Il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di presentare una proposta legislativa che stabilisca una definizione comune di stupro basata su un consenso libero, informato e revocabile. In una risoluzione adottata oggi con 447 voti a favore, 160 contrari e 43 astensioni, gli eurodeputati invitano gli Stati membri “che si basano ancora su definizioni fondate sulla forza o sulla violenza” ad “allineare le proprie leggi agli standard internazionali, tra cui la Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Ue nel 2023”. Una decisione, quella dell’Eurocamera, che ha immediati riflessi sulla scena politica italiana, dove la proposta di legge che ridefiniva il reato di violenza sessuale, imperniandola sul principio del “consenso libero e attuale”, licenziata dalla Camera in modo bipartisan dopo un un’intesa ad altissimo livello (Meloni-Schlein), si bloccava in Commissione al Senato proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto essere approvata definitivamente, ovvero lo scorso 25 novembre, giornata consacrata alla lotta alla violenza sulle donne. Impasse tutt’ora non superata. "Il pronunciamento del Parlamento europeo mi sembra un'ennesima indicazione ad andare avanti per la strada di fare questa legge, di trovare una condivisione su tutti i punti". Cosi la presidente della Commissione Giustizia del Senato, Giulia Bongiorno, parlando con i cronisti a Palazzo Madama in merito al voto del Parlamento europeo. "La mia prima proposta - aggiunge - era sul cosiddetto ‘consenso riconoscibile’. Poi c'è stato il testo unificato, il testo unificato per ora l'abbiamo messo da parte, ora c'è una nuova proposta della senatrice Unterberger. Io onestamente credo che sia il momento di trovare una condivisione, ognuno deve lasciare da parte qualcosa. Io credo che non dobbiamo dimenticare che la volontà della donna sarà accertata di volta in volta dal giudice. Se continuiamo a perdere tempo e a sollevare polemiche, non troviamo una condivisione. Tutte le leggi che sono state fatte in questi anni hanno trovato non solo condivisione, ma a volte unanimità. Non dividiamoci, prendiamo spunto da queste indicazioni, non ci saranno vincitori e non ci saranno perdenti. Però ci saranno se non facciamo le leggi". Rispetto all’intesa che era stata trovata sul testo uscito dalla Camera, Bongiorno sottolinea che “subito dopo i tecnici hanno detto che mancava di tassatività, e cioè c'è stato indicato, e questo è stato ribadito in commissione, che il testo si poteva prestare a delle strumentalizzazioni: da qui il centrodestra ha chiesto una diversa formulazione, ma la diversa formulazione non è piaciuta al centro-sinistra e a questo punto, anziché andare avanti a maggioranza, siamo tornati in un comitato ristretto, dove c'è una nuova proposta dell'Unterberger e c'è la mia proposta sulla volontà riconoscibile”. "Per quanto tempo ancora la destra italiana vuole frenare e impedire questo avanzamento e questa scelta di civiltà per tutti e di libertà e giustizia per le donne italiane?", incalzano i senatori delle opposizioni, componenti del comitato ristretto in Commissione Giustizia, Valeria Valente del Pd, Ada Lopreiato del M5s, Ilaria Cucchi di Avs e Ivan Scalfarotto di Iv. “Il segnale che arriva dal Parlamento europeo – sottolinea Valente - è quello che sosteniamo come Partito democratico e come forze di opposizione, a partire dal voto unanime espresso alla Camera sul testo di legge che mettendo il consenso al centro modificava finalmente il 609 bis, il reato che definisce la violenza sessuale. Lo abbiamo detto sin dalle prime battute, è violenza sessuale tutte le volte che non c'è consenso. In assenza di consenso è sempre violenza e stupro. Lo abbiamo detto noi, lo hanno detto dopo di noi e insieme a noi le associazioni, le reti e i centri di violenza che sono scesi in piazza per chiedere alla presidente Bongiorno e alla premier Meloni di ritornare sui loro passi e soprattutto di considerare le nostre posizioni come posizioni non solo ragionevoli ma giuste”. Secondo la deputata del Pd Valentina Ghio, membro della Commissione d’inchiesta sul femminicidio, si tratta di "una bellissima notizia", sottolineando come dall’Europa arrivi "un monito anche al nostro Paese per andare avanti in un percorso che era già stato chiuso alla Camera con un voto unanime". (PO / Roc)
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