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GIORNATA MADE IN ITALY
URSO: OLTRE 800 EVENTI

GIORNATA MADE IN ITALY <BR> URSO: OLTRE 800 EVENTI

Oltre 800 eventi in Italia e nel mondo per raccontare il valore del sistema produttivo nazionale e rafforzare il legame tra imprese, territori e formazione. È il quadro della terza edizione della Giornata Nazionale del Made in Italy, presentata al Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), che raggiungerà il suo momento centrale il 15 aprile, anniversario della nascita di Leonardo da Vinci.

L’iniziativa, istituita con la legge sul Made in Italy, continua a crescere nel numero delle attività organizzate. Dopo i 350 eventi della prima edizione del 2024, dedicata all’identità, e i 550 del 2025 incentrati sull’innovazione tecnologica, quest’anno si supera quota 800 appuntamenti distribuiti in tutto il Paese e anche all’estero.

“La Giornata Nazionale del Made in Italy celebra il nostro biglietto da visita nel mondo: qualità, eccellenza e quel ‘saper fare italiano’ che nasce dall’incontro tra identità dei territori e innovazione”, ha dichiarato Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, illustrando il programma della manifestazione. Il tema scelto per questa edizione sarà la formazione, considerata uno dei pilastri della competitività del sistema produttivo italiano. “La forza del Made in Italy risiede nelle competenze e nella capacità di trasmettere nel tempo i saperi che rendono uniche le nostre produzioni”, ha sottolineato il ministro.

Il calendario delle iniziative si estenderà dal 20 marzo al 10 maggio e comprenderà un ampio ventaglio di appuntamenti: oltre 150 aperture straordinarie di aziende e laboratori, circa 350 eventi pubblici tra conferenze e dimostrazioni, 50 mostre immersive dedicate alla storia e all’innovazione industriale e 65 attività formative rivolte a studenti e professionisti.

La distribuzione territoriale conferma una partecipazione diffusa lungo tutta la penisola. Il Lazio guida la classifica regionale con 101 eventi, seguito da Campania (87) e Lombardia (70), mentre per macroaree il Sud registra il numero più alto di iniziative, con 208 appuntamenti, davanti al Centro (172), al Nord Ovest (143), al Nord Est (116) e alle Isole (51).

Il programma riflette la struttura del sistema produttivo italiano, a partire dalle storiche “5 A” del Made in Italy: alimentazione, abbigliamento, arredo, automazione e automotive. “Il Made in Italy si è storicamente affermato nel mondo attraverso cinque grandi filiere simbolo della capacità italiana di realizzare prodotti di eccellenza pensati per la persona e per la qualità della vita”, ha ricordato Urso.

Accanto a queste filiere tradizionali, l’edizione 2026 darà spazio anche ai nuovi ambiti produttivi individuati nel Libro Bianco Made in Italy 2030, come l’economia della salute, lo spazio e la difesa, l’economia blu e la cantieristica, il turismo e le industrie culturali e creative. Settori che, secondo il ministro, stanno rafforzando la proiezione internazionale delle imprese italiane e contribuendo alla crescita dell’export.

Tra gli appuntamenti simbolici dell’edizione di quest’anno ci sarà anche la celebrazione del traguardo dei mille marchi storici registrati, riconoscimento che identifica le imprese con almeno cinquant’anni di attività e un ruolo consolidato nella storia industriale del Paese. “Simbolo di identità, memoria e tradizione, ma anche di innovazione, perché hanno saputo evolvere nel tempo”, ha spiegato Urso.

A rappresentare l’iniziativa resta il logo ispirato all’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci, immagine scelta per sottolineare la centralità della persona nello sviluppo scientifico e produttivo. Un richiamo che, secondo il MIMIT, mantiene un valore attuale anche nell’epoca dell’intelligenza artificiale, dove innovazione tecnologica e dimensione umana devono continuare a procedere insieme. (alp)

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