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direttore Paolo Pagliaro

L’Europa prova
a semplificare

L’Europa prova <br> a semplificare

di Paolo Pagliaro

Immaginate di voler aprire un'attività in Europa. Avete un'idea, avete i soci, avete magari già i primi clienti in tre Paesi diversi. Poi scoprite che per operare legalmente in Germania, in Polonia e in Spagna avete bisogno di tre tipi di società diversi, tre set di regole, tre studi legali locali e probabilmente anni di attesa e decine di migliaia di euro in consulenze. Benvenuti nel mercato unico europeo.
È questa la contraddizione che la Commissione europea ha deciso di affrontare con la proposta presentata a marzo sul cosiddetto EU Inc., o «ventottesimo regime»: una forma societaria europea unica, facoltativa, che si affianca — senza sostituirle — alle ventisette varianti nazionali già esistenti. Non si tratta di imporre a Francia o Italia come devono strutturare le loro SARL o Srl, ma di aggiungere un'opzione nuova, valida ovunque nell'Unione, regolata da un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.
La scelta dello strumento normativo non è un dettaglio tecnico: un regolamento, a differenza di una direttiva, non richiede recepimento nazionale. Entra in vigore uguale per tutti, il giorno stesso. È la garanzia che EU Inc. significhi la stessa cosa a Tallinn e a Lisbona, a Varsavia e ad Amsterdam. Per chi fonda una start-up o gestisce una piccola impresa con ambizioni europee, questo potrebbe voler dire smettere di pagare avvocati specializzati in ogni giurisdizione per capire come non sbagliare.
L'iniziativa – di cui si è discusso oggi in un webinar promosso da Amf Italia - è pensata soprattutto per start-up e scale-up — quelle imprese giovani che crescono in fretta e hanno bisogno di muoversi altrettanto velocemente attraverso i confini. Ma la platea potenziale è più ampia: la nuova forma è disponibile, in linea di principio, per qualsiasi tipo di società, comprese quelle quotate in borsa.
Certo, le domande aperte non mancano. Come si coordinerà EU Inc. con le normative fiscali nazionali, ancora lontanissime dall'armonizzazione? Quali saranno le tutele per i lavoratori in un regime pensato per la flessibilità? E i ventisette sistemi nazionali, che esprimono culture giuridiche profondamente diverse, accetteranno davvero di convivere con un concorrente continentale? Sono questioni serie, che il dibattito parlamentare europeo dovrà affrontare. Ma l'idea di fondo è difficile da contestare: un'Europa che si dice mercato unico dovrebbe permettere a un'impresa di nascere europea fin dal primo giorno. Con EU Inc., per la prima volta, potrebbe riuscirci.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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