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Migranti, in Senato il nuovo libro di Ibrahima Lo. Castellone: stop propaganda

Roma, 28 apr - "E' un libro importante per abbandonare la propaganda e raccontare una storia che è la storia di tanti, la storia di Ibrahima racconta la voglia di lasciare un Paese che non offriva possibilità, nel caso di Ibrahima che non era nemmeno più sicuro, per trovare un futuro in un altro Paese, in un Paese europeo. La sua appunto è la storia di tanti". Cosi Mariolina Castellone, vicepresidente del Senato, che ha promosso a Palazzo Madama la presentazione del libro di Ibrahima Lo, "La mia voce. Dalle rive dell'Africa alle strade d'Europa". Ibrahima Lo è cresciuto e torna a scrivere di sé. Questa volta, però, lo fa con occhi nuovi, con lo sguardo di un "afroveneziano". Si guarda indietro non solo per vedere la strada che ha percorso, ma per ritrovare i volti di tutte le persone che ha perduto lungo il cammino: Fara, Pape, Bara e molti altri. Alle loro voci spezzate troppo presto, Ibrahima mette a disposizione tutto quello che possiede: i suoi ricordi e la sua scrittura. Inizia così un nuovo viaggio con i lettori e le lettrici, tra il dolore del passato e la speranza nel futuro. In mezzo, l'orrore della guerra e della schiavitù in Libia, ma anche incontri memorabili ed esperienze vissute con entusiasmo. C'è la consapevolezza di essere stato uno dei pochi fortunati. In Italia, Ibrahima ha affrontato discriminazioni ma ha trovato anche accoglienza e amore. Il suo libro racconta proprio di questo: della passione per l'attivismo sulle note di Bella ciao, della gioia di poter contare sugli altri. Alla presentazione intervenuti, tra gli altri, I parlamentari Antonio Nicita, Tina Magni e Vittoria Baldino. "Un libro - spiega l'autore - che racconta varie storie, tra cui quella del mio ritorno in Senegal. Un viaggio molto diverso da quelli fatti quando avevo 16 anni. Un libro che racconta le storie di chi ce l'ha fatta ma anche di chi non ce l'ha fatta. Un libro che parla anche di 'interazione' , perché 'integrazione' è un termine a volte usato in maniera sbagliatissima, gjudicando le persone che vengono in Europa. Ho deciso di raccontare la mia esperienza di 'interazione', uno scambio di culture, di lingue, Per questo motivo ho deciso di parlare di religione. Storie che possono insegnare tanto a chi vuole un mondo di pace, di fratellanza, di umanità.

Un libro importante soprattutto per i giovani, ho cercato di dare voce a tantissime persone e spero che possa arrivare nelle scuole - conclude Ibrahima Lo - Chi rappresenta il presente e il futuro non deve restare chiuso nel proprio mondo, ma deve conoscere altri mondi per vivere dentro l'umanità". (Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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