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Violenza donne, Valente (Pd): da europarlamento segnale chiaro, destra torni su propri passi

Roma, 28 apr – “Il segnale che arriva dal Parlamento europeo è quello che sosteniamo come Partito democratico e come forze di opposizione, a partire dal voto unanime espresso alla Camera sul testo di legge che mettendo il consenso al centro modificava finalmente il 609 bis, il reato che definisce la violenza sessuale. Lo abbiamo detto sin dalle prime battute, è violenza sessuale tutte le volte che non c'è consenso. In assenza di consenso è sempre violenza e stupro. Lo abbiamo detto noi, lo hanno detto dopo di noi e insieme a noi le associazioni, le reti e i centri di violenza che sono scesi in piazza per chiedere alla presidente Bongiorno e alla premier Meloni di ritornare sui loro passi e soprattutto di considerare le nostre posizioni come posizioni non solo ragionevoli ma giuste”. Così Valeria Valente, senatrice Pd, componente della Commissione Femminicidio, in merito al voto del Parlamento europeo che ha ribadito il principio dell'assenza di consenso come indicatore della violenza sessuale.
“Erano andate in questa direzione – aggiunge la parlamentare dem - anche tante audizioni che abbiamo rifatto qui in Senato. C'è già, e questa è stata anche una delle ragioni che abbiamo provato a sostenere nel corso della nostra battaglia parlamentare e nelle piazze, una giurisprudenza consolidata, una giurisprudenza che si ancorava a una giurisprudenza internazionale, che a sua volta si ancorava a convenzioni internazionali che ormai sono consolidate e vanno in questa direzione. E del resto – sottolinea Valente - non si spiegherebbe diversamente il fatto che tantissimi Paesi europei ormai hanno messo il consenso al centro. In questo senso possiamo dire che quasi non ci sorprende, ma ci conforta e ci dà sostegno la pronuncia di oggi del Parlamento europeo, che crediamo debba necessariamente coinvolgere il senso di responsabilità di questa destra, che impedisce ancora soltanto all'Italia di non avanzare su questo terreno, e soprattutto non consente alle donne non solo di enunciare in termini astratti il principio della libertà, dell'autodeterminazione sul proprio corpo e sulle proprie scelte sessuali, ma di rendere questo un principio concreto, effettivamente riscontrabile e quindi anche nelle prassi giudiziarie di vedersi riconosciuto questo diritto”. “Noi crediamo – conclude la senatrice, parte del comitato ristretto che in Senato sta analizzando il provvedimento sulla violenza sessuale - che la destra debba ritornare sui propri passi: lo vedremo in comitato ristretto il 5, ci aspettiamo una proposta della presidente Buongiorno e soprattutto della maggioranza che vada in questa direzione, crediamo che sia giunto il tempo: l'Italia è pronta, le donne italiane sono pronte, speriamo che a impedirci di andare avanti non sia questa destra, che ancora una volta sul terreno dei diritti delle donne fa tante parole ma pochi fatti”. (PO / Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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