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CECCHINI DEL WEEKEND,
PARLA IL TESTIMONE

CECCHINI DEL WEEKEND, <BR> PARLA IL TESTIMONE

“In quell'occasione la persona si è vantata pubblicamente di essere andata a caccia e di aver sparato ai musulmani nella guerra di Bosnia a Sarajevo. Diceva di essere andato a fare una sorta di turismo”. Lo racconta un testimone, indicato con il nome di fantasia Marco, in un’intervista a Il Giorno Milano in merito all’indagine sui presunti safari della morte degli anni '90. L'uomo, la cui testimonianza ha portato al rinvio a giudizio di un industriale metalmeccanico di 64 anni, spiega che “la prima reazione, a sentire quel racconto choc durante una cena in una villa in Brianza, era stata di indignazione e rabbia” e precisa che “non denunciai allora perché non potevo davvero credere a quanto raccontavano, potevano essere sciocchezze per vantarsi, parole grosse magari con un goccio di vino di troppo”. Il testimone riferisce che l’indagato “ha citato un secondo individuo presente” e che solo “leggendo delle inchieste mi sono deciso a farmi avanti e a raccontare quell'episodio che risale a tanti anni fa”. In merito alle motivazioni della sua denuncia, l’uomo sottolinea che “le atrocità commesse contro l'umanità non dovrebbero essere mai permesse e giustificate in alcun modo” e aggiunge che “all'epoca non sapevo che erano stati uccisi anche dei bambini”. Nonostante le difficoltà processuali per fatti avvenuti trent’anni fa, il testimone conclude affermando che “spero che le persone uccise possano avere giustizia, che si arrivi a un processo e che vengano emesse condanne giuste e severe”, confermando di aver preso precauzioni per tutelarsi poiché “nonostante le criticità, le vittime devono avere giustizia”. (28 apr - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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