Un recente studio pubblicato sulla rivista Nature ha esaminato otto resti di canidi datati tra 15.800 e 8.900 anni fa. Sei dei campioni appartenevano a cani veri e propri ed erano molto simili tra loro: una popolazione coerente e diffusa già 14.300 anni fa
Il legame tra uomo e cane è più antico e complesso di quanto la storia abbia raccontato finora. Un recente studio pubblicato sulla rivista Nature ha esaminato otto resti di canidi provenienti da Turchia, Iran, Serbia e Inghilterra, datati tra 15.800 e 8.900 anni fa, e grazie all’analisi del DNA nucleare e mitocondriale è stato possibile ricostruire la diffusione e la struttura genetica di questi animali nell’Eurasia occidentale. Sei dei campioni appartenevano a cani veri e propri e, sorprendentemente, erano molto simili tra loro: una popolazione coerente e diffusa già 14.300 anni fa, molto prima delle prime evidenze archeologiche convenzionali di domesticazione in Europa. Gli scienziati sottolineano che, pur non potendo determinare con precisione l’aspetto di questi animali, probabilmente assomigliavano a lupi di taglia più piccola, robusti ma non graziosi come i cuccioli di razze moderne. Eppure, i geni di questi primi cani sono sopravvissuti fino alle razze attuali: dai pastori tedeschi ai san bernardo, passando per numerosi altri cani che abitano oggi le nostre case. I ricercatori hanno analizzato tre principali gruppi umani: i Magdaleniani dell’Europa occidentale, che si estendevano dalla Francia e dalla Spagna fino al Regno Unito circa 14.000 anni fa; gli Epigravettiani in Europa centrale e meridionale, soprattutto Germania e Italia; e i cacciatori-raccoglitori dell’Anatolia, nell’attuale Turchia. In tutte queste culture, i cani erano presenti e curati, a volte sepolti accanto ai loro padroni, come testimoniano alcuni ritrovamenti in Anatolia, che suggeriscono un legame affettivo e simbolico simile a quello che oggi vediamo tra uomo e cane. L’analisi genetica rivela inoltre come i cani abbiano resistito ai grandi cambiamenti culturali. L’arrivo dell’agricoltura nella Mezzaluna Fertile, circa 12.000 anni fa, portò spostamenti umani massicci e la sostituzione di gran parte della popolazione genetica europea. Nonostante ciò, i cani delle popolazioni precedenti non scomparvero: furono integrati nelle nuove comunità agricole, dimostrando una continuità genetica e culturale sorprendente. La ricerca contribuisce anche a chiarire la questione dell’addomesticamento. I cani studiati erano già distinti dai lupi, ma probabilmente il processo di domesticazione non avvenne in un singolo luogo o momento. È stato lungo, graduale, coinvolgendo generazioni e popolazioni diverse. Le ossa più antiche potrebbero ancora nascondere risposte sul momento preciso in cui i lupi si separarono dai primi cani, un enigma che resta aperto ma che getta nuova luce sull’origine del nostro legame con questi animali.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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