“Ci sono ottocento eventi intorno a questa giornata, già in corso in tutte le regioni del Paese e in oltre quaranta altri Paesi, per iniziativa del Ministero degli Esteri. Ottocento eventi che danno forza al Made in Italy, consapevolezza alle nostre imprese e riconoscibilità sul piano interno e internazionale. Nella giornata del 15 aprile celebreremo l’evento con i mille marchi storici che sono stati riconosciuti dal nostro Ministero. Cioè mille imprese storiche che hanno almeno cinquant’anni di vita e che producono prodotti di eccellenza e di qualità: la forza della storia, dell’identità e delle radici dell’impresa italiana che tutti ci riconoscono, per vincere la sfida del futuro, che è piuttosto difficile”. Così ieri il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’evento “Il vino in un mondo che cambia: il valore del modello italiano oltre i dazi e lo scenario geopolitico”, organizzato da Federvini nell’ambito del Vinitaly 2026.
Il ministro ha sottolineato che “Il vino, come dimostra questa fiera di grande successo, il Vinitaly, in un contesto internazionale particolarmente complesso, anche per quanto riguarda la possibilità che i buyer internazionali siano presenti, dimostra che il fascino del vino, dell’agroalimentare italiano e della cucina italiana vince anche in un contesto internazionale così difficile. È la vetrina del Made in Italy. Il vino, insieme alla nostra cucina, è sicuramente l’emblema del nostro Paese”. Per Urso, “Il fatto stesso che quest’anno la cucina italiana sia stata riconosciuta come patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO ci fa capire che noi abbiamo non solo il diritto, ma il dovere di tutelare questo patrimonio, questo patrimonio dell’umanità che ci è stato trasmesso da chi prima di noi ha operato. Il vino è una parte significativa di questo patrimonio”, ha concluso il ministro. (14 APR - lug)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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