Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Baricco e la sua 'Traviata da cortile'

Teatro
Dai palchi più prestigiosi agli spettacoli di provincia, lo "Speciale teatro" presenta ogni settimana le novità in cartellone in giro per l'Italia. Tra classici della commedia e della tragedia, opere, One man show, cabaret e "prime", le rappresentazioni teatrali vengono anticipate attraverso una descrizione sintetica dello spettacolo, della sua scenografia e dei suoi autori e interpreti, oltre a un piccolo vademecum con le date e gli orari.

Baricco e la sua 'Traviata da cortile'

Sarà Alessandro Baricco a guidare il pubblico dentro una nuova e sorprendente rilettura de La Traviata di Giuseppe Verdi con Una Traviata da cortile, spettacolo di narrazione e musica dal vivo che nei prossimi mesi porterà l’opera fuori dai teatri per trasformarla in un’esperienza collettiva, immersiva e popolare. Con la direzione musicale di Enrico Melozzi, la direzione creativa e casting di Gloria Campaner, il progetto è una nuova produzione di Alessandro Baricco, Domenico Procacci e IMARTS - International Music & Arts. Pensata per spazi aperti e cortili, la messinscena rompe deliberatamente gli schemi della tradizione operistica: non esiste più separazione tra palco e platea, e il pubblico diventa parte integrante della storia. Gli spettatori si muovono dentro l’azione, brindano e cantano insieme agli artisti, vivendo la vicenda di Violetta come dentro una festa di paese, tra musica, racconto e partecipazione collettiva. Ne nasce un format inedito, a metà tra concerto in piazza, teatro di narrazione e rito comunitario. L’opera di Verdi viene riportata alla sua radice più popolare: una musica che torna a risuonare tra la gente, affidata non a una grande orchestra, ma alla Duphol Big Band Orchestra and Chorus, un ensemble creato apposta per l’occasione che mescola un quintetto d’archi, una banda (Orchestra di fiati del Cilento e l’Anbima FVG), la fisarmonica di Mario Stefano Pietrodarchi, il mandolino di Raffaele La Ragione, il contrabbasso di Paolo Borsarelli e un coro che cambia di città in città. Al centro dello spettacolo restano i momenti cruciali della storia di Violetta Valéry,  interpretata dal soprano Floriana Cicìo, accanto ai tenori che si alterneranno nel ruolo di Alfredo Matteo Roma e  Andrea Tanzillo, e al baritono Franco Vassallo nei panni di Germont, raccontati attraverso una nuova struttura narrativa: quattro quadri che attraversano l’amore, il conflitto, l’umiliazione e infine la morte della protagonista. Tra questi quadri musicali, Baricco interviene con la sua narrazione, restituendo la forza umana e contemporanea della vicenda. Una Traviata da cortile è un esperimento teatrale e musicale che prova a restituire l’opera lirica alla sua dimensione più viva e condivisa, trasformandola in un evento che accade in mezzo alle persone, tra musica, racconto e festa. E alla fine dello spettacolo la storia non si chiude davvero: il pubblico è invitato a restare, continuando a condividere la notte tra brindisi, musica e balli, come accade nelle feste di paese.  Il tour è organizzato da IMARTS - International Music & Arts. Queste le prime date annunciate:

27 e 28 maggio 2026 - Antica Grancia Benedettina, Colorno (Parma) per il Teatro Regio di Parma

20 e 21 giugno 2026 - Cortile dell’Università, Firenze per il Maggio Musicale Fiorentino

20 luglio 2026 - Azienda Agricola Zorzettig per il Mittelfest

5 agosto 2026 - Castello di Titignano, Orvieto per l’Umbria Green Festival

26 e 27 settembre 2026 - Cortile degli stabilimenti Kimbo, a Melito di Napoli. (red)

A ROMA IL RITORNO DELLA COMPAGNIA STOMP

Dopo il successo del 2024, Accademia Filarmonica Romana e Teatro Olimpico ospitano nuovamente STOMP, la celebre compagnia britannica diventata un vero e proprio fenomeno globale, che sarà sul palcoscenico del Teatro Olimpico dal 14 al 19 aprile, in collaborazione con LSD edizioni. Capace di coinvolgere ed entusiasmare il pubblico di ogni lingua, cultura, generazione, lo spettacolo è un mix contagioso di percussioni, danza, musica, teatro in cui la colonna sonora si ispira ai mille suoni e rumori della vita quotidiana mentre l’atmosfera è decisamente metropolitana. Senza trama, personaggi, né parole, otto performers, formidabili ballerini-acrobati-percussionisti, "suonano" oggetti di uso comune: accendini, scatole di fiammiferi, coperchi dei bidoni, scope, pneumatici, lavandini e riempiono il palco con un ritmo esplosivo e incalzante, in un delirio artistico di travolgente ironia. Come un elettrizzante evento rock, dove potrà capitare di ritrovarsi improvvisamente nella sensualità del flamenco, o nella precisione del gioco percussivo del tip-tap… "Pura magia da palcoscenico" per The Sunday Telegraph, "il teatro al massimo della sua seduzione" secondo il New York Times. Nata a Brighton nel 1991 dalla creatività di Luke Cresswell e Steve McNicholas l’irresistibile esperienza di STOMP vanta oltre trent’anni di attività e successo nei più importanti luoghi, festival e teatri del mondo, da Broadway a Parigi, da Los Angeles a Tokyo. Tra i tanti premi che hanno consacrato da subito il successo della compagnia, spicca il Laurence Olivier Award del 1994 per la migliore coreografia. La compagnia ha ottenuto la nomination al Laurence Olivier Award anche come miglior spettacolo. Dal punk rock al jazz africano sono tantissime le influenze artistiche cui si ispira STOMP. "Dai Drummers of Burundi, a Grace Jones di One man show, dai primi ballerini di tip tap come Nicholas Brothers e Bill “Bojangles” Robinson fino ai percussionisti giapponesi KODO" racconta Steve McNicholas, che sottolinea anche come la diversa provenienza degli stompers sia uno dei punti di forza: "Abbiamo sempre avuto un mix molto vario di artisti nello spettacolo, è qualcosa a cui teniamo molto. Persone diverse, provenienti da culture diverse, che fanno scelte artistiche differenti: è questo che mantiene vivo lo spettacolo e che stimola la compagnia. Attualmente nel cast ci sono stomper da Regno Unito, Spagna, Canada, Stati Uniti e Porto Rico. Ogni nuovo performer porta una nuova interpretazione dello spettacolo. Incoraggiamo gli artisti a essere sé stessi e a seguire le proprie interpretazioni, in questo modo le coreografie si animano di una nuova, positiva energia". Nello spettacolo si ritroveranno i pezzi storici della compagnia insieme ad alcuni numeri più recenti, fra cui Poltergeist che trae ispirazione dalle immagini di film in cui gli oggetti di tutti i giorni volano attorno al protagonista, che sia in Fantasia, Mary Poppins o Poltergeist… "Gli oggetti domestici prendono vita propria – conclude McNhicolas –, e insieme ai nostri interpreti, sfidano uno Stomper batterista che suona quella che è effettivamente una batteria fluttuante, coreografica e in costante cambiamento... con solo un paio di spazzole in mano…". (redm)

UN “BASSO NAPOLETANO” SECONDO MARCO SGROSSO

Marco Sgrosso firma l’elaborazione drammaturgica, la mise en espace e l’interpretazione di “Basso Napoletano. Variazioni per contrabbasso e voce”, nuovo allestimento prodotto da Le belle bandiere, in scena dal 9 al 12 aprile al teatro Argot Studio di Roma, in dialogo con il contrabbasso di Felice Del Gaudio. Il progetto nasce dall’incontro artistico tra i due interpreti e si configura come un dispositivo performativo essenziale, costruito sull’attrito fertile tra materia sonora e parola incarnata. Qui Napoli emerge non come sfondo, ma come organismo vivo e stratificato: una città arcaica e febbrile, attraversata da tensioni primarie, dove il canto si fa carne e il suono profondità tellurica. Come scrive Marco Sgrosso “Basso Napoletano” “nasce da un antico desiderio di collaborazione, da un’amicizia collaudata e da una reciproca stima artistica tra me e Felice. Siamo partiti dall’idea di una jam-session tra contrabbasso e voce per costruire insieme un percorso tra le sonorità e le parole di una Napoli primitiva, malata, brutale, carnale e ricca di vitalità. Nel comporre l’elaborazione drammaturgica, ho attinto per frammenti, uniti da un filo umorale ed emotivo più che narrativo, ad opere che spaziano da Eduardo De Filippo a Raffaele Viviani, da Totò a Roberto De Simone, Ferdinando Russo, Angelo Manna fino ai toni più aspri e immaginifici di Enzo Moscato, strizzando l’occhio anche ai testi di alcune canzoni celebri reinterpretate liberamente nell’ottica di un concerto per voce e contrabbasso. Il nostro viaggio inizia dal sonno tormentato di una Napoli sotterranea e apocalittica e prosegue nelle spirali di un’allucinazione sospesa tra dramma e farsa, attraversando alcuni topos classici della drammaturgia e della cultura partenopea: il fuoco del vulcano, le sopraffazioni, la fame, le imprecazioni, la preghiera, il sogno che diventa incubo, le serenate romantiche, l’amore mercificato, il sonno indolente, dove trova voce e suono il lamento di una città dalla vitalità scatenata ma guastata dalla guerra, che aspira ad un sofferto risveglio della coscienza nell’armonia placata di una ‘pace senza morte. Lo spettacolo è dedicato a Leo de Berardinis, indimenticabile maestro e compagno di strada di molte avventure teatrali”. Ideazione luci e direzione tecnica Loredana Oddone, cura del suono Roberto Passuti, con il sostegno di Regione Emilia-Romagna e Comune di Russi. Sgrosso è stato uno dei pilastri della storica compagnia di de Berardinis al Teatro di Leo di Bologna, partecipando a spettacoli che hanno segnato la storia della scena contemporanea italiana (come Novecento e Mille, I Giganti della Montagna o King Lear). Insieme ad Elena Bucci, sua storica partner artistica, ha fondato la compagnia Le Belle Bandiere. Con questo progetto ha dato vita a un percorso creativo molto personale, caratterizzato da una cura estrema per la parola, il gesto e la rilettura dei classici (da Goldoni a Ibsen, da Pirandello a Cechov).(redm)

A ROMA “LA SORELLA MIGLIORE” PER IL SODALIZIO GILI-FRANGIPANE

Quando l’amore si scontra e fa a botte con il senso di colpa e il rimorso, in un turbinio di sentimenti e riflessioni su ciò che è giusto, che è morale.  Come cambierebbe la vita di un uomo, anni prima colpevole di un gravissimo omicidio stradale, se venisse a sapere che la donna da lui investita e uccisa avrebbe avuto, per chissà quale male, nell’istante dell’incidente, solo tre mesi di vita? Sarebbe riuscito a sopportare, con minor peso, gli anni del dolo e del lutto, gli stessi in cui vivono per chissà quanti anni ancora, le persone legate alla donna uccisa? E quanto sarebbe giusto offrire alla coscienza di un uomo, macchiato di una tale nefandezza, una scorciatoia verso la leggerezza, verso la diluizione di un tale peso? Ma poi siamo così sicuri che un familiare, una strana sorella, per quanto possa amare lo stolto, gli regalerebbe questa comoda verità? Oppure a suo modo, mettendo da parte l’amore – e forse per chissà quali pregressi – gliela farebbe comunque scontare? Vanessa Scalera è la protagonista de “La sorella migliore”, in scena fino a domenica 12 aprile, al Teatro Vascello di Roma, (con una doppia replica domenica alle 17 e alle 20:30), intenso e appassionante dramma familiare firmato da Filippo Gili, con la regia Francesco Frangipane, una produzione Argot Produzioni in collaborazione con Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito. In scena anche Alessandro Tedeschi, Aurora Peres e Michela Martini, con le scene di Francesco Ghisu, il disegno luci di Giuseppe Filipponio, le musiche di Roberto Angelini ed i costumi di Eleonora Di Marco. Dopo il recente successo della sua regia di “Piccola renna”, la versione italiana del monologo “Baby Reindeer” da cui è nata una acclamata serie Netflix, Franscesco Frangipane, direttore artistico dello storico Argot Studio di Roma e presidente di Argot Produzioni, spettacolo dopo spettacolo, va affinando il suo stile registico intimo, naturalistico, umanissimo (ha tra l’altro diretto un coraggioso documentario sul sentimento amoroso vissuto in dei centri anziani) che non esita a trasportare fisicamente il pubblico al centro della scena, in stretta connessione con la natura cinematografica dell’Argot Studio. (redm)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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