Il giornalista e scrittore Mariano Sabatini torna in libreria con “Mutevoli nascondigli” (Indomitus Publishing), l’attesissimo terzo capitolo della serie con protagonista Leo Malinverno. Nel cuore di una Roma oscura e corrotta, Leo Malinverno, audace giornalista investigativo, è pronto a sfidare di nuovo l’abisso. Il Tatuatore è tornato. Sfuggito alla giustizia, questa volta non esita e non sbaglia mira: un attacco brutale riduce Malinverno in fin di vita. Ma il male non attende. Mentre il giornalista lotta per rimettersi in piedi, un nuovo orrore squarcia la capitale: la decapitazione del celebre scrittore Petronio Grigo, maestro dei bestseller e divo mediatico, ma anche burattinaio invisibile di intrighi malavitosi. E non è che l’inizio: una catena di omicidi si dipana, rivelando ipocrisie letali, invidie, violenze e inganni sepolti nei mutevoli nascondigli dell’animo umano, dove il confine tra vittima e carnefice si dissolve. Tra dolori lancinanti, ferite dell’anima, nostalgie che divorano e assenze che urlano, Malinverno dovrà fronteggiare anche i demoni del suo ambiente: slealtà professionali e rivalità con giovani colleghi affamati di scoop. Riuscirà a riaccendere il fuoco interiore per smascherare la rete di corruzione in cui rischia di smarrirsi? “Leo Malinverno era molto atteso da chi aveva letto i precedenti romanzi che lo vedono protagonista, i suoi estimatori me lo chiedevano da tempo sui social - ha dichiarato l’autore – a distanza di dieci anni torna il giornalista investigativo romano che, al solito in una Roma distratta e disseminata di insidie, dovrà cavarsela al meglio, cercando di far emergere verità molto scomode. Tra alterne vicende personali e qualche fermo, ho impiegato quattro anni per portare a termine ‘Mutevoli nascondigli’, che nella finzione narrativa riparte esattamente da dove era finito ‘Primo venne Caino’. I lettori e io siamo più vecchi di dieci anni, quindi, mentre Malinverno, nonostante le serie traversie sanitarie, viaggia sempre gagliardamente, intorno alla quarantina. Beato lui!”. “Indomitus Publishing è orgogliosa di annunciare l'arrivo in catalogo di Mariano Sabatini, autore romano classe 1971 che da anni incanta i lettori con il suo stile unico, capace di intrecciare suspense mozzafiato, introspezione psicologica e un ritratto tagliente della Capitale” ha commentato l’editore Davide Radice. Giornalista di lungo corso per i maggiori quotidiani, periodici e web, Sabatini ha firmato programmi TV di successo per la RAI e altri network nazionali, ideato rubriche radiofoniche e continuato a essere presenza costante in televisione come commentatore. Con il suo esordio narrativo ‘L'inganno dell'ippocastano’ (2016) ha vinto il Premio Flaiano e il Premio Romiti; il secondo capitolo ‘Primo venne Caino’ (2018) si è aggiudicato tra gli altri il Premio Giallo Ceresio e il Premio Città di Como. Entrambi i romanzi sono stati recentemente ripubblicati da Indomitus e hanno costruito una fanbase fedele che da quasi dieci anni attendeva con impazienza il ritorno di Leo Malinverno, il giornalista investigativo più tenace e carismatico del noir italiano contemporaneo.
(red Gil)
“ROMA E GLI ARABI” DI ARIEL S. LEWIN
Quali erano i rapporti tra le popolazioni arabe e il mondo romano? Dall’età preromana, segnata dall’esperienza del regno dei Nabatei, attraverso l’età imperiale in cui fiorirono città multietniche ai confini del deserto come Palmira, fino all’epoca di Giustiniano e all’ascesa dei Jafnidi, “Roma e gli Arabi” di Ariel S. Lewin (pubblicato dal Mulino). segue un lungo percorso di trasformazioni politiche e culturali. Al centro dell’analisi è un’area del Vicino Oriente a lungo considerata periferica, qui restituita nella sua funzione di spazio di mediazione e di scambio, inserito nelle dinamiche dell’impero romano. Grazie a un uso sistematico delle fonti letterarie, epigrafiche e archeologiche, il libro offre una rilettura complessiva dei rapporti tra Roma e le società arabe, contribuendo a ridefinire il quadro storico precedente all’avvento dell’Islam.
Ariel S. Lewin ha insegnato Storia romana nell’Università della Basilicata a Potenza ed è ora docente della medesima disciplina presso l’Accademia Vivarium Novum, di Frascati. Tra i suoi libri ricordiamo: «Assemblee popolari e lotta politica nelle città dell’impero romano» (La Giuntina, 1995), «The Archaeology of Ancient Judea and Palestine» (Paul Getty Museum, 2005), «Popoli, terre e frontiere dell’impero romano. Il vicino oriente nella tarda antichità. I: Il problema militare» (Edizioni del Prisma, 2008) e, con il Mulino, «Le guerre ebraiche dei Romani» (2015). È presidente del Centro internazionale interuniversitario «Ancient Cities».
“MAI PIU!”, ANNA FOA SI RIFLETTE SU ANTISEMITISMO E ANTISIONISMO
“Mai più!”: questo è stato il grido che si è alzato dopo l’Olocausto. Mai più genocidio, mai più crimini di guerra, mai più violenza indiscriminata contro i civili, mai più odio razziale. Dopo il 7 ottobre 2023 e la strage infinita di Gaza possiamo ancora crederci? Mai più. Mai più la Shoah, mai più i campi di sterminio, mai più antisemitismo. Così si è detto. Ma a chi è riferito quel ‘mai più’? Mai più per gli ebrei o mai più a ogni altro genocidio, dopo quello estremo che ci deve fare da monito, chiunque ne possa essere vittima? E perché allora Gaza? E perché è una scelta controversa definire genocidio lo sterminio di Gaza? Usare questa definizione vuol dire sminuire l’unicità di quello ebraico o fare un paragone empio tra Stato di Israele e Germania nazista? Chiunque usi il termine genocidio per la Palestina è, anche inconsapevolmente, un antisemita? Proprio la parola antisemitismo è oggi sulla bocca di tutti: da una parte, la presenza nel dibattito pubblico di stereotipi antisemiti; dall’altra, il governo di Israele e i suoi sostenitori che definiscono antisemita chiunque critichi la sua politica, dall’ONU a quei paesi dell’Unione Europea che hanno riconosciuto lo Stato palestinese. Ma allora cos’è l’antisemitismo, chi sono gli antisemiti? Quali sono le differenze con l’antisionismo? E ancora, se l’antisemitismo è dappertutto, come distinguerlo, come opporvisi? Dopo il grande successo di Il suicidio di Israele (Premio Strega Saggistica 2025), Anna Foa in “Mai più” (Laterza) ha sentito l’urgenza di rispondere a queste domande, con la consapevolezza che quello che abbiamo vissuto in questi ultimi due anni mette a rischio il patrimonio di valori che abbiamo costruito attorno alla memoria della Shoah e per rivendicare, oggi più che mai, un ‘Mai più’ che valga per tutte le donne e gli uomini. A prescindere da ogni credo e identità.
PULCINELLA ANALIZZATO DA BENEDETTO CROCE
In questo breve e godibile saggio su Pulcinella, dal sottotitolo “Storia e tradizioni della celebre maschera di Napoli”, pubblicato da Colonnese, Benedetto Croce esplora la figura del celebre personaggio della commedia dell’arte, simbolo della tradizione teatrale popolare italiana (e al contempo napoletana ed europea). Pulcinella è analizzato non solo come maschera teatrale, ma come una metafora della condizione umana: un individuo che, pur nell’apparente comicità e leggerezza, rappresenta le contraddizioni e le tensioni della vita sociale. Col suo puntuale e inimitabile approccio filosofico e storico, Croce evidenzia l’evoluzione della maschera, legandola alle dinamiche culturali, politiche e psicologiche della società. Regalandoci pagine che, al di là dell’analisi tradizionale teatrale, si fanno riflessioni sull’esistenza della comicità e della natura umana.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE, ALLA SCOPERTA DELL’INGANNO
In libreria per Fazi Editore “L’inganno dell’intelligenza artificiale. Come resistere a Big Tech e costruire il futuro che vogliamo” di Emily M. Bender e Alex Hanna, un saggio che smaschera l’hype sulle tecnologie vendute come “intelligenza artificiale”, evidenziandone limiti e rischi occultati dalle Big Tech. Una guida indispensabile per riprendere il controllo sul nostro futuro. Le tecnologie vendute come “intelligenza artificiale” sono spesso presentate come una magia capace di risolvere ogni problema. Emily M. Bender e Alex Hanna, due delle voci più influenti nel dibattito sull’IA, spiegano perché non è così. In questo saggio illuminante smontano l’esaltazione mediatica alimentata dalle Big Tech: l’IA di oggi è fatta di sistemi statistici su larga scala, che producono linguaggio e immagini senza comprenderli – non un’intelligenza pensante ma «pappagalli stocastici», secondo la definizione resa popolare da Bender per descrivere rischi e limiti dei modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) come ChatGPT e Gemini.
Le autrici ripercorrono le radici del tecno-ottimismo contemporaneo, spiegano con chiarezza che cos’è l’IA e come funzionano davvero questi sistemi. Ne sfatano i falsi miti (neutralità delle macchine, automazione “inevitabile”) e mettono in luce le insidie del loro impiego in ambiti chiave – lavoro, sanità, giustizia, istruzione, scienza, arte e giornalismo. Dietro la retorica dell’innovazione emergono dati raccolti senza consenso, lavoro nascosto e sottopagato, un impatto ambientale crescente e un marketing che propone illusioni come possibilità concrete.
Bender e Hanna sollevano domande chiave: l’IA ci renderà più competenti o più dipendenti? Creerà una società più equa o più diseguale? Chi ne risponde quando un algoritmo sbaglia?
Una riflessione lucida, brillante e accessibile sulle sfide poste dall’intelligenza artificiale: per riportare il dibattito sulle questioni essenziali – diritti, trasparenza, responsabilità –, scegliere consapevolmente quali tecnologie adottare e costruire un futuro in cui l’innovazione torni al servizio delle persone.
LIBRI, “TUTTO VISCONTI” DI GILI E SPILA IN 50° MORTE REGISTA
Il 17 marzo segna il cinquantesimo anniversario della scomparsa di Luchino Visconti, figura centrale del Novecento tra cinema, teatro e opera. Questa ricorrenza inaugura simbolicamente un “Anno Visconti”, ricco di iniziative culturali. In questo contesto, la casa editrice Gremese annuncia l’uscita, a fine marzo in Italia e Francia, del volume “Tutto Visconti” (Tout sur Luchino Visconti). Curato da Jean A. Gili e Piero Spila, con prefazione di René de Ceccatty, il libro nasce da un progetto internazionale che coinvolge 39 studiosi e critici.
L’opera offre una visione ampia e aggiornata della produzione viscontiana. Si distingue per una struttura originale: dopo alcuni saggi introduttivi, presenta un dizionario dalla A alla Z che attraversa tutta la carriera del regista. Il volume esplora cinema, teatro e opera, includendo collaborazioni e incontri con grandi artisti come Renoir, Dietrich e Lancaster. Dalle origini neorealiste di Ossessione fino ai capolavori come Il Gattopardo, emerge un ritratto ricco e articolato. Un ampio apparato iconografico accompagna il testo, restituendo la varietà e l’intensità della sua opera. Pensato per studiosi e appassionati, il libro si propone come una monografia di riferimento su uno dei maggiori registi europei. (Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)





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