Anche un obiettivo “italiano” alla fine è finito nella girandola infernale in cui si è trasformato il Medio Oriente in seguito allo scatenarsi dei raid israelo-americani sull’Iran. Nella serata di ieri un missile ha infatti colpito la base militare italiana a Erbil, nel Kurdistan iracheno. L’evento è stato confermato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che attraverso un messaggio comunicato durante una trasmissione televisiva ha dichiarato: “Un missile ha appena colpito la nostra base ad Erbil, non so ancora con che esito. Non ci sono vittime tra il personale italiano”. Il ministro ha poi rassicurato sulle condizioni del contingente: “Un missile ha colpito la base italiana a Erbil, nessuna vittima, stanno tutti bene”. Sull'accaduto è intervenuto anche il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, definendo l'azione un atto di estrema gravità che richiede approfondimenti immediati prima di una risposta diplomatica o militare formale. “Dobbiamo valutare bene quello che è accaduto, successivamente decideremo i passi da compiere. Certamente è un attacco inaccettabile, però prima di dire chi è il responsabile dobbiamo fare un accertamento molto chiaro”, ha affermato Tajani, mantenendo una linea di prudenza sull'attribuzione della responsabilità diretta pur nella condanna del gesto.
L'ESCALATION NAVALE E GLI ATTACCHI ALLE PETROLIERE. Sempre nella giornata di ieri, la situazione nel Golfo Persico è precipitata verso un conflitto aperto sulle rotte energetiche. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha intensificato le operazioni contro le forniture globali. Due petroliere straniere che trasportavano combustibile sono state colpite mentre si trovavano nelle acque territoriali irachene. Le autorità di Baghdad hanno confermato l'evacuazione di 25 membri dell'equipaggio, riportando che gli incendi sulle imbarcazioni sono proseguiti per ore. L’Iran ha rivendicato l’azione, sostenendo l'impiego di droni sottomarini per colpire i bersagli.
Nelle prime ore di oggi, la minaccia si è estesa allo Stretto di Hormuz. L’agenzia marittima del Regno Unito ha segnalato che tre navi sono state colpite da proiettili in un’area vitale per il transito di un quinto del petrolio mondiale. Parallelamente, una nave portacontainer al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti è stata centrata da un “proiettile sconosciuto” che ha innescato un incendio a bordo. In risposta a questa crisi, i rappresentanti dei paesi del G7 si sono riuniti d’urgenza ieri per discutere la creazione di corridoi protetti e la possibilità di scortare militarmente i mercantili non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno.
LA PIOGGIA DI MISSILI SU ISRAELE E LA RISPOSTA IN LIBANO. Il coordinamento tra Teheran e le milizie regionali è diventato esplicito nelle ultime 24 ore. L’IRGC ha dichiarato di aver condotto ieri un attacco congiunto con Hezbollah durato cinque ore, colpendo oltre 50 obiettivi in territorio israeliano. La risposta di Israele non si è fatta attendere: nella notte tra ieri e oggi, l'aviazione israeliana ha condotto un’ondata di raid “su larga scala” contro le infrastrutture di Hezbollah in Libano, colpendo duramente la capitale Beirut e il sobborgo meridionale di Dahieh. Nelle prime ore di oggi, il Ministero della Salute Pubblica libanese ha riferito che almeno otto persone sono morte in un attacco aereo sulla costa di Ramlet Al-Baida a Beirut. Esplosioni sono state udite distintamente per tutta la notte, mentre l’esercito israeliano dichiarava di aver preso di mira i centri di comando e i siti di lancio dei missili nemici. Contemporaneamente, nuove sirene d'allarme hanno risuonato nel centro e nel nord di Israele oggi, dopo che l’Iran ha confermato il lancio di una "nuova ondata di missili" verso lo Stato ebraico.
IL COINVOLGIMENTO DELLE NAZIONI DEL GOLFO. Il conflitto si sta allargando a macchia d’olio coinvolgendo i paesi confinanti. Durante la notte e nelle prime ore di oggi, gli stati del Golfo hanno dovuto attivare i propri sistemi di difesa aerea per intercettare droni e missili iraniani. Negli Emirati Arabi Uniti, un drone è caduto su un edificio nei pressi del quartiere di lusso Creek Harbour a Dubai. Anche l’Arabia Saudita è stata presa di mira: un portavoce del Ministero della Difesa di Riyadh ha annunciato su X che “un drone nemico è stato abbattuto mentre tentava di avvicinarsi al quartiere delle ambasciate”, confermando un’ulteriore intercettazione nella parte orientale del Regno. In Bahrein, le autorità hanno denunciato che oggi gli attacchi iraniani hanno colpito i serbatoi di carburante di una struttura nel governatorato settentrionale di Muharraq. Il Ministero degli Interni ha emesso un ordine di emergenza per i residenti di quattro città vicine, intimando di “rimanere nelle proprie case e di chiudere le finestre per evitare gli effetti del fumo e del fuoco” sprigionati dall’incendio dell’impianto petrolifero. (12 MAR – deg)
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