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REFERENDUM, ALL'ESTERO
VERSO LA VITTORIA DEL SI'

REFERENDUM, ALL'ESTERO <BR> VERSO LA VITTORIA DEL SI'

In Italia ha vinto il No: il referendum costituzionale boccia la riforma dell’ordinamento giudiziario voluta dal governo Meloni, con una percentuale che a scrutinio quasi ultimato è al 53,74%. All’estero il risultato va invece nella direzione opposta: con 1.303 sezioni scrutinate su 2.207, il Sì è al 54,01% contro il 45,99% del No. Il dato più importante è in America Meridionale, dove il Sì è al 72,17% contro il 27,83% del No; in America Settentrionale e Centrale il Sì è al 57,73% mentre il No è al 42,27%; in Africa, Asia, Oceania e Antartide il Sì è al momento al 52,20% contro il 47,80% del No. Solo in Europa il No è in vantaggio (54,99% contro il 45,01% del Sì). Il voto degli italiani all’estero, soprattutto in occasione dei Referendum, è spesso in controtendenza rispetto a quello nazionale. “All’estero, in tutte le riforme costituzionali, vediamo una normale tendenza all’approvazione, lo abbiamo visto con la riforma Renzi e con quella sulla riduzione dei parlamentari. Poi, a seconda di chi la sostiene, c’è una percentuale più alta o più bassa del consenso”, spiega a 9colonne Eugenio Marino, ex responsabile del Pd per gli Italiani nel mondo. “Il dato complessivo ci dice che non si possono fare le riforme imponendole – prosegue Marino -, questa riforma, imposta in Parlamento senza discussione con le opposizioni, è stata bocciata dai cittadini. E non sono bastati nemmeno i trucchetti come quello di escludere dal voto i giovani fuorisede”. Per quanto riguarda il Sud America “sapevamo che la tendenza a votare Sì è ormai quella prevalente, ma mi sembra che a differenza di altri referendum, come quello sulla riforma del 2016 del governo Renzi, non ci sia stata una vittoria stravolgente. All’estero, soprattutto lontano dell’Europa, l’elettorato è poco addentro a queste dinamiche e con un’informazione che non esiste ha delle difficoltà oggettive, votando spesso in maniera inerziale, tanto che tutti i referendum hanno avuto la vittoria del Sì”, afferma a 9colonne il deputato del Pd eletto in Sud America Fabio Porta. “Siamo contenti della vittoria del No, netta e chiara – prosegue Porta – e con una grande partecipazione di giovani. Serve una maggiore riflessione sulle riforme e sulle modifiche alla costituzione, siamo contenti che questo risultato abbia bloccato una riforma che ritenevamo sbagliata e ci aiuta a essere ancora più convintamene contrari a questo governo”. (sip)

I commenti

 BILLI (LEGA): IL DATO PIÙ IMPORTANTE È L’ALTA AFFLUENZA

“È un risultato chiaro: ha prevalso il No con un margine significativo. Ma al di là dell’esito, il dato più importante è l’alta affluenza. Per un referendum non era affatto scontato, e questo dimostra che quando si toccano temi concreti, i cittadini rispondono. È una vittoria della partecipazione e quindi della democrazia. Ora naturalmente rifletteremo sul risultato, ma resta il fatto positivo di un Paese che ha scelto di esprimersi”. Così a 9colonne il deputato eletto all’estero Simone Billi, Capogruppo Lega Salvini Premier in Commissione Esteri e Presidente del Comitato Italiani nel Mondo. (Gil)

GIACOBBE (PD): ITALIANI HANNO SCELTO I VALORI DELLA COSTITUZIONE

“Ha vinto la democrazia, ha vinto la Costituzione, gli italiani hanno scelto i valori fondamentali della Costituzione alle proposte di modifiche che mettevano in discussione l'equilibrio dei poteri, le garanzie e i diritti della nostra bellissima Carta”. Lo ha detto a 9colonne il senatore del Pd eletto all’estero, Francesco Giacobbe, commentando la vittoria del No al referendum sulla giustizia. “Ha vinto la partecipazione, ha vinto la fiducia degli italiani nei principi fondamentali che le nostre madri e i nostri padri costituenti hanno inserito nella Costituzione italiana a difesa della nostra democrazia. Le cittadine e i cittadini – prosegue Giacobbe - hanno quindi scelto di difendere l'equilibrio dei poteri, le garanzie e i diritti che la nostra Carta assicura. Il referendum ha dimostrato un legame profondo tra cittadini, istituzioni e democrazia e ha lanciato un grandissimo messaggio. La Costituzione non va cambiata, ma laddove ancora non è stato fatto bene, va applicata. Spero il Governo e le forze di maggioranza abbiano imparato la lezione ed abbandonino ora altre riforme mal pensate e peggio formulate”.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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