“Polso fermo, c'è la fretta di dire facciamo subito qualcosa, ma troppa fretta rischia di fare peggio, siamo in una situazione molto instabile, basti guardare le oscillazioni del prezzo del petrolio che cambia moltissimo nel giro di un quarto d'ora ed è chiaro che mettiamo la massima attenzione a tutto quello che sta accadendo ma questa enorme incertezza ci obbliga a essere solidi e ad agire con grande cautela, non vogliamo sottovalutare ma neanche terrorizzare”. Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. “Io voglio trasmettere un messaggio tranquillizzante” precisa ma non nasconde di essere “preoccupato”, “soprattutto per queste oscillazioni di prezzo del petrolio” e “proprio per questa instabilità non si può scherzare con norme e interventi a caso, prima di intervenire serve chiarezza e avere una idea dei tempi, quanto può durare ancora questa situazione, quando riaprirà il traffico navale nello Stretto di Hormuz, c'è ancora troppa incertezza”. In merito al decreto Energia, il ministro dichiara che “tutto si può cambiare fino a che non c'è l'approvazione finale, il provvedimento contiene una parte strutturale non legata alla contingenza attuale e la parte a favore delle imprese era un sollievo per loro, ma certo ora qualcosa andrà rivisto, sull'arrivo del provvedimento per le accise mobili stiamo facendo una valutazione considerando che c'è già una norma del 2023 su questo”. Pichetto Fratin affronta anche il tema dei rincari immediati spiegando che “in una situazione così instabile c'è chi ne approfitta con chiare operazioni speculative, ma noi ci stiamo lavorando e monitoriamo la situazione momento per momento e andiamo avanti con i controlli per evitare gli abusi, però va ricordato anche che il quadro è internazionale e per affrontare la situazione serve una cooperazione tra Stati europei, ci sono decisioni da prendere insieme”. Sulla questione approvvigionamenti, assicura che le scorte italiane sono “molto buone, tra le più alte d'Europa, abbiamo 8 miliardi di metri cubi di gas pari a 2 anni di prelievo di gas liquido naturale dal Qatar che copre circa il 10% della nostra domanda di gas, il resto arriva dagli Usa, Azerbaijan, Algeria, Norvegia e Libia, via tubo abbiamo aggiunto 12 miliardi di metri cubi di gas nei rigassificatori, possiamo parlare di Italian Hub ma è chiaro che dobbiamo stare attenti non solo alla quantità ma anche al prezzo”. Infine, sul tema atomico, l'esponente del governo ribadisce che “con questa crisi il nucleare riprende forza come risposta al bisogno di energia, questa crisi dimostra ancora una volta che l'Europa non può dipendere sempre da altri, l'80% dell'energia in Europa arriva da altri Paesi eccetto Francia e Spagna che hanno trovato altre soluzioni, ma questo va cambiato, lo sviluppo del nuovo nucleare contribuirà alla decarbonizzazione, alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla stabilità della rete, stiamo lavorando molto sulla ricerca e sullo sviluppo dei microreattori nucleari, non ci saranno più le grandi centrali ma manufatti molto piccoli e di nuova generazione, noi non abbiamo il nucleare ma abbiamo i tecnici e aumentano gli investimenti in questo settore, potremo parlare di energia nucleare a partire dal prossimo decennio”. (11 mar - red)
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