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direttore Paolo Pagliaro

CHIGI: NESSUN NEGOZIATO
SU STRETTO HORMUZ

CHIGI: NESSUN NEGOZIATO <BR> SU STRETTO HORMUZ

Fonti di  Palazzo Chigi smentiscono quanto riportato oggi da organi di stampa internazionali, ovvero l'apertura di negoziati bilaterali o trattative dirette con l'Iran per garantire il passaggio delle navi italiane attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo il Financial Times, infatti, alcuni Paesi europei avrebbero avviato dei colloqui con Teheran per negoziare il passaggio di imbarcazioni nello Stretto,  dal quale transita un quinto del petrolio mondiale. Uno dei Paesi coinvolti in questo dialogo sarebbe la Francia, ma anche l'Italia avrebbe tentato di avviare delle discussioni con l'Iran. A quasi due settimane dall’attacco di Usa e Israele all’Iran, tiene banco il tema del caro carburanti. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini – fa sapere una nota del ministero - invierà a breve le lettere di convocazione alle compagnie petrolifere per incontrarle mercoledì prossimo a Milano. Questa mattina Salvini si è confrontato a lungo con i tecnici del ministero e del settore e “ha posto l’accento sulla speculazione in atto a danno di cittadini e trasportatori, derivante da aumenti ingiustificati del prezzo della benzina e del gasolio”. Al ministero delle Imprese e del made in Italy, invece, riunione  della Commissione Allerta Rapida, convocata per  analizzare i possibili effetti dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici e  sui prodotti di consumo. "Il protrarsi della crisi in Medio Oriente rischia di determinare difficoltà  nell’approvvigionamento di materie prime critiche, fondamentali per diversi settori produttivi:  dall’elio – essenziale per la produzione di chip e per la microelettronica, e in larga parte  proveniente dal Qatar – alle risorse necessarie per la filiera del cemento, fino ai fertilizzanti indispensabili per l’agricoltura". Per questo, "ho chiesto al Garante dei Prezzi di convocare la  prossima riunione della Commissione Allerta Rapida non solo sull’andamento dei prezzi dei
carburanti e dell’inflazione, ma anche sulle possibili ripercussioni che le tensioni nello Stretto
di Hormuz potrebbero avere sulla disponibilità di queste commodities" ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy,  Adolfo Urso. Al termine della riunione della Commissione di allerta rapida sui  prezzi, le associazioni Adoc, Assoutenti e Federconsumatori,hanno scritto una lettera ufficiale alla presidente del Consiglio e al ministro Urso. “Il fatto che i rincari – si legge in una nota - non abbiano raggiunto i livelli drammatici del 2022 suggerisce che sia proprio questo il momento di agire. In tal senso abbiamo ritenuto necessario rivendicare misure urgenti per rallentare la spirale  inflazionistica, prima che sia troppo tardi e prima che si abbatta in modo insostenibile sui redditi delle famiglie, già duramente colpiti da anni di continui rincari. È urgente, in questa  fase, scongiurare gravi ricadute negative sulla domanda e sulla crescita complessiva  dell’economia e, quindi, sui nostri conti pubblici”.  (Roc)

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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