Si terrà il 1° aprile presso l’Universidad del Salvador di Buenos Aires la masterclass “L’italianità in Argentina: passato, presente e futuro”, affidata al presidente del Comitato degli Italiani all'Estero di Buenos Aires (Comites), Darío Signorini. L’iniziativa, aperta al pubblico e rivolta in primo luogo alla comunità universitaria, nasce – come spiega lo stesso Signorini a 9Colonne – “per iniziativa di Francesca Capelli, direttrice della carriera di Traduttorato, insieme al collaboratore Ale Calegari, entrambi molto attivi nella collettività italiana”. L’incontro si propone come uno spazio di riflessione su una presenza che attraversa la storia del Paese. “Io considero che l’italianità in Argentina è socia fondatrice”, afferma Signorini, collocando le radici di questo legame già nelle fasi iniziali della costruzione nazionale. “Già dal 1810, con la Rivoluzione di Maggio, troviamo figure come Manuel Belgrano, che non solo creò la bandiera, ma lavorò per l’uguaglianza e sviluppò attività nel campo del diritto e del giornalismo”. Da quel momento, prosegue, “il contributo italiano si estende a tutti gli ambiti”. Signorini richiama una lunga serie di nomi che segnano la cultura e la società argentina: “Dalla musica, con Astor Piazzolla, Susana Rinaldi, Osvaldo Pugliese, fino al rock con Cerati e Spinetta; dalla letteratura con Ernesto Sábato, all’arte con Antonio Berni e Benito Quinquela Martín”. E ancora lo sport, “con Fangio, Sabatini, Messi, Batistuta, Zanetti”, e la medicina, “con figure come René Favaloro e Domingo Liotta”. Un elenco che, sottolinea, “potrebbe continuare a lungo, perché in quasi tutte le espressioni della vita culturale e sociale troviamo tracce dell’impronta italiana”. Il legame si riflette anche nello spazio urbano e nelle istituzioni. “Basta guardare Buenos Aires: il Teatro Colón, il Palacio Barolo, il Congresso, sono esempi di un patrimonio costruito anche da architetti italiani”. Allo stesso modo, ricorda, “la creazione di club come Boca, River o Vélez porta con sé una forte impronta italiana legata ai fondatori”. Accanto alla dimensione storica, la masterclass intende affrontare il presente della collettività. “Oggi registriamo un rinnovato interesse da parte dei giovani”, spiega Signorini. “Dopo una fase in cui mancava una classe intermedia nella dirigenza, vediamo un ritorno che è molto positivo. La collettività ha bisogno di un ricambio generazionale e lavoriamo per formare nuovi dirigenti, affinché possano assumersi responsabilità con il sostegno di chi ha più esperienza”. Questo rinnovato dinamismo si accompagna a nuove opportunità. “C’è un livello importante di aspettativa su Italia e Argentina: aprire nuovi percorsi, creare borse di studio, lavorare insieme”. In questa prospettiva si inserisce anche il progetto del Museo dell’Immigrazione Italiana: “Abbiamo già i terreni e l’idea è quella di costruire uno spazio che serva a onorare la memoria del passato, lavorare sul presente e, con i giovani, sviluppare un laboratorio di idee per il futuro”. Signorini sottolinea anche il valore simbolico dell’iniziativa accademica: “Per me è un onore partecipare a questa università, che apprezzo molto e dove è passato anche Papa Francesco. Spero di essere all’altezza e che ci sia una grande partecipazione, perché l’incontro è aperto e gratuito”. Nel corso della lezione, il presidente del Comites illustrerà anche il ruolo dell’organismo che rappresenta: “Siamo un ente al servizio dei cittadini italiani, lavoriamo a titolo gratuito e siamo eletti direttamente. Il nostro compito è assistere la comunità e dialogare con le istituzioni locali”. La masterclass si inserisce così in un percorso più ampio di diffusione della lingua e della cultura italiana. “È difficile sintetizzare in poco tempo una storia così lunga”, conclude Signorini, “ma è importante creare occasioni per raccontare cosa è stata l’italianità in Argentina e quale può essere il suo futuro”. (fel - 26 mar)
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