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direttore Paolo Pagliaro

Straordinari lassù efferati quaggiù

Straordinari lassù efferati quaggiù

di Paolo Pagliaro

Per la prima volta dal dicembre del 1972, degli esseri umani si trovano oltre l'orbita terrestre bassa. Quattro astronauti — Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen — sono partiti dal Kennedy Space Center a bordo della capsula Orion, spinta dal razzo SLS, verso la Luna. La missione si chiama Artemis II e dura dieci giorni. Non è un allunaggio, la notizia è che ci siamo di nuovo messi in cammino. L'equipaggio batterà il record di distanza massima mai raggiunta da esseri umani — circa 406.000 chilometri dalla Terra — superando persino il primato di Apollo 13. A bordo, Glover è il primo afroamericano, Koch la prima donna, Hansen il primo canadese a volare nello spazio profondo. La corsa alla Luna, però, non è soltanto americana. La Cina punta a compiere il primo allunaggio con equipaggio entro il 2030, in una regione geologicamente ricca chiamata Rimae Bode, scelta tra 106 siti candidati per le sue caratteristiche scientifiche e operative. E guarda ancora più lontano: la costruzione di un habitat permanente nelle regioni polari del satellite — la Stazione Internazionale di Ricerca Lunare — entro la metà del secolo. Per arrivarci, Pechino sta completando i prototipi del razzo Long March 10, della navicella Mengzhou e del lander Lanyue.
La posta in gioco non è il prestigio, almeno non soltanto. All'interno dei crateri in ombra perenne del Polo Sud lunare sono stati confermati depositi di ghiaccio d'acqua: una risorsa che può essere scissa in idrogeno e ossigeno per produrre carburante e aria respirabile, trasformando la Luna in una stazione di servizio per le missioni verso Marte.
Un’ottima sintesi di quanto sta accadendo in questi giorni l’ha fatta Luca Carra, direttore del giornale online Scienza in Rete: “sappiamo fare cose straordinarie lassù e stupidissime ed efferate quaggiù”.

(© 9Colonne - citare la fonte)