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ISTAT: NEL 2025 CRESCE IL REDDITO, CALA LA PROPENSIONE AL RISPARMIO

Nel 2025 il reddito disponibile delle famiglie aumenta del 2,4% e il loro potere d’acquisto dello 0,9%. La spesa per consumi finali cresce del 2,5%, mentre si riduce la propensione al risparmio delle famiglie, attestandosi all’8,2% dall’8,3% nel 2024. Il tasso di investimento delle famiglie si riduce al 5,9% dal 6,3% del 2024. Il tasso di profitto delle società non finanziarie cala al 43,3% (dal 44,1% del 2024), per effetto del contenuto aumento del risultato lordo di gestione (+0,9%) a fronte di una crescita del valore aggiunto del 2,6%. Il tasso di investimento aumenta al 24,9% (24,3% nel 2024). I dati emergono dal report dell’Istat. Nel 2025 la posizione complessiva dell’Italia verso l’estero è in attivo e pari a 30,8 miliardi di euro, in miglioramento rispetto all’anno precedente (era 23,4 miliardi nel 2024). A tale risultato hanno contribuito le maggiori entrate all’Italia derivanti dal miglioramento dei saldi dei redditi da lavoro e da capitale e dei trasferimenti correnti e in conto capitale (+9,5 miliardi rispetto al 2024), che hanno più che compensato la riduzione del saldo commerciale (-2,1 miliardi rispetto al 2024). Migliora il saldo del settore delle amministrazioni pubbliche: l’indebitamento si è ridotto di circa 4,4 miliardi di euro rispetto al 2024, portandosi a -69,4 miliardi di euro (-73,8 miliardi nel 2024). Aumenta l’accreditamento delle famiglie consumatrici, che si è attestato a 35,9 miliardi di euro, con un recupero di 6,8 miliardi di euro rispetto al 2024. Peggiora, invece, la posizione delle società non finanziarie: il loro accreditamento è sceso nel 2025 a 5,1 miliardi di euro (-3,9 miliardi rispetto al 2024), principalmente per la crescita degli investimenti fissi lordi, in presenza di una sostanziale stabilità del reddito primario del settore. Il saldo delle società finanziarie ha registrato un incremento, attestandosi a 51,9 miliardi di euro (+1,8 miliardi rispetto al 2024), per effetto dell’andamento dei redditi da capitale netti in entrata al settore.
Nel 2025 il valore aggiunto corrente generato dal complesso dell’economia nazionale, valutato ai prezzi base, è aumentato del 2,3% rispetto all’anno precedente, in linea con quanto registrato nel 2024. Tutti i settori istituzionali hanno evidenziato dinamiche positive del valore aggiunto, ad eccezione del settore delle società finanziarie. Nel settore delle società non finanziarie, il valore aggiunto è aumentato del 2,6% rispetto all’anno precedente (+1,3% nel 2024), contribuendo per 1,4 punti percentuali alla crescita complessiva. Nel 2025 il valore aggiunto delle società finanziarie ha registrato una diminuzione pari al 3,0% (+8,1% nel 2024), trainata dall’andamento delle banche e degli altri intermediari finanziari, con un contributo negativo (-0,2 punti percentuali) all’andamento nazionale.

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