato le attività più allettanti sono state lo sfruttamento della prostituzione, le bische clandestine e il traffico di armi. Nel porto di Rotterdam, il più grande d’Europa, ogni anno vengono bloccati ingenti quantitativi di cocaina (nel 2025 una ventina di tonnellate) occultati nei container provenienti dai paesi sudamericani (Colombia, Ecuador, Brasile, Panama). Anche in questo scorcio di 2026, a febbraio si registra, il sequestro di 463 chili nascosti in un carico di mango partito dal Perù e transitato da Panama. In Italia, negli ultimi giorni, agenti della Polizia di Stato a Brescia hanno sequestrato 3 etti di Metilenediossi pirovalerone (Mdpv), una potente droga sintetica spedita dall’Olanda a tre uomini già noti alle forze di polizia per spaccio di droghe.
L’Olanda, come già sottolineava ben nove anni fa la DIA nella sua relazione annuale, rappresenta ancora “..in ambito del narcotraffico internazionale, lo snodo principale per la canalizzazione dei flussi di stupefacenti verso i mercati dei vari paesi tra i quali, ovviamente, l’Italia”. Anche in Olanda, da anni, sono presenti esponenti della mafia calabrese che gestiscono non solo tutte le attività connesse al traffico della cocaina e al reimpiego di capitali illeciti ma sono un importante punto di riferimento anche per garantire la latitanza di persone colpite da provvedimenti cautelari della magistratura (ricordiamo Giuseppe Nirta coinvolto nella strage di Duisburg e due latitanti delle ‘ndrine di Commisso di Siderno e del clan Mammoliti di San Luca). Non mancano gruppi della camorra dei clan LaTorre, Polverino, Gionta, Gallo, Sarno, Di Lauro.
Negli ultimi anni è aumentata di molto anche la violenza nel paese, una violenza che è legata non solo al traffico di stupefacenti ma anche al dilagare della corruzione. Gli enormi profitti generati dalla droga spingono i narcotrafficanti a legalizzare i capitali attraverso depositi e investimenti “legali”. Tutto ciò genera anomalie gravi nel funzionamento del mercato, nel settore immobiliare, nel commercio, nell’industria. Sono diverse, ormai, le organizzazioni criminali olandesi con le caratteristiche che in Italia appartengono alle mafie: i rapporti interpersonali sono gerarchizzati e hanno carattere permanente e segreto; le sanzioni per i comportamenti scorretti sono violente e spietate; le attività vengono gestite e variate con grande spregiudicatezza; con la corruzione si cercano i referenti tra politici, funzionari,amministratori; si utilizzano consulenti esperti in materia finanziaria, fiscale, giuridica. Un quadro generale decisamente inquietante e destinato a peggiorare.





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