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GUERRA, GIORNO 24
TEHERAN NEL MIRINO

GUERRA, GIORNO 24 <BR> TEHERAN NEL MIRINO

La guerra tra l'alleanza israelo-americana e l'Iran giunge oggi al ventiquattresimo giorno facendo registrare una nuova, massiccia ondata di bombardamenti sulla capitale della Repubblica islamica. Intorno alle tre di questa mattina (ora italiana), le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato di aver lanciato un attacco aereo “su vasta scala” contro le infrastrutture residue del “regime del terrore” a Teheran. L'azione odierna conferma il perseguimento della strategia di azzeramento dei centri di comando e controllo già avviata nelle prime fasi del conflitto, quando i raid iniziali avevano già colpito i vertici della leadership iraniana. Le esplosioni di oggi hanno illuminato i cieli della capitale, colpendo obiettivi strategici che l'intelligence alleata ritiene fondamentali per il coordinamento delle residue forze paramilitari. Nonostante il colpo alla leadership inferto nei giorni scorsi, la resistenza iraniana continua a operare da strutture sotterranee, rendendo necessari i bombardamenti odierni per smantellare definitivamente la capacità di risposta bellica del Paese.

LA MINACCIA DELL'IRGC E LA GUERRA ENERGETICA. La reazione di Teheran è affidata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). Attraverso l'agenzia di stampa semi-ufficiale Fars, l'IRGC ha dichiarato oggi che risponderà “con la stessa moneta” a qualsiasi attacco contro le centrali elettriche nazionali. “Se voi colpite la linea elettrica, noi colpiremo la linea elettrica”, recita il comunicato diffuso questa mattina. La minaccia si estende alle infrastrutture energetiche, industriali e di telecomunicazione israeliane, nonché alle centrali elettriche dei paesi della regione che ospitano basi statunitensi. L'Iran ha inoltre ribadito oggi la propria prontezza a chiudere lo Stretto di Hormuz a tempo indeterminato. Questa mossa, ventilata come risposta diretta alla minaccia del presidente statunitense Donald Trump di bombardare i siti energetici iraniani, metterebbe a rischio l'intero approvvigionamento petrolifero globale. Secondo l'IRGC, prendere di mira la rete elettrica iraniana è un atto “disumano” poiché “interromperebbe servizi umanitari essenziali come ospedali, centri di emergenza, sistemi idrici e impianti di desalinizzazione”.

STRAGE DI CIVILI A URMIA E KHORRAMABAD. Il bilancio dei raid di odierni registra pesanti perdite tra la popolazione civile. La Mezzaluna Rossa iraniana ha documentato tramite un video pubblicato su X gli effetti di un bombardamento che ha colpito una zona residenziale a Urmia, nel nord-ovest del Paese. Le immagini mostrano i soccorritori impegnati a farsi strada tra le macerie degli edifici crollati nel tentativo di recuperare i feriti. Contemporaneamente, a Khorramabad, nell'Iran occidentale, l'agenzia statale Fars ha riporta la notizia di diverse vittime civili a seguito di un altro attacco aereo. Tra i corpi estratti dai detriti questa mattina figura quello di un bambino. Gli attacchi di oggi confermano come, nonostante gli obiettivi militari dichiarati, l'intensità del fuoco stia devastando numerosi centri abitati in diverse province iraniane, lontano dai bunker dove si rifugiano i vertici militari.

CENTCOM: “L'IRAN AGISCE PER DISPERAZIONE”. L'ammiraglio della Marina statunitense Brad Cooper, a capo del Comando Centrale (CENTCOM), ha rilasciato oggi un'intervista all'emittente Iran International fornendo una valutazione sull'andamento del conflitto. Secondo Cooper, l'Iran sta “agendo in un segno di disperazione” colpendo deliberatamente obiettivi civili. “Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte”, ha dichiarato l'ammiraglio, sottolineando come la frequenza degli attacchi sia però diminuita drasticamente rispetto all'inizio del conflitto. “All'inizio si vedevano grandi quantità di droni e missili, decine alla volta. Ora non si vede più nulla di simile. Si tratta di uno o due alla volta”, ha aggiunto Cooper, spiegando che la campagna alleata sta eliminando non solo la minaccia attuale ma anche la capacità di produzione futura di missili e droni. Cooper ha poi consigliato ai cittadini iraniani di rimanere in casa: “Stanno lanciando missili e droni da aree popolate e per ora dovete rimanere in casa”. L'ammiraglio ha inoltre confermato che, mentre le truppe in prima linea subiscono i raid israelo-americani, i capi militari iraniani restano nascosti in “bunker profondi”.

ATTACCHI BALISTICI SU RIAD, ABU DHABI E BAHREIN. Nelle ultime 14 ore, il conflitto ha travolto anche i Paesi del Golfo alleati di Washington. Il ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha annunciato oggi che la regione di Riad è stata colpita da due missili balistici: uno è stato intercettato, l'altro è caduto in una zona disabitata. Negli Emirati Arabi Uniti, il Ministero della Difesa ha confermato di essere “attualmente impegnato a rispondere alle minacce di missili e droni provenienti dall'Iran”, precisando che i boati uditi dalla popolazione sono dovuti alle intercettazioni dei sistemi di difesa aerea. Anche il Bahrein è in stato di massima allerta da questa mattina. Il Ministero dell'Interno ha diramato un’allerta sui social media, invitando residenti e cittadini a “mantenere la calma e a recarsi nel luogo sicuro più vicino”. La simultaneità degli attacchi contro le monarchie del Golfo oggi dimostra ancora una volta la volontà di Teheran di colpire gli interessi economici e industriali americani in tutta la regione, cercando di forzare un rallentamento dell'offensiva alleata. (23 MAR / deg)

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